Viaggiare - Diari di Viaggio


DAL NORD AL SUD DELL'OLANDA
(Agosto 2009)


(testo e foto di Nadia Pancani)


Periodo: dal 01 agosto 2009 al 23 agosto 2009
Equipaggi : 3 camper ( 6 adulti + la mia gatta Susy)

KM. Totali percorsi: km 4.090

L’obiettivo primario di questo nostro viaggio è senz’altro scoprire e conoscere l’Olanda,
I suoi usi e costumi e il suo bucolico territorio, ma considerando che la distanza dalla nostra città, Firenze, è di circa km. 1100, abbiamo deciso di sfruttare il viaggio di trasferimento, sia dell’andata che del ritorno, alla visita, anche se superficiale, di alcuni luoghi ancora non visti.
Così per l’andata preferiamo il passaggio attraverso la Germania, via Brennero (FUSSEN E VALLE DEL RENO) e per il ritorno Belgio e Alsazia (da decidere al momento quale città e luogo visitare a seconda del tempo) e per finire tappa d’obbligo alla Thuile per almeno 2-3 giorni di relax completo prima del rientro alla normalità.
Comunque prima della partenza, dopo le informazioni su aree sosta e campeggi, lettura di diari di viaggio di altri camperisti e lettura della guida Olanda “ Michelin”, avevamo già impostato una scaletta con le varie tappe e luoghi di visita, così non solo da facilitare il viaggio ma anche affinché ogni membro del gruppo sapesse luogo e motivo della visita e i km. Da percorrere.

Viola – itinerario andata itinerario in Olanda
Verde- itinerario ritorno verde – percorsi con mezzi pubblici

1 AGOSTO 2009 Sabato (tempo caldissimo) Firenze –Fussen km. 586
Partiamo da casa intorno alle 9,30 dopo aver con molta pazienza sistemato il camper, infatti, le ultime informazioni meteo per l’Olanda mi confermavano bel tempo e caldo, perciò oltre ai numerosi maglioni e giacche per l’acqua già preparati nei giorni precedenti all’ultimo momento abbiamo aggiunto abbigliamento tipicamente estivo con la conclusione di aver riempito gli armadi e due borsoni.

Compattato il gruppo sull’autostrada al parcheggio Marinella, tra Firenze e Bologna, con euforia ma consapevolezza che oggi sarà una lunghissima giornata sia per il caldo sia per il traffico, iniziamo la lunga marcia verso il Brennero.
In realtà il caldo iniziamo a sentirlo immediatamente, anche con il condizionare in cabina che a causa della gattina dobbiamo tenere basso, ma il traffico lo iniziamo a trovare solo dopo Modena su l’Auto Brennero, soprattutto a causa dei rientri a casa degli Olandesi e Tedeschi.
Sono ormai le 15,30 quando ritiriamo il bollino per il transito in Austria presso l’AUTOGRILL, costo € 7,70 valido per 10 gg. e poco dopo paghiamo il pedaggio per il Ponte D’Europa € 8,00.

Il caldo comincia ad allentare la morsa ormai siamo a Innsbruck e le montagne circostanti producono i loro effetti, l’obiettivo prefissato per il primo giorno di viaggio è Fussen, so che non riusciremo a visitare il castello che chiude alle 18,00 ma speriamo almeno di passeggiare nella cittadina per rilassare le gambe intorpidite e inoltre sono curiosa di scoprire questa parte della Germania CHE NON CONOSCO.
I paesaggi e i panorami che attraversiamo lungo la strada che da Innsbruck conduce a Fussen sono spettacolari, passiamo attraverso dolci vallate verdeggianti fino a raggiungere passi montani dove ci saluta una pioggerella fina che accettiamo con gioia dopo tanto sole e caldo.

Arrivati a Fussen alle 18,30 circa, facilmente troviamo le indicazioni per l’area sosta camper, ce ne sono ben tre tutte allineate lungo la stessa strada ma regna il caos, tutte stracolme fino all’inverosimile, solo l’ultima ci dice di avere ancora alcuni posti (ma ristretti) al costo di € 14,00.
La situazione ci ha alquanto demoralizzati e consultandoci arriviamo tutti alla stessa conclusione: data l’ora e la stanchezza, sicuramente, la sosta è solo per la notte e non ce la sentiamo di visitare il paese, per cui ci sembra assurdo pagare per stare in quella bolgia, preferiamo trovare un luogo più tranquillo in aperta campagna.
Lasciamo Fussen, con la convinzione da parte mia che sicuramente sarà la metà di uno dei prossimi viaggi.
Fussen, situata nel sud della Baviera, è conosciuta in tutto il mondo per la sua vicinanza al castello KEUSCHWANSTEIN di Ludwig II, definito il castello delle favole per eccellenza, perché Walt Disney ne fece modello per il suo film di animazione “La Bella Addormentata nel Bosco.”

Ci dirigiamo verso Kempten, non per la strada principale ma prendiamo una strada laterale che passa attraverso una bellissima campagna.
Dopo alcuni km. e tanta pazienza alla nostra sinistra notiamo una bella chiesa sopra un poggetto e alla cui base si trova un parcheggio e poco più in là un fienile con un bello slargo, ci sistemiamo per la notte.
Cena e poi riposo con un bel fresco finalmente……..

02 Agosto Domenica (tempo variabile con sole ma pioggia la sera) FUSSEN- MAGONZA- BACHARACH KM. 470
Come sarà praticamente per tutto il resto della vacanza, la sveglia suona alle 8,00, così da permetterci di fare colazione e sistemare il camper con calma per mettere in moto intorno alle 9,00.
La meta prefissata per oggi è la valle del Reno con inizio visita da Magonza.

Prendiamo l’autostrada (gratis in Germania) a Kempton direzione Stoccarda per poi proseguire direzione Magonza. I km in realtà non sarebbero molti e noi pensavamo di pranzare a Magonza ma anche oggi è giornata di rientro per Olandesi e Tedeschi e il traffico è sostenuto così ci fermiamo a pranzare in una delle tante aree sosta in Autostrada e raggiungiamo il nostro obiettivo nel primo pomeriggio.
Come previsto, di domenica le città si spopolano e Magonza ci appare deserta e mal fornita d’indicazioni stradali per Lungo Reno o Coblenza, perdiamo così del tempo nella vana ricerca della strada giusta, finché si affianca un’auto con due giovani che con gentilezza e cortesia ci conducono lungo il Reno.
L’aiuto non richiesto e la disponibilità e cortesia dei Tedeschi prima e degli Olandesi poi sarà una costante del nostro viaggio.

Magonza, bella capitale della Renaia-Palatinato, sorge alla confluenza dei grandi fiumi Reno e Memo ed è uno dei porti più importanti del Reno ed è anche conosciuta per aver dato i natali a Gutenberg.
Da ciò che avevo letto sulla guida D’Agostini, importante anche il suo centro storico con numerosi edifici storici e stretti vicoletti, sicuramente varrebbe una sosta più approfondita ma il tempo è tiranno, così decidiamo di soffermarci solo sul lungo Reno e vi posso assicurare che è un vero spettacolo.

Magonza- Lungo Reno

Sempre per nostra incapacità o per mancanza di valide indicazioni, non riusciamo a trovare la strada lungo Reno che ci conduca a Clobenza, così non senza difficoltà e ulteriore perdita di tempo riprendiamo l’autostrada E42 dir. Cloblenza e usciamo a Bingen, da qua è facile trovare la strada che fiancheggia il fiume.
Da Bingen a Cloblenza è la parte più suggestiva e affascinante della VALLE DEL RENO (km. 65) dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Noi abbiamo percorso la riva Sinistra ma numerosi sono i collegamenti tra le due sponde, così da permettere ai turisti di visitare le città che si trovano da un lato all’altro del Reno.
Già percorrendo questo primo tratto ci sentiamo immersi in una natura meravigliosa, il fiume Reno è larghissimo e dalle sue rive partono bellissime colline ricoperte di vigneti magnifici, antichi castelli e piccoli ed eleganti borghi.
Immancabile la pista ciclabile lungo Reno.
Dagli appunti presi avevo evidenziato un’area camper a Bacharach che troviamo immediatamente alla nostra destra appena entrati in paese, proprio lungo il fiume.
L’area è gestita dal vicino campeggio, dove dobbiamo andare per pagare, € 7,00 al dì, scarico e luce compresa, per caricare € 1,00 alla colonnina.

