Viaggiare - Diari di Viaggio


A SPASSO PER L'EUROPA 

(Svizzera, Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo, Olanda)

di Armando Vaghi


Periodo: 22 dicembre 2002 - 3 gennaio 2003

Mezzo: ELNAGH DORAL 114 Transit TD 2.5 gem.

Km.totali percorsi: 3030

Equipaggio: io, mia moglie Sandra e i miei figli Michele e Stefano.

Sosta: libera e/o aree sosta, campeggi.

NOTE DI CARATTERE GENERALE


LE STRADE
Abbiamo raggiunto il nord Europa transitando per il traforo del S. Gottardo, utilizzando autostrade tedesche,svizzere, olandesi; le strade statali francesi e quelle olandesi sono di ottimo livello. Non abbiamo mai dovuto affrontare code, escluse quelle trovate(guarda caso) in Italia sulla statale Briantea da Bergamo a Como.

LE SOSTE
Per quanto riguarda la Francia, e la Germania potendo pernottare fuori dai campeggi abbiamo utilizzato aree segnalate su internet o scovate al momento. Per l'Olanda , dove vige il divieto di pernottamento al di fuori dei campeggi siamo ricorsi a strutture di medio livello che ci hanno consentito un buon soggiorno nei Paesi Bassi. Sempre in Olanda abbiamo sfruttato la possibilità di sostare a Volendam in uno dei pochi luoghi dove il pernottamento è consentito.

DENARO E CARTE DI CREDITO
In Olanda le nostre carte di credito "a striscio", non sono accettate da tutti, soprattutto nei supermarket, loro usano quelle con il"chip" e digitano il codice pin. Per cui serve una certa scorta di denaro liquido onde evitare problemi al momento del pagamento. Le nostre carte vengono accettate ai distributori di gasolio, in alcuni negozi di media dimensione, ma se la spesa non è ragionevole storcono il naso. I bancomat (geldautomat) funzionano regolarmente.

I CAMPEGGI
Le soste presso i campeggi olandesi sono state di buon livello nonostante la stagione e la situazione metereologica. Nel diario sono segnalati i campeggi dove abbiamo sostato.

ITINERARIO
E' stato pianificato con l'ausilio di carte stradali Michelin 984 (Germania) Michelin 211 e 210 (Olanda), internet, programmi del tipo ROUTE 66.


DOCUMENTAZIONE AL SEGUITO

Come al solito la documentazione l'abbiamo reperita soprattutto attraverso internet, sui siti:
www.turismoitinerante.com,
www.taccuinodiviaggio.it
.www.campereavventure.it,
www.holland.com,
www.visitamsterdam.nl

Inoltre abbiamo portato i depliants ritirati presso ENTE NAZIONALE TURISMO OLANDESE in Italia via dei Cappuccini,14, 20101 MILANO, opuscoli turistici e come al solito abbiamo portato con noi quello che chiamiamo il libro delle meraviglie: un faldone pieno di itinerari prelevati dai siti dedicati al turismo itinerante, che in certe occasioni si può rivelare ottima lettura di relax.

CONSIDERAZIONI PERSONALI
Per la prima volta affrontiamo un paese straniero che non sia la Francia; e visto che non ci si voleva far mancare nulla ne abbiamo attraversati più di uno. E' stato il viaggio che ci ha fatto attraversare sei frontiere, seguendo una rotta che ha avuto come motivo conduttore la moneta comune (euro) a un anno della sua entrata in vigore.

DIARIO DI BORDO

La nostra nuova avventura ha inizio in un giorno di fine agosto, quando decidiamo di far visita a nostro nipote Massimiliano che si é trasferito in Olanda ufficialmente per lavoro ma crediamo che sia più per un'altro motivo: una ragazza dagli occhi azzurri e capelli biondi, alta di bell'aspetto:Sharonne!!! Passano i mesi e la macchina organizzativa é a buon punto. Rimangono solo pochi dettagli che solo nelle ultime settimane riusciamo a sistemare. Il nostro Doral é pronto, noi siamo pronti, per cui ..si parte.

domenica 22 dicembre 2002 - TRESCORE (I) - BREISACH (D) 

Km.parziali:       457 Km totali:    457

Ore 10,30, il motore é acceso. Per raggiungere il confine con la Svizzera scegliamo di percorrere la statale 342 Briantea in direzione Como, non troviamo traffico se non in prossimità di qualche centro commerciale. La giornata é tipicamente invernale, molto grigia, ma non piove.Arrivati a Como prendiamo l'autostrada in direzione Svizzera, alla frontiera(la prima di questo viaggio)acquistiamo la "vignette" (30 euro resto 2 Franchi), e così fino a gennaio 2004 siamo in regola con la Svizzera. Sulle autostrade svizzere non c'é molto traffico,si viaggia bene arriviamo al tunnel del S. Gottardo senza trovare coda, magnifico. Percorriamo i 17 chilometri tutti d'un fiato (si fa per dire, con l'aria che c'é all'interno del tunnel), e all'uscita iniziamo a trovare un po' di neve che fino ad ora ci aveva risparmiato. Proseguiamo fino a raggiungere il confine con la Germania, seconda frontiera, che superiamo in autostrada. Non siamo andati verso la Francia perché vogliamo iniziare da una nazione che non abbiamo mai visitato.La giornata grigia e piovosa volge al termine, é ora di lasciare l'autostrada e raggiungere Breisach nel Baden-Wuttemberg, dove é segnalata un'area di sosta nel parcheggio sul fiume Reno in Josef Bueb strasse. Ci arriviamo mentre la gente del posto fa rientro a casa dopo la domenica trascorsa tra localini e passeggiate lungo il fiume. Il parcheggio asfaltato é proprio in riva al Reno, ci sono già altri quattro equipaggi tedeschi; non si paga nulla fuori stagione,ma non ci sono nemmeno i servizi c.s..Ci sistemiamo, e usciamo per fare una breve passeggiata nel paesino;visitiamo la chiesa sul colle che domina il paese, di stile austero, ma ben illuminata. Piove e soffia un forte vento, in giro ci siamo solo noi, e poche altre persone; nel centro del paese non c'é anima viva, e così ritorniamo al camper. Cena, partita a carte e poi tutti a nanna. 