Il tempo comincia a volgere al brutto ma incuriositi dal paese prendiamo ombrelli e ci dirigiamo alla sua scoperta.
Victor Hugo scrisse nel 19 sec. di Bacharach come una delle più belle città del mondo, e secondo me l’appellativo è ancora valido.

Circondata da mura fortificate, oltrepassata la porta posta proprio di fronte all’area camper, siamo accolti da bellissime case a graticcio definite “FACHWERKHAUSE” (case con intelaiatura reticolare visibile), negozi (chiusi poiché domenica e tarda sera) dalle insegne medioevali in metallo molto particolari e dal castello, Stahleck, che domina il borgo dall’alto. Interessante da vedere : Altes Haus (casa antica), Marktplatz (piazza del mercato), Wernerkapelle (basilica antica che ci ricorda San Galgano in Toscana), il castello medioevale, la Kirche St. Peter (chiesa evangelista) e le mura fortificate con le molte torri.
In questo borgo, di origine celtica e ricco di storia, dove fu celebrato il matrimonio tra un figlio di Heinrich il Leone e la nipote di Federico Barbarossa, che fu importante mercato per il vino e il legno e stazione di dogana nel 13° sec. si può rivivere l’atmosfera di un tempo assai lontano e scoprire angoli e scorci veramente caratteristici.

Scorci di Bacharach

Solo un forte languore allo stomaco ci induce al guardare l’orologio, sono le 20,30 è l’ora di cena così lasciamo il borgo molto soddisfatti di ciò che abbiamo visto.

3 AGOSTO 2009 LUNEDI (BEL TEMPO E CALDO) - Bacharach-Coblenza- MASTRICH-Susteron km. 272
Stamani mattina, nonostante la pioggia notturna ci accoglie un bel sole e intorno alle 9,00 siamo pronti per iniziare la nostra giornata che dovrebbe terminarsi in terra d’Olanda.
Percorriamo i circa 50 km. che ci separano da Coblenza godendoci gli scorci e i panorami che la valle del Reno ci offre, ripromettendoci di ritornare anche in questi luoghi

Lungo la Valle del Reno

Coblenza si trova alla confluenza della Mosella col Reno e nel corso della sua storia ha visto arrivare e partire molti eserciti stranieri: i Romani vi costruirono una roccaforte. i Franchi una Reggia, i principi elettori costruirono la Fortezza, cittadella e teatro e i Prussiani trasformarono la cittadella in uno dei bastioni più potenti del continente.
Ora si è trasformata in 0una moderna città ma i ricordi del suo passato non sono presenti solo nelle vestigia rimaste ma sono anche rimaste impresse nel carattere e nei costumi della città e dei suoi abitanti.
Definita dall’Unisco “Patrimonio dell’Umanità” per il suo enorme patrimonio artistico e culturale, meriterebbe almeno due gg. di visita ma noi abbiamo a disposizione solo la mattina e ormai sono le 10,30, quindi optiamo per la visita del luogo più turistico della città: là dove la Mosella si sposa con il Reno.

Parcheggiamo il camper al parcheggio “ Mosa/Reno” € 0,25 l’ora e con una tranquilla camminata lungo fiume di circa km. 1,5 raggiungiamo il punto di confluenza, numerosi anche i battelli che per pochi € conducono sul fiume. Sicuramente Coblenza è una città che offre molto e piacevole da vivere.
Intorno alle 12,00 ripartiamo con destinazione Acquisgrana, infatti, nostro obiettivo è la visita della città con la sua bellissima cattedrale.

Ma come spesso accade, l’imprevisto è sempre in agguato. L’uscita dalla città è alquanto difficoltosa, ci perdiamo tra le indicazioni e ci ritroviamo dalla parte opposta del fiume tuttavia con buona pazienza e l’aiuto del GPS dopo ben 1 ora riusciamo a imboccare la giusta direzione, comunque la strada è questa: usciti dal parcheggio, seguite le indicazioni per Boon e poi arriveranno anche le indicazioni per Acquisgrana.
Questa perdita di tempo ci fa riconsiderare il programma della giornata e mangiato in un’area di sosta su l’autostrada, decidiamo di andare direttamente a Maastrich.

Arrivo in città alle 16,00 e immediatamente parcheggiamo al primo parcheggio, che incontriamo, posto sulla destra appena inizio città, con sbarra, custodito, € 15,00 al dì per camper.
Solo dopo aver parcheggiato, ci poniamo la domanda se là sarà possibile pernottare, cerchiamo il guardiano il quale in Inglese (il primo contatto con l’Olandese è scioccante) ci conferma che il parcheggio è custodito fino alle 20,00 ma poi dobbiamo andarcene, e ci consiglia il parcheggio n. 11, VICINO, dove è possibile anche pernottare, poiché a Maastrich non ci sono campeggi.

Decidiamo allora di sistemare il camper per la notte prima di visitare la città, così pagato € 1,00 per uscire, ci spostiamo alla ricerca del parcheggio n. 11.
Dopo circa 1ora trascorsa tra inutili tentativi e ulteriori richieste d’informazioni a persone e vigili, il famoso parcheggio n. 11 non l’abbiamo trovato, ormai stanchi, accaldati, demoralizzati e avviliti non abbiamo più voglia di visitare la città ma solo quella di trovare un campeggio e fare una bella sosta.

Studiando la cartina stradale vedo segnato un campeggio a Susteron a circa 20 km. Da Maastrich, facendosi animo ci dirigiamo verso questo piccolo borgo, situato in aperta campagna e vicino a un canale.
Finalmente troviamo il campeggio, alla fattoria, ci sistemiamo su un bel prato fresco, le piazzole sono enormi, l’ambiente rilassante € 20,00 a notte corrente compresa, solo contanti.
Ci sistemiamo e ci godiamo l’aperitivo prima di cena, finalmente relax…..
Sono alquanto dispiaciuta che oggi, ben due mete prefissate siano saltate ma mi rincuoro pensando che da ora inizia il tour vero e proprio alla scoperta dell’Olanda.

04 AGOSTO 2009 – Martedì (bel tempo e caldo) - Susteron- Thorn- Nimega- Parco Hoge Veluwe KM. 171
La mia concezione della scoperta dell’Olanda era di conoscerla anche attraverso la visita di piccoli borghi o mete meno battute dal grande turismo di massa, così spulciando la guida della Michelin, avevo letto di questo piccolo borgo Thorn, definito “ la cittadina Bianca” a causa delle sue case in mattoni rivestite di calce bianchissima.
All’ingresso del paese troviamo subito un accogliente parcheggio, unico difetto che la tariffa è giornaliera:
€ 2,50 al dì. Thorn si presenta subito ai nostri occhi come un villaggio pittoresco e ordinato con le sue abbaglianti case e le strade lastricate di pietre.

Thorn

Il monumento più importante e attorno a cui ruota tutto il borgo è la chiesa abaziale di monache benedettine, fondata nel X sec. da Ansfried, vescovo di Utrec, è stata rifatta nel XIII sec. in forma gotica e conserva le torricine romaniche; l’interno (ingresso a pagamento) è tutto bianchissimo con statue in stile barocco.
Passeggiando nel piccolo borgo respiriamo un’atmosfera rilassata e agreste che ci proietta immediatamente nel clima tipicamente olandese fatto di prati verdi, d’acqua, di casette basse ricche di fiori e senza imposte alle finestre, ma qua c’è l’aggiunta di tanto sole, caldo e lunghi viali di tigli che ci accompagnano fino all’uscita del villaggio.
Lasciato Thorn dirigiamo i nostri camper verso la città di Nimega, il primo e vero approccio con una grande città olandese.

Nel raggiungere Nimega incontriamo distese di campi fioriti di Gladioli dai mille colori e questo mi fa pensare a come spettacolare dovrebbe essere l’Olanda durante il periodo dei tulipani.
La storia di Nimega si può far risalire ai Celti, Franchi e ai Romani, è posta sul fiume Waal ed è l’unica città dei Paesi Bassi a essere costruita su di una collina.
Essendo ormai l’ora di pranzo, ci spostiamo dall’altra parte del fiume, parcheggiamo e pranziamo con vista sul fiume; numerose sono le chiatte che lo navigano, sembra un’autostrada….
Cercare il parcheggio per la visita della cittadina è più complicato, poiché ci sono parcheggi solo a pagamento e con spazi molto ridotti (dimensioni auto) ma con pazienza riusciamo a trovare il parcheggio adatto a noi sempre lungo il Waal, dopo il Casinò, € 1,00 l’ora, spazi molto lunghi (2 ore sono più che abbondanti per la visita).

Nimega – Grote Mark

Il fulcro della città ed anche la parte antica è GROTE MARK dove si trova:
- La pesa pubblica, costruita nel 1612 in stile rinascimentale e con una bella facciata con scalinata e un complesso di quattro case del XVII sec., di cui una caratterizzata da un passaggio a volta che ci conduce nella piazza adiacente alla Chiesa.
Vicino all’Abside della Chiesa, si trova la vecchia scuola Latina del 1554 che presenta una facciata veramente interessante.
La chiesa gotica del XIII sec., ampliata nel XV sec, è affiancata da una torre quadrata, sovrastata da una torretta a bulbo in cui si trova un carillon.
Curiosità: i carillon sono una caratteristica e prerogativa delle chiese olandesi, infatti, in Olanda non ho mai sentito suonare campane ma solo carillon dalle melodie varie e piacevolissime d’ascoltare, addirittura a Delf ha suonato la marcia nuziale mentre la sposa stava arrivando nella piazza.

L’interno della Chiesa si presenta maestoso, interessante il pulpito e l’organo del XVIII sec.
Una parte dell’interno era occupato dall’esposizione di una mostra d’arte moderna, questo ci fa pensare che probabilmente la Chiesa adesso è adibita a spazio espositivo.
Seguendo la strada che da Grote Mark conduce al Valnhof, oltre che numerosi negozi (penso sia la via dello shopping) troviamo anche diversi palazzi dalle facciate in stile rinascimentale molto interessanti.
Alla fine della via arriviamo al parco Valnhof.
Questo parco è stato creato sul sito di una residenza di Carlo Magno ed era chiamata “Torre del Falco” poiché Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno, vi possedeva un allevamento di falchi per la caccia. Il palazzo ricostruito da Federico Barbarossa nel XII sec. è stato poi distrutto nel XVIII sec.
Al centro del parco si trovano le vestigia della cappella romanica del Castello di Federico Barbarossa e si gode un bellissimo panorama sul fiume sottostante.

A questo punto della giornata il nostro obiettivo è raggiungere il Parco Hoge Veluwe, sistemarci nel campeggio in modo da essere pronti l’indomani alla visita del parco.
La giornata continua a essere calda e assolata e mi auguro proprio che questa situazione climatica permanga anche per l’indomani, così da goderci a pieno la visita che prevede l’uso della bici.
Avendo letto in alcuni diari che il campeggio maggiormente consigliato è Camping “Hoge Veluwe” poiché vicinissimo a una delle tre entrate del parco, ci dirigiamo direttamente ma alla reception ci dicono che è completo, gentilmente però ci indicano un altro campeggio non molto distante: camping PARKPLATTEGROUD.
Campeggio ottimo, inserito in una bellissima pineta, dotato di 2 piscine coperte, minigolf, ristorante e minimarket e dista circa km. 1,5 dall’entrata nel parco.

Costo: € 28,50 al dì (2 persone + camper + corrente) compreso anche aperitivo di benvenuto + entrata alla piscina e 1 entrata al minigolf + buono sconto su acquisto pane o dolci al minimarket. Servizi nuovi e puliti, doccia calda compresa nel prezzo.
Unica nota negativa: accettano Carta Visa ma con LA MAGGIORAZIONE DEL 2% per spese commissioni.
La visita al parco HOGE VELUWE è sicuramente una tappa DA NON PERDERE nella visita dell’Olanda, quindi su l’esperienza vissuta fornisco anche utili informazioni.
Come arrivare: il parco si trova tra le città di Arknehm, Ede e Apeldoorn ed è raggiungibile attraverso le autostrade A1, A50 e A12.
Aperto tutto l’anno con orario estivo dalle 10 alle 17.
Ci sono tre entrate a: Hoenderloo, Schaarsbergen (questa è l’entrata vicino al nostro campeggio e dista KM. 10 dal Museo) ed Otterlo.

Otterlo è l’entrata principale dove si trovano le informazioni per il parco e la possibilità di noleggiare anche Tandem o bici per andicappati, inoltre è l’entrata più vicina al Museo (km. 2,5) per chi non avesse voglia di fare lunghe passeggiate all’interno del parco.
Abbiamo anche scoperto, DOPO, che all’interno del Parco, vi si accede dall’entrata di Otterlo, esiste un campeggio il cui costo è di € 5,00 a persona + € 2,00 per l’elettricità.
Detto ciò aggiungo che il campeggio da noi usufruito è stato veramente ottimo sia per pulizia sia per gentilezza e tranquillità del luogo.
Alle 17,30 avevamo già piazzato i nostri camper e dopo una caldissima doccia ci pregustavamo la frescura olandese.

5 AGOSTO Mercoledì (sole e caldo – PARCO HOGE VELUWE KM. 25 in bici
La giornata, da un punto di vista climatico, si prospetta deliziosa mentre siamo dispiaciuti per l’attacco di allergia che ha rovinato la nottata a Luciana, cosi sia lei sia suo marito oggi non si potranno unirsi alla nostra escursione.
Dopo avere preso le bici a noleggio presso la reception dell’albergo, poiché solo noi due le avevamo portate, al costo di € 7,00 al dì ci apprestiamo a percorrere km. 1,4 che ci dividono dall’entrata del parco.
La pista ciclabile al fresco e ben segnata in circa 10 minuti ci conduce alla biglietteria del parco, costo € 14,00 parco + museo Kroller-Muller.

Per chi non avesse la bici e raggiungesse l’ingresso del parco a piedi o in camper (posteggio all’esterno a pagamento), dopo la biglietteria sono a disposizione dei visitatori e gratis le bici bianche del parco, anche piccole per i bimbi oppure munite di seggiolini per portare i bambini. Dal depliant fornitoci alla biglietteria, decidiamo di seguire il percorso, ben segnalato, che ci conduce al Museo e là sostare per il pranzo e poi la visita, sono circa 20 km. a/r.

Vedute contrastanti del Parco

Questo parco situato nella regione del Veluwe e con un’estensione di circa 5.500 ha, è un mix di natura, arte e architettura ed è l’area protetta più vasta dei Paesi Bassi.
Venne creato nel 1935 dalla famiglia Kroller, che acquistò l’area e ne organizzò i primi sentieri naturalistici, oggi ci sono più di km 40 di piste ciclabili, sentieri da trekking e zone per l’osservazione degli animali.
L’interesse naturalistico di questa zona risiede nel fatto che, a partire da 4.500 anni fa, parallelamente alla comparsa dei primi insediamenti umani ebbero inizio l’agricoltura e il disboscamento.