lunedì 23 dicembre 2002 - BREISACH (D) - STRASBURGO (F)

Km.parziali:     115         Km totali:       572

 Ci svegliamo con calma, facciamo colazione, e riprendiamo la strada; sentiamo nostalgia della Francia, per cui decidiamo di attraversare la terza frontiera e ci dirigiamo a Colmar, dove parcheggiamo nel parking de la gare. Ci facciamo un giretto a piedi, visto che oggi c'é un tiepido sole. Visitiamo i mercatini di Natale nel bel centro storico di Colmar. E' stata  ricreata l'atmosfera di Natale che,vista la cornice di case a graticcio molto ben conservate e restaurate, fa assumere al centro storico l'aspetto di un borgo antico. Lasciamo alle spalle queste immagini e ci rimettiamo in cammino verso Strasburgo, percorrendo la statale N83; ci fermiamo ad Houssen ad un McDonald per il pranzo, poi via di nuovo a scoprire le belle campagne francesi che si vedono dalla statale. Arriviamo nel pomeriggio a Strasburgo, città sede del parlamento europeo, che non avevamo ancora visitato. Il traffico ci consiglia di lasciare il camper nel parking de l'Etoile dove é possibile prendere un modernissimo tram veloce che porta verso il centro. Trattiamo con un ragazzo colombiano che vuole 4 € per la sosta senza rilasciare ricevuta, ma alla fine cediamo e lasciamo il nostro mezzo insieme a pullman e altri camper. Con il tram raggiungiamo il centro di Strasburgo con le sue luci di Natale fantastiche; un'isola pedonale veramente da applauso e tanta gente che cammina tra le vetrine. Anche qui intorno alla magnifica cattedrale e nelle vie intorno ci sono i mercatini di Natale. Una città che ci affascina molto. Il tempo per questo viaggio non ci consente di poterla visitare bene come meriterebbe, ma sicuramente qui torneremo. Passiamo la prima serata a girovagare per le strade di Strasburgo, anche perché abbiamo deciso di passare qui la notte. Ci accomodiamo al campeggio municipale nel rione Montagne-Verte dove passiamo una notte umida ma riposante.


martedì 24 dicembre 2002 - STRASBURGO (F) - REMICH (L)

Km.parziali:       262 Km.totali:     834

Ottimo risveglio nel silenzio della natura intorno a noi e con il sole che splende tiepido nel cielo azzurro. Siamo in compagnia di altri dieci equipaggi, tra i quali anche due italiani. Facciamo subito colazione e presto ci rimettiamo in marcia, prima di lasciare la Francia, visto che ritorniamo in Germania ci fermiamo in un supermercato a fare spesa e gasolio (0,76 € al litro!!). Puntiamo verso il nord ovest, direzione Lussemburgo, con la N4 direzione Saverne. Costeggiamo  il parco naturale della Lorena, é tutto un susseguirsi di paesini semplici e distese sconfinate di terreni coltivati. Immaginiamo come potrebbe essere in primavera o in estate questo tragitto. Purtroppo il tempo si mette al brutto e poco dopo il passaggio della frontiera tedesca inizia a diluviare. Senza perdersi d'animo raggiungiamo una nuova frontiera, quella del Lussemburgo, piccolo stato al centro dell'Europa e centro burocratico-finanziario molto conosciuto. Sotto una pioggia esagerata tentiamo di trovare un parcheggio che potrebbe consentirci di visitare la città Lussemburgo. Continuiamo a girare intorno alla città ma la pioggia e la mancanza di parcheggio alla fine ci fanno cambiare idea. Peccato, sarà per un'altra volta. Torniamo quindi verso il confine di Remich dove avevamo visto una possibilità di sosta, proprio sotto il ponte sulla Mosella in un grande parcheggio. Esiste anche un punto sosta lungo il fiume in direzione Thionville(F), ma é molto isolato e buio, per cui il parcheggio sul fiume nel centro di Remich ci va bene. Aspetteremo qui l'arrivo del Natale, sfamando una trentina di cigni bianchi in riva al fiume e passeggiando per la cittadina al confine con la Germania.

mercoledì 25 dicembre 2002 - REMICH (L) - MAASTRICHT (NL) 

Km. parziali:      287 Km. totali:       1121

Buon Natale a tutti, e buon compleanno a Michele, sono 16 i tuoi anni. Ancora una volta festeggiamo il Natale in terra straniera, sta diventando una consuetudine. Per la giornata odierna il programma prevede il trasferimento dalla Germania all'Olanda, attraverso il Belgio. E' Natale per cui la giornata sarà particolare: festeggeremo la ricorrenza sacra, ma festeggeremo anche il compleanno di Michele, fanatico della Ferrari e della Formula 1; proprio sul tragitto di oggi abbiamo una località che lega il suo nome allo sport automobilistico: Spa-Francorchamps in Belgio. Puntiamo quindi il nostro Doral verso le Ardenne! Lasciamo Remich alle nove del mattino e costeggiando la Mosella godiamo di un bel paesaggio, colline coltivate a vigneti, nebbiolina sul fiume e un tiepidissimo sole, villaggi che attraversiamo nella tranquillità di questo Natale. Come siamo lontani dalle nostre trafficate città immerse anch'esse nella nebbiolina, ma caoticamente invase da chi si sposta per il pranzo di Natale, o da chi non ha ancora acquistato il regalo di Natale, lontano dai centri commerciali affollati per gli ultimi acquisti!! Siamo in Lussemburgo, ma potremmo essere anche in Francia oppure in Germania, visto che qui le frontiere sono talmente vicine, e anche i paesi assomigliano molto a quelli francesi e tedeschi. Percorriamo tutto il tratto di strada N10 che costeggia la Mosella, fino a raggiungere il confine con la Germania dove proseguiamo in direzione di Bitburg con la 51 e quindi con l'autostrada A60 arriviamo a Prum quindi cambiamo strada e prendiamo la statale 265 che ci porterà in Belgio. Superiamo la frontiera e prendiamo la N632; siamo immersi nel grigio delle Ardenne, la strada si "srotola" attraverso foreste e colline dolci con paesini dalle case tutte uguali, con parecchie fattorie.Arriviamo a Malmédy dove prendiamo la N62, la strada statale che per un tratto diventa circuito di Formula 1. Pochi chilometri e la sorpresa per il nostro  appassionato di Formula 1, nonché navigatore, é veramente grande: entriamo proprio sul circuito con il nostro camper, ne percorriamo il tratto della partenza, quindi parcheggiamo ai box  e visitiamo il resto del sito aperto all'accesso del pubblico. Per Michele è  un'esperienza emozionante, poter calcare la corsia box, salire sulla torretta del direttore corsa; é come se un fan di qualche star del rock potesse calcare il palcoscenico dove la sua star si esibisce, con ancora tutta l'attrezzatura montata. Attimi di gioia per Michele, e crampi da fame per il sottoscritto e per Stefano, ma alla cucina ci ha pensato la cara mamma, che di fronte ai box ha preparato un bel pranzetto per festeggiare Natale e il compleanno di Michele. Ci godiamo questo momento di festa, come fossimo a casa, senza fretta. E' il primo Natale che festeggiamo in movimento, anziché fermi in qualche cittadina. Riprendiamo con calma il nostro avvicinarci alla vera meta di queste nostre vacanze, l'Olanda. Entriamo in autostrada e ci dirigiamo verso Verviers quindi direzione Liège ma non arriviamo alla famosa città belga, la aggiriamo per entrare finalmente in Olanda e quindi subito a Maastricht. Lasciamo l'autostrada e ci avventuriamo nella città resa famosa dal trattato europeo. Sono le 16, in città vediamo poca gente, il tempo non è male ma noi dobbiamo raggiungere Bemelen dove ci attende un campeggio trovato su internet aperto anche in bassa stagione. Cominciamo ad affrontare la difficoltà di interpretazione dei cartelli stradali, abituati alla Francia qui ci sembra di perderci. Finalmente arriviamo a Bemelen, in un campeggio sperso nella campagna dove ci fanno accomodare sul vialetto di accesso alle piazzole in quanto la pioggia dei giorni precedenti ha creato problemi al fondo erboso. Per oggi può bastare anche perché dobbiamo riprendere i festeggiamenti lasciati incompleti. Buon Natale ancora.

giovedì 26 dicembre 2002 - BEMELEN (NL) - GROESBECH (NL)

Km. parziali:         229 Km. totali:      1350

Ci svegliamo e il tempo é pessimo, per tutta la mattina piove, ma questo l' avevamo previsto,per cui sveglia e in viaggio. Ieri abbiamo solo sfiorato Maastricht, non ci ha catturato particolarmente, per cui vedremo di ritornarci in futuro, magari in primavera.La nostra giornata prevede l'arrivo a Beuningen dove risiede nostro nipote Max, del resto questo viaggio é nato proprio con il presupposto di portargli un po' di Italia durante le feste!! In Olanda é vietata la sosta con pernottamento nei camper fuori dalle strutture, per cui ci siamo pianificati anche i campeggi dove passare le notti. Prima di raggiungere Beuningen facciamo tappa a Groesbech per verificare di persona il campeggio che abbiamo scelto e l'abbiamo trovato adatto alle nostre esigenze. Espletate le formalità di registrazione e pranzato nel campeggio, andiamo a Beuningen, poco distante da Njimegen, dove ad aspettarci ci sono Max, Sharonne e tutta la famiglia di lei. Scarichiamo dal camper ogni sorta di souvenir mangereccio proveniente dall'Italia, nonché regali e regalucci per tutti; quando le famiglie sono grandi si fa presto a riempire la stiva di regali e di cibarie!! Festeggiamo tutti insieme, ospiti della famiglia di Sha per tutto il pomeriggio; alla sera siamo invitati a cena e la tavolata assume proporzioni "patriarcali", soprattutto per tutto quel che viene messo in tavola!! qui é dovuto un sincero ringraziamento ai genitori di Sha per la loro ospitalità veramente squisita (come il cibo preparato). Beuningen é una piccola cittadina, dove tutte le case sono uguali, su due o tre piani, con enormi vetrate all'ingresso, da dove é possibile vedere l'esterno; in Olanda non si usa erigere cancellate o muri divisori tra le proprietà e la strada, sembrano villaggi costruiti con i mattoncini della Lego. Abbiamo subito assaporato la cordialità e la gentilezza della gente olandese, e naturalmente abbiamo subito pensato alla mania di esibizionismo italiano nel costruire case enormi, chiuse da cancellate e muri con finestre oscurate da scurissime tapparelle. Naturalmente l'assenza di tapparelle consente anche di poter vedere all'interno delle case, ma non abbiamo notato curiosi che si soffermano a sbirciare nelle case. L'abbiamo fatto noi quando alcune decorazioni natalizie poste sulle finestre ci hanno meravigliato per la loro bellezza, ma l'abbiamo fatto discretamente.

venerdì 27 dicembre 2002 - BEUNINGEN - NJIMEGEN - GROESBECH

Km. parziali     55 Km. totali :      1405

Abbiamo trascorso una notte tranquilla nella calma più assoluta nel campeggio di Groesbech. La notte era iniziata con un cielo stellato che prometteva una possibilità di sole per oggi, ma ciò non é avvenuto: piove e come se piove. Il programma odierno prevede una visita a Njimegen con Max e Sha a farci da accompagnatori, poi pomeriggio senza impegni, caso mai dovesse continuare a piovere torneremo in campeggio per riassettare il camper e il guardaroba! Torniamo quindi a Beuningen dove abbiamo lasciato il camper davanti alla casa di Sha; prendiamo l'autobus che ci porta a Nijmegen. La curiosità di questa città é che si tratta dell'unica città olandese costruita su colline; la città fu teatro nel febbraio del 1944 di un violentissimo bombardamento da parte degli americani e nel settembre dello stesso anno il ponte sul fiume Waal , minacciato di distruzione dai tedeschi invasori,fu salvato da un giovane abitante della città cui è dedicato un monumento al centro del ponte stesso. Njimegen e il suo ponte sono stati anche set naturale di alcune pellicole a sfondo bellico. Noi giriamo per la città, conosciuta anche perché sede dell'università cattolica olandese, i palazzi e le abitazioni sono una commistione di architettura moderna e architettura rinascimentale. Non mancano certo i locali per i giovani visto che è una città animata da gioventù universitaria.Per tutta la passeggiata la pioggia incessante ci nega la possibilità di vedere bene la città, per cui ci rifugiamo all'interno di un locale a riscaldarci con una cioccolata. Curiosità del locale:ci sono delle librerie a muro che contengono libri a disposizione degli avventori per una veloce lettura sorseggiando una bibita o facendo uno spuntino. Un'idea simile funzionerebbe in Italia??!!! Il tempo passa velocemente, e le nostre due guide devono rientrare a casa (Max oggi pomeriggio lavora!). Visto che la pioggia non ci da tregua, decidiamo di ritornare al campeggio così approfitteremo della lavanderia per dare una ripulita al vestiario sin qui usato. I ragazzi potranno così dedicarsi alla Playstation e noi sistemeremo il camper, e poi relax anche per noi grandi. Prima di rientrare in campeggio facciamo un giretto anche per Groesbech, graziosa cittadina sulle colline situate intorno alla zona di Njimegen.