In conseguenza di ciò questa regione andò incontro a rapide trasformazioni, al punto che il paesaggio attuale è da considerarsi profondamente modificato dall’intervento antropico. Le foreste lasciarono il posto alla brughiera; i depositi sabbiosi fluviali formatosi durante l’era interglaciale e glaciale e successivamente stabilizzati dalla vegetazione, in seguito alla distruzione del manto boscoso diventarono preda dei venti con conseguente formazione di dune mobili, creando delle lande desolate molto simili al deserto.
A partire dal XIX sec. L’area è stata abbondantemente rimboschita con conifere ma tante sono le riserve naturali.
Seguendo il nostro percorso ci troviamo ad osservare tutto ciò: attraversiamo distese di eriche fiorite che circondano stagni, foreste con conifere, pini scozzesi, querce, faggi, betulle, ginepri e tanti rododendri fino ad incontrare una zona talmente desolata da sentirci veramente nel deserto.

Solo questo basterebbe il viaggio al parco ma altri tesori avremmo dovuto scoprire.
Per quanto riguarda la fauna, il parco è una riserva di caccia in cui sono stati introdotti il cervo, il muflone e in due aree più piccole il cinghiale e il capriolo; altri mammiferi più piccoli sono presenti come la lepre, il tasso, il coniglio, la puzzola e la martora.
Anche alcuni rapaci hanno trovato un sito ottimale per la nidificazione, quali la poiana, lo smeriglio il lodolaio e lo sparviero. Noi non siamo riusciti a scorgere nessuno di questi esemplari penso a causa del caldo e della tarda ora della mattina.

E’ circa l’ora di pranzo quando raggiungiamo l’entrata DI Otterlo dove sono presenti anche un caffè-self- service e un’area di pic-nic all’esterno con giochi per bimbi. Noi approfittiamo dell’area da pic-nic essendoci portato i panini per pranzo ma poi ci rilassiamo presso il bar degustando un caffè e un dolce.
Molto interessante si rileverà anche la visita al Museonder (entrata compresa nel costo del biglietto), museo sotterraneo che espone la natura, flora e fauna e composizione del terreno relativa al parco, posta proprio sotto il livello del suolo. Tra le tante cose si possono osservare un ciclopico sistema di radici di un gigantesco albero di 135 anni e visitare un laboratorio d’acqua.

Visto ciò ci dirigiamo verso l’area forse più sorprendente dell’intero parco e che per noi si è rilevata una vera e propria sorpresa.
Incontriamo per prima il giardino delle Sculture aperto nel 1961, ospita oggi più di cento statue dei più grandi artisti del ‘800 e ‘900 dal Greco al Nascimbeni, da Giacometti a Strobes passando per le sculture di Duduffet, Kirkebt, Nauman e LeWitt.

Infine la “ciliegina sulla torta” così definito da mio marito: il museo Kroller-Muller.
Il museo, come il giardino delle sculture, fu ideato dalla signora Muller, appassionata collezionista d’arte e figlia di un magnate dei trasporti marittimi, che nel 1888 sposò il signor Kroller.
La raccolta è in pratica dedicata a Vincent Van Gogh di cui il MUSEO POSSIEDE BEN 278 OPERE, tra cui spiccano l’opera “i mangiatori di patate” del 1885, ” Uliveto “, ” Strada con Cipressi e Stelle del 1890”, ”Campo di grano con falciatore”, “Caffè-terrazza ad Arles” e tanti altri.

La collezione che spazia dall’arte del primo ‘800 fino all’arte contemporanea si compone anche di tele di Seurat,, di Pablo Picasso, Leger, Mondrian e sculture di Degas e Rodin
Tra le sculture è presente anche l’opera di Boccioni”Forme uniche nella continuità dello spazio “, scultura in bronzo del 1913 che si ritrovano dietro i nostri 20 centesimi di euro.
La costruzione del museo fu affidata a diversi architetti finché nel 1928 la collezione fu ceduta allo Stato a condizione che finanziasse la costruzione del museo. Finalmente il 13 luglio 1938 fu aperto al pubblico, anche se l’ultima parte fu completata nel 1953.

I coniugi Kroller-Muller, fondatori del parco, sono sepolti nel loro stesso Parco dietro un’alta duna vicino al museo che era stato in primis la loro palazzina di caccia.
Rientriamo al camper alle 18,00 soddisfatti della giornata, anche se un po’ stanchi per la lunga pedalata, ma una bella doccia e una deliziosa cena tutti assieme ci ritempra e ci appaga.


6 AGOSTO 2009 Giovedì ( tempo sole e caldo) Parco Hoge Veluwe- Palais HET Loo- Staphorst-Giethoorn KM. 97
Sono circa le 9,30 quando lasciamo il campeggio, dopo avere eseguito le operazioni di scarico e carico acque, per dirigersi verso Apeldoorn per la visita del Palazzo Het Loo.
La distanza è breve e quindi intorno alle 10,30 siamo già all’interno del parcheggio del Palazzo (parcheggio a pagamento con sbarra automatica- alla biglietteria ci viene fornito un gettone costo € 3,00 che ci permetterà di uscire).

Consiglio di arrivare presto la mattina poiché altri camperisti incontrati successivamente lungo il viaggio ci hanno confermato che non sono riusciti addirittura ad entrare nel parcheggio causa affluenza ed inoltre la visita al Palazzo e giardini v’impiegherà circa 3-4 ore.
Costo entrata € 10,00 a persona – accettata carta Visa aperto dal Martedì alla Domenica 10-17.

Il palazzo e i suoi giardini

Sicuramente questo palazzo è una delle maggiori attrazioni dell’Olanda, si trova vicino ad Apeldoorn e le indicazioni stradali sono ottime.
Il Palais Het Loo è l’ex residenza Reale dei Sovrani della dinastia Orange-Nassau d’Olanda, è circondato da 650 ettari circa adibiti a parco con bellissimi laghetti e favolosi giardini quasi da potersi definire una Versailles del nord anche se in scala ridotta.
Nel 1684 re Guglielmo III d’Orange acquistò questo terreno per farvi un casino di caccia ma la presenza di folti boschi e corsi d’acqua portarono alla realizzazione di un vasto parco in stile barocco con fontane, giochi d’acqua e laghetti e un palazzo in stile barocco olandese.

La costruzione iniziò nel 1686 per opera dello scultore e architetto Roman ma Daniel Marot si occupò della decorazione interna ed esterna e fu quest’ultimo che introdusse in Olanda lo stile Luigi XIV.
Il Palazzo abitato dalla famiglia reale fino al 1975 conserva tutt’oggi arredamenti, suppellettili, tappezzerie e decorazioni originali così ci permettono di avere una visione a 360° di quella che è stata fino a pochi anni fa la vita di corte per oltre tre secoli e ammirare un Palazzo veramente integro.
Durante la seconda Guerra mondiale fu occupato dai tedeschi e alla fine della guerra la regina Wilhemina, nonna dell’attuale regina Beatrice, vi fece ritorno ma decise che alla sua morte il palazzo sarebbe passato allo stato Olandese. Nel 1962 qua vi morì la regina Wilhemina e la famiglia reale vi continuò ad abitare per alcuni anni ma nel 1975 decise di trasformare l’intera struttura in museo; i lavori durarono dal 1977 al1984 quando fu aperto al pubblico.

La visita inizia dalle scuderie che conservano ancora le selle, e accessori per cavalli e le tenute degli scudieri e cavalieri e i garage per le auto e le carrozze.
Tra le auto si possono ammirare una Mercedes 300 cabriolet, una Fiat coupé 2300S del 1966 e tra le carrozze, che fanno proprio sognare, oltre che quella da gran gala attira l’attenzione, il carro funebre usato per la regina Wilhemina.
In seguito attraverso un viale alberato e popolato da pavoni arriviamo al cancello del Palazzo; un senso di marcia indicato da frecce ci permette di iniziare la visita:
le sale sono fornite di spiegazione in Inglese e Olandese, ma la guida Michelin illustra in maniera dettagliata tutte le sale.