sabato 28 dicembre 2002 - GROESBECH - VOLENDAM

Km. parziali    189 Km. totali:      1594

Partiamo dopo le nove del mattino e seguendo l'autostrada A73 puntiamo il nostro Doral in direzione Amsterdam. Sulle autostrade olandesi (gratuite) si viaggia bene senza incolonnamenti e tutti sembrano rispettare le regole, anche quei camionisti che quando arrivano in Italia sembrano indemoniati. Sorpassi con rientro immediato, corsie di sorpasso sempre libere, velocità sostenuta ma distanze rispettate. E' proprio un bel viaggiare, infatti in poco tempo arriviamo alle porte di Amsterdam; secondo i nostri piani non è ancora il momento di visitare la città, per oggi ci siamo riservati la visita di due cittadine turisticamente molto conosciute a nord di Amsterdam: Marken e Volendam. Arriviamo a Marken dopo aver percorso un piccolo tunnel sotto l'acqua sul ring di Amsterdam, il Zeeburgertunnel, quattrocento metri di galleria sotto il livello del mare. Marken è una graziosissima cittadina di pescatori che sorge su un'isola collegata solo dal 1957 alla terraferma da  una strada che percorre un terrapieno/diga tra il mare interno Gouwzee  e il mare esterno, l'Ijsselmeer. Si arriva transitando su questa strada con ai due lati il mare e si giunge in un parcheggio a pagamento (6,15 € per camper e quattro persone al giorno) dove anche i camper possono sostare durante la notte. Si lascia il mezzo in questo parcheggio e ci si sposta a piedi all'interno del grazioso villaggio, costituito da semplicissime casette di legno; anche qui l'idea dei villaggi fiabeschi é reale, tantissime casette, tutte uguali,di colore verde scuro, piccoli canali e viottoli interni dove solo la gente a piedi o in bicicletta può passare. Si giunge così al porto, un porto dove ci sono maestosi pescherecci molto belli, che fanno ricordare al turista la progenitura di questa città: villaggio di pescatori che con l'avvento del turismo hanno saputo sfruttare sia l'una che l'altra fonte di ricchezza. La curiosità maggiore sta però nella costruzione delle  case: sorgono su palafitte o su piccole alture create artificialmente per proteggersi dall'acqua alta. Prima che venisse chiuso lo Zuiderzee(mare del sud) addirittura le palafitte servivano per lasciare defluire le onde senza che queste arrecassero danni. Inutile dire che il porto e la chiesa protestante sono i due centri di vita del villaggio. Al porto si possono trovare localini e ristoranti tipici molto affollati anche in inverno (fuori fa freddo e all'interno ci si può scaldare!). All'interno di questi locali le donne addette ai tavoli ti servono vestite con il costume tipico olandese, e d'estate é facile vedere anche gli abitanti vestirsi secondo tradizione. Trascorriamo buona parte della giornata in questo villaggio, poi riprendiamo il camper e ci spostiamo a Volendam,più a nord. Attraverso internet e dalla documentazione che l'ente turistico olandese ci ha consegnato, sappiamo che a Volendam esiste un punto dove sostare liberamente di notte, per cui raggiungiamo questo punto sosta, e decidiamo che possiamofermarci qui tutta la notte. Il parcheggio si trova all'inizio del paese, seguendo le indicazioni per Park de Pietermann. Lasciamo il camper in compagnia di altri quattro mezzi dalla targa tedesca, e ci dirigiamo a piedi verso il centro.La città di Volendam è diventata una meta turistica molto conosciuta, i suoi cittadini lavorano molto proprio con il turismo e dal porto non partono più solo i pescherecci ma molte barche che fanno la spola tra Marken e Volendam per i turisti. Arriviamo al porto dove scopriamo insieme ai soliti gabbiani altri uccelli che ci sembrano aironi cenerini;vengono vicino a noi mentre gettiamo delle briciole di pane per i gabbiani.La giornata volge ormai al termine, il sole si é abbassato all'orizzonte e noi torniamo al nostro camper percorrendo la parte interna di Volendam, quella sotto il porto, zona ricca di canali e case come al solito stupende e tutte uguali.

domenica 29 dicembre 2002 - VOLENDAM - AMSTERDAM

Km. parziali    34 Km. totali:     1628

Appena svegli ci accorgiamo che il sole ci vuol fare compagnia, per cui iniziamo bene la giornata. Una giornata particolare perché oggi festeggiamo il compleanno di mamma Sandra. Facciamo colazione, una sistemata veloce al camper e poi di nuovo a piedi verso le case di Volendam. Arriviamo che i negozietti stanno aprendo, ci sono parecchi turisti, anche italiani venuti sin qui in pullman!. Facciamo il solito giro al porto con gli aironi e i gabbiani che si contendono i resti di pane che sbricioliamo per loro; scopriamo che essendo domenica, abbiamo l'opportunità di vedere alcuni abitanti che si recano alla messa in costume tipico, sia il maschio che la femmina. L'abito delle donne é proprio quello che ogni cartolina dall'Olanda rappresenta, proprio il classico costume da "olandesina" di "caroselliana" memoria. Non scherzano nemmeno gli uomini anche se in qualche cosa mi ricordano i tirolesi, salvo i colori nero e grigio predominanti.Facciamo acquisto di souvenir e di piccoli regali da portare in Italia, poi torniamo al camper, ormai dobbiamo partire. Riprendiamo quindi la strada che costeggiando il Waterland ci riporta verso Amsterdam; ripercorriamo ancora il tunnel sotto il mare e seguendo le indicazioni per Utrecht prendiamo il ramo del ring di Amsterdam siglato A9 fino all'uscita Gaasperplas dove le indicazioni chiarissime ci portano al Gaaspercamping. Arriviamo verso le 13,30, dobbiamo attendere fuori dal campeggio per qualche minuto perché , come ci dice la ragazza sul cancello, siamo in tanti che vogliamo entrare e questo comporta un po' di coda. Sempre la ragazza ci dice che siamo in molti  italiani che abbiamo deciso di fermarci ad Amsterdam. Inizia di nuovo a piovere e anche fitto, finalmente ci fanno entrare."Prego prima scaricare poi caricare acqua grazie, quella é la sua piazzola, va bene?" questa l'accoglienza del tizio che ci accompagna all'interno del campeggio. A noi la piazzola va più che bene, siamo sull'erba ma una parte asfaltata ci consente di salire e scendere dal camper senza inzupparci. Per altri la situazione non è così facile, tant'è che gli inservienti iniziano a spargere ghiaietta nelle piazzole che stanno diventando acquitrini.Il camping è ben attrezzato, non fanno prenotare, se si abbandona la postazione bisogna lasciare segni tangibili della presenza di qualcuno altrimenti affittano il posto a qualcun'altro!!i prezzi ci sembrano in linea con quelli di altri posti (27 € al giorno 4 persone,1 camper, elettricità). Continua a piovere e francamente non ce la sentiamo di iniziare la nostra visita di Amsterdam nel tardo pomeriggio di oggi; preferiamo festeggiare degnamente il compleanno di Sandra, per cui concludiamo la giornata facendo baldoria sul nostro Doral, al caldo e all'asciutto. Salute e buon compleanno.

lunedì 30 dicembre 2002 - AMSTERDAM

Km. parziali   0 Km. totali:      1628


Buon risveglio dopo l'ottima nottata, oggi dedicheremo l'intera giornata alla città di Amsterdam. Acquistiamo il biglietto giornaliero per poter viaggiare sui mezzi pubblici della città a 5,20 € cadauno. Vicino al campeggio c'é la fermata della metropolitana nr.53 che ci porta verso il centro di Amsterdam.Scendiamo come tutti alla Central Station da dove partono e arrivano tutti i mezzi di trasporto; c'é molta gente in movimento, sentiamo parlare parecchie lingue oltre all'olandese e all'inglese; ci sono molti italiani, giovani soprattutto. Al nostro arrivo alla stazione ci accorgiamo che la scelta di aver portato da casa opuscoli e cartine su Amsterdam é stata un'ottima scelta vista la coda davanti all'ufficio di turismo (VVV). La giornata é grigia e abbastanza fredda, ma almeno non piove per ora. Ci avviamo a piedi seguendo la fiumana di gente che si dirige verso il Dam, la piazza principale di Amsterdam dove confluiscono le due principali strade della città: il Damrak e il Rokin. Su questa piazza si affacciano il Palazzo Reale e la Nieuve Kerk (Chiesa Nuova). Per l'occasione la piazza é però occupata da una pista di pattinaggio, gioia di tanti pattinatori.Sulla piazza si affaccia anche il museo di M.me Tussaud, il famoso museo delle cere. Una piccola premessa: siamo venuti ad Amsterdam, ben sapendo che in questa città i cultori dell'arte e della storia avrebbero solo l'imbarazzo della scelta, vedi i vari  Van Goghmuseum,Riijksmuseum, oppure le case di Rembrandt, quella di Anna Frank, e chi più ne ricorda più ne metta. Noi però non siamo amanti dei musei o dei luoghi di cultura così altolocati.Secondo il mio punto di vista fare la coda (creata sopratutto perché sono tanti i curiosi e pochi gli interessati) per guardare un quadro di VanGogh e non riuscire a capirci niente di più di quello che l'occhio mi trasmette, ritengo che non giustifichi l'assembrarsi in questi luoghi. Apprezzo la possibilità di poter godere di queste opere di artisti famosi, ma francamente voglio vedere e ammirare anche la città, conoscere come vivono i suoi cittadini, vedere i loro comportamenti e confrontare il tutto con il nostro modus-vivendi. Siamo gente normale che ad Amsterdam ha preferito camminare per le vie del centro storico, fra i canali dove le case riflettono la loro sagoma tipica, una uguale all'altra, quasi a confonderti le idee e a disorientarti. Nella centralissima Kalverstraat, la via commerciale, scopriamo un mondo tutto particolare, dove vecchi organetti vengono suonati da artisti di strada, proprio davanti ad un ipertecnologico negozio di elettronica. Passeggiare tra le vie di Amsterdam, ascoltare i linguaggi della gente, scoprire le vetrine, vedere personaggi che solo perché siamo fantasiosi ci ispirano chissà quale intrigante malastoria. Questo ci ha affascinato di Amsterdam, visitata in una giornata grigia d'inverno,senza nulla chiedere di più ad una città che siamo convinti merita più di tre giorni per essere visitata in modo completo; e se lo si potesse fare con il cielo azzurro e sereno e un po' di sole non sarebbe male. Non abbiamo fatto il classico giro sui barconi, ma abbiamo visto come sono belle le house-boat che navigano nei canali della città. Anche queste abitazioni, parenti strette dei nostri camper rispecchiano la sensibilità e la cura di chi le vive, ecco allora spuntare tendine ricamate alle finestre, vasi di fiori che sembrano finti ma che scopriremo essere veri. Addirittura una sorta di giardino sulla barca, così che in  estate navigando sui canali si possa bere una birra seduti al tavolo in giardino. Un saluto a questi personaggi che ci hanno salutato attraverso la nostra telecamera, quasi fossero consapevoli del piacere che ci ha fatto ammirare la loro casa-galleggiante. Come potete capire per noi Amsterdam é stata un sogno iniziato ma non ancora concluso. Speriamo di cuore che nostro nipote rimanga a lungo in Olanda, almeno fino alla bella stagione perché Amsterdam merita molto tempo. Ci attardiamo fino a tardi nella città, i ragazzi hanno voglia di vedere un altro tempio della modernità consumistica di oggi: l'Olimpia Stadium, lo stadio dove gioca l'Ajax. La metropolitana ci consente di arrivarci verso la tarda serata, il museo interno, dove sono esposte le mercanzie legate al mondo del calcio, é chiuso da poco, non ci rimane che bere una bevanda calda al bar dello stadio, e ammirare la costruzione illuminata da una luce verde visibile anche da lontano. Sì, abbiamo desistito dalla visita dei musei della cultura e poi siamo arrivati all'unico museo che con la cultura non ha nulla a che vedere; ma come vedete lo spirito della cultura con la C maiuscola si é offeso e per punizione ci ha lasciato fuori anche dal museo del feticcio calcistico. Siamo molto stanchi, torniamo al camping; nel frattempo abbiamo saputo che per la notte di capodanno i mezzi pubblici si fermeranno dalle 20 in poi sino alle 5 del mattino, per cui urge un cambio del programma. L'attesa del nuovo anno non potremo farla ad Amsterdam, a meno di ritornare al campeggio (venti minuti di metro) a piedi o in taxi!!!! Pensiamo a riposarci e a cenare, e poi prenderemo le nostre decisioni.  