Bellissima la biblioteca della regina MARY II, le lussuose stanze da letto, la stanza con i balocchi dei principi, gli appartamenti di re Guglielmo III, la sala delle Udienze.
Curiosità: al piano terra, s’incontra prima di uscire nei giardini, la cucina dove la Regina preparava le marmellate con i frutti raccolti direttamente nel suo giardino. La cucina, infatti, passando attraverso una piccola grotta interamente rivestita da conchiglie comunica direttamente con il giardino privato della Regina ricco di agrumi, albicocchi, susini, fichi.

Spettacolare la visita ai giardini.
Ai due lati del palazzo ci sono rispettivamente il giardino del re Gugliemo III e della regina Maria II, mentre di fronte si prospetta il bellissimo giardino inferiore con fontane dai giochi d’acqua, aiole fiorite, statue e due globi (quello terrestre e quello celeste) e il giardino superiore intorno creato a terrazza.
Al di là del giardino un bellissimo parco con alberi secolari e laghetti.
Da notare nel giardino inferiore la presenza di una fontana chiamata “del re” il cui getto era il più alto in tutta Europa e inoltre per la ricostruzione dei giardini si è tenuto conto e di conseguenza si sono utilizzate solo le specie vegetali conosciute nel XVII sec.

Terminiamo la visita che sono quasi le 14,00, così decidiamo di pranzare rimanendo nel parcheggio che tra l’altro è alberato e dopo ci dirigiamo verso Staphorst.
Lasciato il parcheggio, prendiamo l’autostrada A50 direzione ZWOLLE e, proseguiamo per A28 direzione LEEUNARDEN e poco dopo all’uscita n. 22 prendiamo la direzione ROUVEEN.
La strada che da Rouveen conduce a Staphorst è indicata su la guida come meritevole d’attenzione, infatti, percorrere questa strada è come tornare indietro nel tempo.

I villaggi di Rouveen e Staphorst sono due rari villaggi dei Paesi Bassi, dove la gente ancora indossa i costumi tradizionali e segue fedelmente e integralmente la religione calvinista.
Le visite dei turisti sono gradite ma è vietato fotografare le persone e andarci di Domenica, infatti, la Domenica qua tutto si ferma e la giornata è completamente dedicata alle funzioni in Chiesa e alla preghiera.
La popolazione rifiuta ogni forma di tecnologia eccessivamente avanzata (per esempio non hanno i televisori e auto) e anche le vaccinazioni, adducendo la teoria che tutto dipende dal Signore.

A causa di ciò alcuni anni fa c’è stata una forte epidemia di poliomelite e molti giovani ancora ne portano le conseguenze, lo stesso Ente Mondiale della Sanità definisce questo territorio a rischio epidemie e contagi.
L’economia dei villaggi si basa esclusivamente su l’agricoltura e la pastorizia; tradizione esclusiva di qua è che alla sua morte un’agricolture cede la sua terra ai figli in parti uguali ma se uno dei figli, per qualche motivo è escluso dall’eredità, deve costruirsi per proprio conto una fattoria dietro a quella di suo padre; accade così che le proprietà si estendono lungo la via da noi percorsa in lunghezza e non in larghezza, come noi stessi possiamo verificare.

La strada è, infatti, fiancheggiata da bellissime fattorie dai tetti di paglia con porte e finestre verdi, meticolosamente ordinate e pulite; alcune presentano sul davanti bellissimi giardini fioriti, altre davanti a casa hanno caprette o mucche al pascolo ma tutto si svolge nel massimo silenzio e ordine. Incontriamo anche alcuni abitanti nei loro costumi sia in bici lungo via sia nei giardini o campi ma soprattutto le donne alla nostra vista cercano di nascondersi, forse per paura di essere fotografate.

Comunque qua è veramente come immergersi nella fiaba di Hansel e Gretel e non vorresti quasi più uscirne. Per proseguire il nostro itinerario prendiamo una strada alla nostra sinistra, che attraverso i polder ci conduce alla N334 da qua continuando sempre per N334 seguiamo le indicazioni per Giethoorn che raggiungiamo in breve dopo aver attraversato un bellissimo lago e vista la calda giornata invidiamo le persone che stanno facendo il bagno.
Dalle informazioni trovate ho letto che qua esiste un area sosta camper, le cui indicazioni troviamo molto facilmente appena giunti in paese, praticamente si trova al di là del canale alla nostra sinistra, ma è estremamente congestionata da molti camper olandesi, belgi e francesi.

Anche completo l’unico campeggio situato lì vicino, il caldo e la sfortuna ci stanno facendo innervosire così decidiamo di chiedere informazioni presso una pizzeria italiana.
Ci spiegano che tornando indietro di circa km. 2,00 per la stessa strada da cui siamo arrivati si trovano dei campeggi.

E così è: appena 2 km. Indietro alla nostra destra notiamo un cartello semi-nascosto che indica un parkcamping esattamente:
WATERSPORTCAMPING “DE BLAUWE HAND” Familie DAM
Sito : www.campingdeblauwehand.nl
€ 16,50 (camper + 2 persone+corrente) doccia a gettone € 0,50
Il campeggio è posto lungo il canale con molti stanziali che hanno parcheggiato anche la loro barca, per noi a disposizione un bellissimo prato, i servizi sono ben tenuti, unico neo le zanzare.
Comunque dopo una giornata così intensa e calda abbiamo proprio bisogno di rilassarci con una bella birra fresca olandese.

07 Agosto Venerdì (bel tempo ma temperatura giusta) - Giethoorn – Hindeloopen- Grande Diga- Isola di TEXEL KM. 161
La mattinata che si presenta assolata ma fresca ci mette di buon umore e
così dopo le solite operazioni di scarico e carico verso le 9,00 ci dirigiamo alla scoperta di Giethoorn. Ripercorriamo i km. 2 che ci separano dal centro e parcheggiamo i camper nel posteggio dietro al supermercato, posto alla destra appena giunti nel paese (seguire le indicazioni per posteggio camper ma girare a sinistra per supermarket) è gratis e vicinissimo al vecchio paese.
Dal parcheggio si va verso il canale e poi a destra e seguendo il canale ci troviamo immersi nella natura lacustre di Giethoorn.

Il borgo è conosciuto a livello internazionale come la “Venezia del Nord” per i suoi stretti canali immersi nel verde attraversati da ponti a dorso d’asino o da semplici passerelle ma a differenza di Venezia qua non troviamo sontuosi Palazzi ma semplici case dal tetto di paglia e imposte colorate.
Il borgo può essere visitato solo a piedi, in bici o con la barca.
Il nome del villaggio fu dato tra la fine del XII sec. e l’inizio del XIII sec. e deriva da “Geitenhoorn” cioè “corno di capra” per le numerose corna di capra selvagge rinvenute nelle torbiere della regione.
Sono stati proprio gli scavi per le torbiere che hanno creato i laghi intorno al villaggio ed è la torba a rendere l’acqua di un colore marrone scuro.

Nel 1958 è stato girato il film “Fanfare” e ciò l’ha fatto conoscere in tutto il mondo.
Il luogo è veramente caratteristico e affascinante e noi decidiamo di godercelo a pieno prendendo una barca con motore elettrico a noleggio: 1 ora € 12,50.
In 1 ora possiamo fare il giro dei canali del borgo e il giro del lago posto dietro, superato il primo momento di titubanza e di assetto (siamo in 6 sopra) la gita si rileva molto divertente e interessante, sicuramente da consigliare.

Geitenhoorn- giro sul lago

La mattina volge al termine, quindi comprati alcuni souvenir e fatto spesa al supermercato, ci dirigiamo verso Hindeloopen, porto turistico sito nel mare interno.
Hindeloopen ubicato nella regione della Frisia e sulle sponde dell’Ijsselmeer, un tempo faceva parte della lega anseatica.

“La lega anseatica (detta anche Hansa) fu un’alleanza che dal tardo medioevo (XII sec.) e fino all’inizio dell’era moderna, mantenne il monopolio dei commerci su gran parte dell’Europa settentrionale e Mar Baltico”.
Fin dal XII sec. i marinai di Hindeloopen intrapresero viaggi verso le coste del Nord e Bar Baltico così i contatti con queste popolazioni stranieri e invece i rari contatti con le popolazioni interne furono all’origine del linguaggio di questo villaggio, un misto di lingua frisone, inglese, danese e norvegese.