martedì 31 dicembre 2002 - AMSTERDAM - HOORN - VOLENDAM

Km. parziali   95 Km. totali:      1723

La serata ha portato alla decisione di aspettare l'arrivo del nuovo anno a Volendam, sostando nel parcheggio già collaudato, e assistendo ai fuochi pirotecnici che faranno sul mare e sui canali nella cittadina. Partiamo quindi dal campeggio con una variante al programma, anziché visitare ancora Amsterdam ci dirigiamo di nuovo verso la regione del Waterland; questa volta ci spingiamo un po' più a nord, superiamo quindi Broek in Waterland (dove esiste una possibilità di sosta adatta alla visita di Amsterdam), superiamo il bivio per Volendam e ci dirigiamo verso Hoorn. Stiamo percorrendo tutta la N247 una strada che attraversa la campagna olandese, ricca di canali, papere,cigni e pecore libere a pascolare nei prati verdi. Non c'é traffico e si viaggia bene, arriviamo a Hoorn verso le 11,30, sostiamo nel parcheggio a pagamento della stazione dei pullman;quindi scendiamo e facciamo spesa nei negozi di alimentari, breve visita al centro pedonale e poi torniamo sul camper per il pranzo. Nel pomeriggio i ragazzi non hanno voglia di passeggiare, quindi solo io e Sandra ritorniamo nella cittadina per ammirare le sue case che se dapprima ci sembrano solo carine, avvicinandoci al porto e alla zona vecchia ci stupiscono: hanno la facciata storta!!! Mi spiego: nascono con la base stretta e salendo verso il tetto la planimetria si allarga! sembra di vedere le case disegnate in certi cartoni animati. La sola facciata sporge rispetto alla base, e questo ha un effetto ottico strano guardando le case che sembrano cadere come la torre di Pisa. Lo spettacolo diventa poi ancor più pronunciato guardando una antica costruzione al porto, oggi trasformata in ristorante, dove tutti e quattro i lati della casa si allargano salendo. Al porto oltre che alcuni immensi pescherecci sono ancorati due barconi a vela molto grandi, adibiti ad abitazione navigante. Uno di questi é in fase di carico, nel senso che gli occupanti stanno caricando la cambusa per salpare probabilmente durante la serata e godere dello spettacolo pirotecnico che si potrà vedere dal mare guardando la costa. Soffia un vento gelido, la giornata é soleggiata, ma il vento é proprio forte e freddo. Torniamo verso l'interno della città e scopriamo le viuzze trasversali alla strada commerciale centrale. Dalle vetrate delle case che si aprono sulla strada possiamo ammirarele decorazioni natalizie, vere oper d'arte; sicuramente degne dei presepi del nostro meridione d'Italia. Abbiamo trascorso un po' di ore passeggiando per la bella Hoorn, ma ora dobbiamo rientrare al camper. I ragazzi non si sono annoiati nell'attesa, per cui possiamo ripartire verso Volendam. Ripercorriamo la N 247, il sole sta tramontando e il viale alberato che prima sembrava colorato di un verde cupo ora ha assunto una colorazione quasi marrone; la stessa cosa capita guardando la corteccia dei grandi alberi ai lati della statale. Per un attimo ci siamo sentiti in Francia sulla costa atlantica.Prima di raggiungere la nostra meta facciamo un giro all'interno di un caseificio dove però vengono prodotti anche souvenir tipici. Il signore che ci fa da cicerone durante la visita(1 ora di spiegazioni in francese perché io non conosco l'inglese!) ci mostra come venivano prodotti i tipici zoccoli olandesi; per un paio di zoccoli fatti a mano servivano dalle dieci alle quattordici ore di lavoro solo per avere la calzatura grezza,senza decorazioni. Ora che la meccanica ha sostituito in parte l'uomo basta meno di un'ora. La visita finisce come nostro solito, con l'acquisto di qualche ricordo, compreso un paio di piccole forme di formaggio tipico. Torniamo nel parcheggio dove abbiamo lasciato i ragazzi sul camper che ci fanno la ramanzina, perché "un'ora per comprare un po' di formaggio sembra veramente troppo", soprattutto a loro che il formaggio lo odiano! Ormai é buio e raggiungiamo il parcheggio dove ci sistemiamo come l'altra sera, di fronte al mare; siamo soli, ma abbiamo già collaudato questo punto sosta, è tranquillo. Prepariamo la prima parte del nostro cenone di fine d'anno, ci scaldiamo con un po' di vino acquistato in Francia, dopodiché, ben coperti e riparati andiamo verso il paese. Per tutta la giornata si sono sentiti spari e scoppi di mortaretti, ora che sono le 23,45 non si sente quasi nulla.Raggiungiamo il porto dove all'interno dei pub sono in corso i festeggiamenti, facciamo una visita alla chiesa che contrariamente alle nostre usanze é aperta. All'interno le luci natalizie che avevamo già visto l'altro giorno illuminano una stele a forma di croce che l'altro giorno non c'era. Questa stele ci incuriosisce perché sopra sono appese sedici fotografie di ragazzi giovanissimi, con dei fiori ai piedi della croce. Nelle vicinanze vediamo arrivare altre ragazze che hanno le lacrime agli occhi; siamo turbati e incuriositi al tempo stesso, ma non ci va di chiedere spiegazioni visto il silenzioso raccoglimento dei pochi presenti. Rimaniamo con il dubbio che sia un'usanza della comunità cattolica di Volendam ricordare i giovani morti durante l'anno che sto per finire, oppure é successo qualcosa di grave negli ultimi giorni?! Lasciamo la chiesa e attraverso i viottoli che costeggiano i canali e le case raggiungiamo di nuovo la zona del porto. Mancano solo due minuti alla mezzanotte, dall'interno dei pub esce solo musica e canti a squarciagola, in giro per la strada per ora ci siamo solo noi:ma qui come lo festeggiano l'ultimo dell'anno? E' mezzanotte, buon anno e tanta felicità a tutti, gli olandesi iniziano ad uscire dalle case, partono i primi fuochi, inizia lo spettacolo pirotecnico fatto dai singoli uno spettacolo annunciato anche dal suono delle campane a festa; é emozionante vedere nei canali e nel mare riflessa la luce e i colori dei fuochi artificiali. Gli olandesi hanno prima brindato insieme e poi sono usciti ad esternare tutta la loro gioia. Stiamo assistendo ad uno spettacolo che l'anno scorso Parigi non era stata in grado di offrirci, grazie Volendam. Con la telecamera cerco di riprendere tutto, ma sono preso da un turbinio di fuochi da destra a sinistra, dal porto al centro della città: in quale direzione devo inquadrare, da quanto tempo stanno sparando? Lo spettacolo pirotecnico dura 20 minuti, le strade della città sono invase da un tappeto di carta rosso rifiuto delle esplosioni, dai pub ora escono ragazzi e ragazze che saltano, si abbracciano e cantano a squarciagola. Happy new year, ci dicono e noi rispondiamo Buon anno e grazie Olanda. Abbiamo fatto l'una di notte girando per la cittadina nella zona del porto, tornando al camper sbirciamo ancora all'interno delle case e scopriamo gente ancora riunita davanti alla tavola oppure qualcuno che seduto sul divano legge un libro, mentre la moglie guarda la tv; strani questi olandesi, hanno atteso l'arrivo della mezzanotte guardando in tv un programma che mostrava il meglio di un anno di televisione ( da noi non lo possiamo più fare, cosa potremmo mai definire il meglio della nostra tv?!).Arriviamo al camper che ci attende solitario ma caldo ed accogliente per concederci la fine del nostro cenone. Siamo felici, brindiamo con il nostro spumante preferito (italiano), mangiamo il nostro panettone preferito (italiano), e ci scambiamo auguri baci e ... tanta felicità pensando che tutto ciò è merito del nostro Doral cha ancora una volta ci ha portato in un paese sconosciuto, che ci ha permesso di provare l'emozione di un capodanno lontano dall'Italia.

HAPPY NEW YEAR

a tutti quanti, che sia un anno sereno e felice, anche se i venti di guerra che soffiano sul mondo non promettono niente di buono. E buona notte a noi.

mercoledì 1 gennaio 2003 - VOLENDAM - GROESBECH 

Km. parziali    163 Km. totali:    1886

Il risveglio dopo la nottata trascorsa a festeggiare l'arrivo del nuovo anno non è stato tanto traumatico.Si sente solo un po' di freddo, infatti il mare davanti a noi è parzialmente ghiacciato, e i gabbiani sono appollaiati sopra la crosta ghiacciata quasi addormentati. Ci siamo svegliati con calma, oggi non faremo tanti chilometri, preferiamo rientrare con calma. Lasciamo Volendam verso le 11 del mattino, le strade sono leggermente ghiacciate ma i mezzi spargi sale sono già passati per cui non c'è pericolo. Prendiamo l'autostrada che da Amsterdam ci riporta verso sud, verso Utrecht, e poi direzione Nijmegen, quindi campeggio di Groebech.Passata Amsterdam inizia a piovere seriamente, incontriamo sulla nostra strada parecchi camper con targa italiana, che corrono verso casa, per fortuna la pioggia spazza via ghiaccio e nebbia, però certe spericolatezze con i camper sarebbero da evitare,cari italiani. Il viaggio sotto la pioggia termina nel campeggio di Groesbech dove ci fanno entrare anche se non c'è nessuno alla reception, ci aprono il cancello via telefono, ormai ci conoscono, ora dobbiamo solo fare una sosta per riposarci meglio, da domani inizierà il viaggio di ritorno, quello vero.

giovedì 2 gennaio 2003 - GROESBECH (NL) - RASTATT (D)