Tra il XVII e XVIII sec. il commercio marittimo si ampliò su vasta scala e fu in questo periodo che si sviluppò un particolare stile architettonico e d’arredo, con edifici e mobili colorati, che tutt’oggi si riscontrano passeggiando e visitando il paese.
Era certamente l’hobby preferito dai marinai duranti i lunghi mesi invernali, quando non potevano uscire in mare, quello di fabbricare mobili colorati su modello di quelli visti nei paesi del Nord, l’aspetto del paese molto ricorda i porticcioli dei paesi nordici.

Su alcune abitazioni tutt’oggi si trovano appese delle ancore, ciò risale al periodo di massimo splendore del commercio marittimo; era questa la casa dove all’epoca abitava il Capitano e l’ancora fuori appesa stava a significare la disponibilità per l’ingaggio di personale sulla nave.
Arriviamo a Hindeloopen intorno alle 13,00, il posteggio è ai bordi del paese, a pagamento € 1,00 l’ora.
Vista l’ora Decidiamo di pranzare e poi visitare il paese.
Il paese si presenta subito ai nostri occhi molto carino con un bellissimo porticciolo turistico, molto animato e vivace e con tantissima gente, visto il caldo, distesa sul verde argine a prendere il sole.
Curiosità: interessante assistere all’uscita di barche in mare che passano per una chiusa ancora azionata manualmente da un ragazzo.

porticciolo di Hindeloopen

Per la prima volta da che siamo in Olanda abbiamo il primo contatto con:
Un porticciolo e il suo mare (anche se questo è il mare (acqua dolce) interno alla GRANDE DIGA)
L’ARINGA (venduta sulle bancarelle sia marinate che affumicate che fresche)
Le pecore sono queste delle pecore enormi con un viso molto somigliante alle mucche
E ci chiediamo “sarà un incrocio tra la pecora e la mucca”????!!!!!!
Soddisfatti della visita, riprendiamo il camper per dirigersi verso la Grande Diga.
La costruzione di questa sorprendente Diga di sbarramento, “AFSLUITDIJN” risale al 1927-1933 ed è uno dei tanti risultati della lotta della popolazione olandese contro il mare.
La diga è lunga 32 metri, larga 90 e alta fino a 7,25 mt sul livello del mare !!!!!!!

Collega la regione della Frisia al Nord-Holand e con questo progetto si è diviso l’interno dello Zuiderzee dal Mare del Nord, trasformandolo non solo nel corso degli anni in un grande lago salato “IJSSELMEER” ma permettendo anche di strappare alle acque i territori che oggi costituiscono la regione del Fievoland.
Peccato che nel frattempo il tempo si sia offuscato, probabilmente il troppo caldo ha creato delle nebbie sul mare che nel tardo pomeriggio si riversano verso l’interno.

Ci fermiamo al primo parcheggio curiosi di vedere ciò che c’è al di là della Diga e
la sensazione di trovarci sopra a un opera di notevole portata è evidente, da una parte notiamo la distesa del mare del Nord dall’altra ,molto più a di sotto, il mare Interno dove i pescatori hanno inserito numerose nasse per la pesca dell’anguilla.

Un’altra sosta è d’obbligo a circa metà Sbarramento, dove si trova un ampio slargo con il centro visitatori (dalla parte del Mare Interno- raggiungibile con un cavalcavia), dove è illustrata la storia della costruzione della diga e Dalla parte che dà sul Mare si trova la statua dell’ingegnere Lely che dal 1891 si occupò del progetto.
Raggiungiamo dalla parte opposta della diga, intorno alle 16,30, il paese di Den Dever, dove si trova AA ma considerando che il pomeriggio è ancora lungo e che soli KM. 24 ci separano da Den Helder decidiamo di proseguire e cercare di prendere il traghetto per l’isola di Texel.

Den Helder, inizialmente villaggio di pescatori, si ampliò verso la fine del 1500.
Napoleone la definì la Gibilterra del nord e la fece fortificare nel 1811. Adesso è uno dei più grandi porti dell’Olanda e punto di partenza per l’Isola di Texel.
Raggiungiamo il porto verso le 17,00 passando proprio davanti al Marinemuseum che visiteremo al ritorno.
Le operazioni d’imbarco si svolgono nella massima semplicità e ordine; dopo aver pagato il ticket al casello di entrata (€ 45,50 A/R - l’importo varia secondo la lunghezza del camper, il nostro è lungo mt. 6,10) veniamo incanalati in file divise per auto-camper-camion e appena si accende il semaforo verde iniziiamo a salire ordinatamente.

La nostra attesa dura circa 5 minuti e la traghettata poco meno di 15 minuti.
Sbarcati con lo stesso ordine e tranquillità ci dirigiamo verso il paese di De Kogg dove abbiamo verificato sulla cartina la presenza di numerosi campeggi.
Appena giunti in paese riconosco in un’insegna il nome di un campeggio segnalato da un camperista nel suo diario e così, senza esitazioni entriamo.

CAMPEGGIO LE LUWE BOSHOEK, tariffa € 26,00 al dì luce compresa- doccia: gettone alla reception € 0,50.
Tranquillo, pulito, piazzole enormi su prato verde, servizi ottimi, centro del paese e dune sulla spiaggia vicinissime e raggiungibili a piedi.
Unico difetto : NO CARTA VISA- solo contanti.
La giornata è stata piuttosto intensa così sistemati i camper, ci prepariamo un bell’aperitivo e decidiamo di trascorrere il finesettimana sull’isola.


8 AGOSTO 2009 – Sabato (tempo variabile con sole ma molto vento) ISOLA DI TEXEL KM. 0
Texel è la più grande delle Isole Frisoni, chiamate anche Isole di Wadden, poiché bagnate dal Mare di Wadden e anche l’unica isola delle Frisoni dove si parla l’olandese, nelle altre quattro si parla il frisone.
Texel, isola di 16.000 ettari, lunga 25 km. E larga km. 8 nel punto più largo, è terra strappata alle acque dopo l’era dei ghiacci e ora ricoperta da uno strato di deposito morenico.

Si può definire un ‘oasi naturale, caratterizzata da un paesaggio selvaggio, un habitat ricco di fauna selvatica e una spiaggia bianchissima lunga ben 30 km. Su cui passeggiare a piedi o a cavallo. Qua l’uomo è riuscito a farsi largo nella natura, addomesticandola ma non modificandola, e l’armonia tra uomo e natura è così perfetta che i contadini nei punti di maggior affluenza degli uccelli evitino persino di falciare l’erba per proteggere la privacy dei nidi. Tre delle diciannove riserve naturali dell’isola sono il regno dell’avifauna e meta dei bird-watchers di tutto il mondo. Il traffico è scarsissimo, a parte le auto o i camper dei turisti, sono le biciclette a regnare incontrastate, tanto che ci sono ben 120 km. Di piste ciclabili, asfaltate e non.

Texel è conosciuta anche per la sua pecora, una razza autoctona chiamata TEXEL, caratterizzata dal vello bianco su tutto il corpo eccetto la testa e la parte inferiore delle zampe. Principalmente è allevata per la sua lana con la quale sono fatte delle bellissime coperte imbottite, ma sono anche delle ottime produttrici di latte con cui si producono ottimi formaggi e buone creme di bellezza (le abbiamo provate e le consiglio sia per la qualità sia per il prezzo). Ma la grande ricchezza dell’isola non è tanto il mare quanto la campagna, ogni ettaro è accuratamente coltivato, importante anche la coltivazione di fiori da bulbo.

Conosciuta in tutto il mondo è la manifestazione “regata dei catamarani” dell’8 giugno. Come stabilito la sera precedente, oggi è giorno di relax completo.
Quindi ognuno di noi dedica la prima parte della mattinata ai propri disbrighi: chi fa il bucato chi riordiniamo il camper chi prepara un menù più elaborato per pranzo, chi verifica le condizioni dell’olio del camper, chi va dal parrucchiere.
Finalmente verso le 11,00 lasciamo il campeggio per la scoperta del paese che tra l’altro è vicinissimo, 2 mm a piedi, lasciando la visita alla spiaggia al pomeriggio.
De Koog è il principale centro del turismo dell’Isola ed è posto sulla costa del Mare del Nord dell’isola e separato dal mare da solo due strisce di dune.

De Koog- la chiesa

Tanti sono i giovanissimi ma anche famiglie che incontriamo nella zona pedonale che si presenta molto carina e ordinata nonostante la presenza di numerosi ristoranti, pub e negozi sia di abbigliamento sia alimentari e souvenir; all’esterno della zona pedonale si trovano numerosi alberghi, un supermercato e il nostro campeggio.
Curiosità: a De Koog abbiamo trovato i souvenir e articoli tipicamente olandesi più carini e originali e meno costosi di tutta l’Olanda, ci siamo molto pentiti di non aver comprato molto di più.
Molto prima del periodo di massimo splendore come località balneare, De Koog è fiorito come villaggio di pescatori ma la decadenza di tale attività iniziò intorno al XVII sec. A causa delle trincee dei canali che impedivano l’accesso diretto dei pescatori dal mare fino al paese.

Numerose alluvioni e tempeste tra il 1559 e il 1570 segnarono il destino di De Koog giacché i suoi abitanti si spostarono quasi tutti nelle altre città dell’isola rendendolo quasi abbandonato del tutto.
Solo all’inizio del XX sec. Con la costruzione del primo albergo e l’inizio graduale del turismo balneare si ebbe l’avvio a un’inversione di tendenza.
L’unico monumento antico è la chiesa riformata che si trova nella piazza principale e centrale del paese che originariamente era una cappella del 1415 e ricostruita nelle forme attuale intorno al 1720.
Trascorriamo il resto della mattina a fare shopping e per la prima volta acquistiamo le famose aringhe che gusteremo a pranzo: una vera prelibatezza.

Pomeriggio in spiaggia.
Ovviamente andare in spiaggia qua non è come da noi, ma poiché il sole ci accompagna anche oggi, nonostante persista un vento noioso, scendere in spiaggia diventa piacevole anche in Olanda.
Prima di raggiungere la spiaggia dobbiamo attraversare due strisce di dune, all’interno delle quali è ubicato un campeggio dove le tende o piccole roulotte si nascondono tra le dune tanto da scomparire.
E’ un campeggio molto particolare e affascinante proprio a diretto contatto con la natura selvaggia dell’isola, peccato che i camper non ci possano stare causa fondo sabbioso.

Arrivati in cima all’ultima duna, vediamo spaziare sotto di noi una spiaggia bellissima non solo lunghissima, tanto da non vederne la fine, ma anche larghissima a causa della bassa marea e bianchissima. E’ comunque una spiaggia attrezzata e i lettini per il sole si trovano dietro a dei paraventi, ovviamente non ci sono ombrelloni; Ai limiti della spiaggia sotto le dune file di cabine colorate rendono il tutto molto vivace e allegro.
Davanti a questo spettacolo della natura mi sento particolarmente euforica e come una bimba piccola corro incontro al mare per sentire l’effetto dell’acqua sui miei piedi e devo dire che la credevo più fredda.

TEXEL- la bellissima spiaggia

Trascorriamo l’intero pomeriggio a passeggiare sulla spiaggia, a raccogliere conchiglie e alghe secche a riposare e prendere il sole riparati dal vento fino ad aspettare l’arrivo dell’alta marea così da poter fotografare la spiaggia prima e dopo la marea.
Rientriamo al campeggio verso le 19,00 soltanto perché cominciava a fare fresco, ma il sole è ancora alto, infatti, in tutta l’Olanda ma soprattutto a Texel fino alle 22,00 e oltre il cielo a ovest è sempre illuminato dal sole.
Dopo una giornata così rilassante non poteva mancare un aperitivo a base di birra alla ciliegia, veramente ottima…..

09 AGOSTO 2009 Domenica (tempo variabile con sole e temperatura ottimale) - De Koog – Faro – Oesterend- Den Helder- Medenblik km. 96,5
La giornata si presenta ancora ventosa ma con il sole, decidiamo di lasciare il campeggio e fare il giro dell’isola con il camper, fermandoci al Faro di Stengweg e al paese di Oosterend che la guida Michelin m’indica meritevole di visita.
Oltre al paese di Oosterend gli altri villaggi dell’Isola sono: Den Burg, il centro amministrativo e dove si trovano cinema e negozi, Den Hoorn, la cittadina più a sud dell’isola famosa per la coltivazione dei bulbi, Oudeschild, porto principale dell’isola.

La strada che ci conduce da De Kong al faro attraversa forse la parte più selvaggia e affascinante dell’isola, si notano distese di brughiere e alte dune che separano la strada dal mare del Nord fino a portarci al FARO che vediamo svettare da lontano col suo colore rosso.
Qua la strada termina in un grande piazzale, dove si può parcheggiare il camper e godersi lo spettacolo.
La lingua di spiaggia è infinita e dal parcheggio a toccare il mare ci sarà quasi 1 km di sabbia finissima e bianchissima, l’aria è talmente serena e ripulita dal vento da scorgere in lontananza nel mare la sagoma delle altre isole Frisoni e di una piattaforma forse per il petrolio e in questo braccio di mare che è relativamente calmo, passano con noncuranza enormi mercantili.

La zona circostante al faro è militare ma il faro è visitabile (€ 3,00 a persona dalle ore 11,00).
Vicino al faro delle basse case dal rosso tetto rendono l’atmosfera prettamente nordica e mi viene da chiedere come sarà quest’angolo di Mondo tra 1 mese circa quando le temperature cominceranno a scendere…..

veduta del faro

Ci godiamo questo sito passeggiando su la spiaggia fino a raggiungere il mare e immortalandolo in tantissime foto, è sicuramente uno di quei luoghi da cui difficilmente riesci a staccarti, forse perché molto diverso da dove di solito si vive o forse perche infonde tranquillità e serenità talmente è naturale e semplice.
Ma il viaggio continua ….e nel raggiungere Oosteren attraversiamo altrettanti paesaggi rilassanti, fatti di prati con pecore e mucche al pascolo o di stagni e laghetti ricolmi di aironi , oche e altri uccelli che non conosco e qua e là case coloniche e mulini a vento.

Oosterend si trova sul lato est dell’isola è circondata da alberi ed è il secondo villaggio più grande dell’isola.
Ooosterend è talvolta chiamato anche Gerusalemme-of-the-nord, questo perchè nel villaggio convivono cinque religioni diverse: il cattolicesimo, il Battismo, riformata olandese, il protestantesimo, Reformed-Gemeente ma tutto questo non porta a conflitti. Questa è anche la causa del fatto che la comunità relativamente piccola ha tre scuole elementari.

Ooosterand è un villaggio di pescatori, dove ancora oggi vivono la maggior parte dei pescatori dell’isola.
Attorno alla Chiesa riformata ci sono le vecchie case e i loro quartieri, in questo villaggio forte è ancora oggi il rispetto e la considerazione della comunità, delle famiglie e l’aiuto reciproco.

Nel villaggio ci sono ben cinque chiese ma la costruzione più significativa è senz’altro la Chiesa riformata che è anche la chiesa più antica dell’isola, risale al XII secolo e la vecchia torre che adesso la sovrasta in origine era un alta guglia. Si trova proprio al centro del paese ed è circondata dal cimitero, noi siamo stati fortunati perché l’abbiamo trovata aperta in quanto si stava per celebrare un matrimonio ed erano in attesa della sposa. L’orario di apertura in Luglio e Agosto è dalle 13,30 alle 15,30.