Km. parziali  505 Km. totali:     2391

L'ora della partenza per il viaggio di ritorno arriva sempre a malincuore, ma del resto il camperista saggio dice:"per poter in vacanza ripartire bisogna pur a casa ritornare". (nutro dei dubbi sulla serietà di questo saggio camperista!).Dicevamo dell'ora della partenza, la nostra è scoccata alle 10 del mattino, niente male col fatto di prendersela comoda. Lasciamo il campeggio e anziché fare l'autostrada facciamo la statale N271 che da Groesbech ci porta fino a Venlo, vicino al confine con la Germania. Il tempo ancora una volta è piovoso, ma siamo sulla via del ritorno, e tutto sommato mi aspettavo di peggio durante questa vacanza. Lasciando l'Olanda ammiriamo ancora le sue case di campagna, veri casolari con tanto di recinti dove cavalli pecore e maiali sono liberi di pascolare. Ammiriamo ancora qualche casa con il tetto di paglia, un tipo di copertura che ora si possono permettere solo in pochi perché ha un costo molto alto sia di installazione che di manutenzione. Lasciamo l'Olanda, sì, con un piccolo groppo in gola, nella speranza di riuscire a ripetere questa esperienza nella bella stagione, con giornate più lunghe, con possibilità di sosta maggiore ( camping tutti aperti in primavera e d'estate). :ultimo saluto all'Olanda che ci è apparsa tanto gentile e bella in una stagione sicuramente poco propizia per il turismo itinerante; arriviamo così in Germania, che ancora non abbiamo gustato, visto che per ora è stata solo un transito. Lungo l'autostrada il tempo migliora, arriva anche il sole e i chilometri che stiamo percorrendo non ci appaiono più tristi e carichi di malinconia come questa mattina. Il sole, come riesce a cambiare l'umore delle persone,così può cambiare il giudizio che si dà ad un paesaggio. Siamo sull'autostrada A61, dai viadotti si vedono le vallate verdi e i paesi, con il sole ci viene spontaneo dire, bella la Germania. Proseguiamo il nostro viaggio dopo aver consumato il pranzo in un'area di sosta lungo l'autostrada, dall'aspetto stupendo, con tutti i servizi, un piccolo percorso a piedi per chi deve sgranchirsi i muscoli e un bel panorama di cui godere ( per realizzare quest'oasi devono aver copiato dalle nostre aree autostradali!!!). Il tempo va peggiorando lentamente, ma per ora le nuvole non riescono ancora a nascondere del tutto il sole. Siamo sulla direttrice che ci porta verso Hockenheim, altro luogo caro al nostro Michele amante della formula 1, per cui facciamo una piccola deviazione al percorso. Peccato che il circuito non è accessibile, per cui ci dobbiamo accontentare di vederlo solo dall'esterno. Questa deviazione ci fa arrivare in ritardo al campeggio che avevamo previsto di utilizzare per la notte, per cui dobbiamo proseguire verso la seconda scelta, un campeggio nella zona di Rastatt, circa cento chilometri più a sud del punto in cui siamo. Ci arriviamo seguendo le scarne indicazioni che troviamo sulla guida eurocamping,mentre fuori sta arrivando un temporale mica da ridere. Abbiamo optato per la sosta in campeggio perché siamo rimasti senza biancheria pulita, e quindi vogliamo approfittare della possibilità di lavare e far asciugare tutti i panni. Davanti all'ingresso del campeggio troviamo il custode che sta chiudendo la reception, gli chiediamo di accoglierci anche se arriviamo fuori orario, e lui gentilissimo ci fa entrare, ci accompagna alla piazzola, ci mostra i servizi e la lavanderia e poi ci chiede se abbiamo bisogno di qualcosa al market, una persona molto gentile; si merita una bottiglia del nostro spumante, se considerate che nel frattempo si è scatenata una tempesta di vento che fa ondeggiare il camper, e lui imperterrito con la sua torcia ci guida all'attacco della corrente, ci mostra il punto del C.S. e ci augura buona notte.Sotto un vento impressionante sbrighiamo le nostre faccende di lavandai, mentre i ragazzi sistemano le loro cose sparse sul camper; un po' di ordine non guasta mai. Ceniamo, il vento non cessa, ma è un vento caldo, seppur forte, speriamo che porti il bel tempo e non la pioggia per l'indomani. 

venerdì 3 gennaio 2003 RASTATT (D) - TRESCORE BG (I)

Km. parziali    639 Km. totali:     3030

Per tutta la notte il vento ha soffiato forte ma non ha spazzato via le nuvole. Ci svegliamo di buon'ora, il cielo è coperto ma non fa freddo. Prendiamo l'autostrada e ci dirigiamo verso sud, i ragazzi dormono ancora; non sanno ancora che ho deciso di allungare il tragitto per fare un breve salto in Francia. Lasciamo l'autostrada A5 a Riegel e prendiamo la direzione Francia, verso Saasbach superato il confine, l'ennesima frontiera passata in questo viaggio, mi imbatto in una chiusa sul fiume Reno, proprio mentre una imbarcazione la sta attraversando. Fermo il camper nel parcheggio della chiusa, e salgo sulla balconata da dove assisto allo spettacolo del transito in una chiusa. La grossa chiatta si trova all'interno della chiusa ad un livello d'acqua superiore di circa 15 mt. rispetto al livello del fiume in uscita. Quando le due porte della chiusa saranno appunto chiuse, delle pompe espelleranno l'acqua dall'interno del bacino in modo che il livello dell'acqua e quindi la chiatta scenda al livello del fiume in uscita. Una volta raggiunto questo livello la porta di uscita della chiusa si aprirà e consentirà all'imbarcazione di riprendere la navigazione. Ho goduto di questo spettacolo che non avevo mai visto, durato circa venticinque minuti, riprendendolo con la telecamera. Chi ha potuto navigare nei cali e nei fiumi della Francia sicuramente conosce questo tipo di "ascensore fluviale". Riprendiamo il cammino, siamo in Francia, ci dirigiamo verso Colmar con la statale N83. Per il pranzo ci fermiamo ancora al McDonald di Houssen, come volessimo illuderci di essere ancora nei primi giorni di vacanza. Il tempo passa, ora abbiamo ancora la frontiera di  Mulhouse che ci porta in Svizzera. Il sole è tornato a farci compagnia, lungo l'autostrada svizzera incontriamo molto traffico di rientro, e quando attraversiamo il tunnel del S.Gottardo l'aria è ancora pesante. All'uscita scopriamo la neve, mentre le code dall'altro lato dell'autostrada sono lunghissime. Il viaggio prosegue malinconicamente, la musica di artisti di strada che abbiamo acquistato a Strasburgo ci tiene compagnia, ormai ci siamo ecco le prime segnaletiche con le città italiane, ed ecco infine Lugano, poi Chiasso ed infine Como; curioso oltrepassiamo l'ultima frontiera di questo viaggio ci dirigiamo verso Lecco e subito ci rituffiamo nel caos delle strade italiane: code chilometriche solo per l'accesso ad un grande centro commerciale, auto che ti superano dove non riescono e ti rientrano a tre centimetri dal paraurti, costringendoti ad una brusca frenata, insomma come leggo il cartello Italia dico :"la vacanza finisce qui".

INDIRIZZI UTILI E LINKS

campeggi e sosta

CONCLUSIONI E RINGRAZIAMENTI

Raccontando il nostro viaggio abbiamo voluto rendere partecipi, coloro che hanno avuto la pazienza e la voglia di arrivare sino in fondo, della nostra esperienza. Il nostro ringraziamento quindi a tutti voi, e un'esortazione a vivere il turismo itinerante secondo il giusto rispetto reciproco delle persone, dei luoghi e delle cose che vediamo lungo i nostri viaggi.

GRAZIE


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