L’interno si presenta sobrio come abbiamo riscontrato siano tutte le chiese riformate.
Facilmente troviamo il posteggio per i nostri tre camper così trascorriamo circa un’ora a passeggiare attraverso questo delizioso villaggio, peccato che essendo di Domenica tutto è chiuso, anche il pub è chiuso, ciò asserisce al paese un’atmosfera quasi mistica e irreale.
Continuiamo il giro dell’isola in senso orario e prima delle 12,00 ci ritroviamo al porto d’imbarco. Con la stessa tranquillità e ordine dell’andata, si svolge anche il ritorno e prima delle 13,00 siamo all’interno del Museo della Marina a Den Holder.

Il parcheggio è grande, anche se tanti sono i visitatori e vista l’ora decidiamo di pranzare e poi compiere la visita.
MARINEMUSEUM (lun-ven. 10-17 / WE 10-17) € 6, 00 a pers. Si trova proprio vicinissimo al punto di sbarco, esattamente alla nostra sinistra, lungo un grande canale..
Rievoca la storia della marina reale dei Paesi Bassi a partire dal XVII sec., attraverso modellini, attrezzi, strumenti, mappe, fotografie, uniformi e dipinti. In una sala viene anche proiettato un film sulla storia della cittadina e lo sviluppo della marina reale fino ai giorni nostri.
Peccato che il tutto, compreso le didascalie sia rigorosamente in OLANDESE.
Questo è una grossa mancanza poiché ci impedisce di gustare e recepire questo museo che in realtà è veramente interessante.

Ma a parte la zona meramente documentaria, all’interno del museo è possibile visitare, nel senso letterale della paraola, quindi salire a bordo :
del sommergibile “TONIJN” – ed entrare al suo interno vi posso garantire che prende veramente al cuore e allo stomaco perché due sono le domande che di getto ci poniamo “come riuscivano a vivere dentro a questo minuscolo tubo?” “come tremenda deve essere stata la morte dei marinai russi del sommergibile affondato?”
Nave Ariete “Sehorpioen” - su questo rompighiaccio possiamo visitare tutto il suo interno, dalle cabine dei superiori alle prigioni, alle stive.

Dragamine “Abraham Crijnssen” – di questo si visita solo l’esterno poiché la parte interna è in restauro.
Visitare il tutto ci porta via quasi tutto il pomeriggio e sono quasi le 17,00 quando lasciamo il parcheggio diretti alla ricerca di un campeggio.
Prendiamo la statale N. 502 che da Den Helder conduce verso Callantsoog, la strada segue il corso di una diga, dietro la quale si affaccia una spiaggia in buona parte attrezzata.
L’ambiente circostante è bello, questa strada è chiamata la strada della diga e delle dune. Notiamo subito che è una zona estremamente turistica, sia per i numerosi campeggi siti lungo la via sia per gli ingorghi di auto e persone che troviamo in prossimità dei piccoli paesi.

A uno di questi campeggi ci fermiamo per chiedere se hanno disponibilità e prezzi :
€ 24,00 a notte, valutando che il forte vento che tira ci impedirebbe un’eventuale passeggiata in spiaggia e che il campeggio è assai spartano, decidiamo di proseguire lungo la strada per l’itinerario dell’indomani.
Ci dirigiamo quindi verso Medemblik, passando per Schagen.
Lungo la strada non troviamo nessuna indicazione di campeggio così arrivati a Medemblik chiediamo a una signora in Bici, la quale molto gentilmente si offre di accompagnarci lei stessa, poiché il campeggio è un po’ difficile da trovare.

Devo dire che non è stato facile seguirla, andava più forte lei in bici che noi in camper.
Il campeggio è veramente carinissimo, alla fattoria, € 15,50(camper + 2 pers.) compreso corrente e doccia calda, raccolta rifiuti differenziata obbligatoria e pagamento in contanti.
ARADO Boerderij Campiong – Fam. Groot
Brakeweg 61 1671 LP – Medemblik email: arado@wish.net www.arado.nl
Lo consiglio vivamente.
Sistemati I camper veniamo avvicinati da un’anziana coppia di signori olandesi, che hanno la loro roulette vicina a noi e con un INGLESE stento (da parte nostra) facciamo una lunga chiacchierata, scambiandoci informazioni turistiche.


10 Agosto 2009 – Lunedì (tempo splendido sole e caldo ma la sera tarda pioggia)
Medemblik – Enkhuizein- Hoorn- Volendam KM. 68,00

Ci alziamo salutati da una bellissima giornata di sole con assenza di vento e temperatura gradevole, ciò ci tenta quasi a restare un altro giorno in questo tranquillo campeggio, magari occupando la giornata alla visita di Medemblik.

Medemblik ottenne lo statuto di città nel 1289 e divenne la capitale della Frisia occidentale. Un tempo facente parte della LEGA Anseatica, oggi è una “CITTA’ MORTA” della Zuiderzee. A nord della città si trova una tra le più importanti stazioni di pompaggio per il prosciugamento del polder.
Interessante: da Medemblik parte un treno a vapore (oltre alla normale linea ferroviaria) per Hoorn, mentre un servizio di battelli lo collega a Enkhuizein.

La nostra tentazione è proprio quella di prendere il trenino turistico ma alla fine decidiamo di raggiungere le due cittadine con il camper, vista la vicinanza e fermarsi per sera presso AA di Volendam.
Arrivati a Enkuizein in breve tempo, ci complichiamo la vita dirigendoci nel centro del paese, dove ovviamente non troviamo parcheggi idonei a noi, tuttavia grazie all’aiuto di una gentilissima olandese che ci fa da scorta, parcheggiamo il camper dietro alla stazione, il parcheggio è ampio e gratis e già altri camper si trovano là.
La cittadina di Enkuizeen si trova nella provincia dell’Olanda Settentrionale e ai nostri occhi appare subito come un luogo interessante e senza tempo.

Per parecchi secoli assieme alla vicina Hoorn è stato il porto più importante dello Zuiderzee, il vecchio mare interno olandese, qua vi attraccavano i velieri della Compagnia delle Indie con carichi di spezie, tessuti preziosi e racconti di terre lontane.
Questo accadeva prima della costituzione dell’Ijsselmeer, uno dei laghi artificiali più grandi d’Europa, creatosi dopo il 1932, anno di costruzione della diga.
Il massimo splendore per la città coincise con il Secolo D’Oro olandese nel ‘600, quando era un centro commerciale importante come AMSTERDAM.

Tuttavia l’amore e la passione per il mare della gente di questi posti non è cambiata nonostante le variazioni morfologiche, ne abbiamo conferma arrivando al porto della città, ci sono tantissime imbarcazioni, piccole e grandi ma quasi tutte a vela e inoltre enormi barconi dalle vele bordò trasportano i turisti da un porto all’altro sull’Ijsselmeer.

Intorno al porto si snoda la parte più bella della cittadina, di fatti dopo avere fatto il giro del porticciolo, entriamo nel borgo vecchio attraversando la torre cinquecentesca, il Drommedaris. Vestigia dell’antica cinta muraria è un’ imponente costruzione destinata un tempo a sorvegliare l’entrata del porto, oggi ospita un ristorante e il suo carillon di Hemony è il migliore del paese.

Al di là della torre si snodano i canali su cui si affacciano antiche case costruite con mattoni dal giallo al rosso e strette e profonde, come consuetudine delle case olandese.
La via principale è Westestraat, ricca di belle facciate con frontoni e pietre di facciata, interessante quella d al n. 158 del 1617 che reca l’emblema della città “ una ragazza che porta uno stemma su cui sono raffigurate tre aringhe”. Un tempo, infatti, questa città era un porto molto florido proprio per la pesca delle aringhe.

Altri edifici da non tralasciare durante il giro in città sono:
- la Westerkerk, chiesa del XVI sec. Con un originale campanile in legno
- il Weeshuis, antico orfanatrofio del 1616 che oggi ospita una galleria d’arte moderna
- il Wagg, edificio rinascimentale della pesa pubblica
- Lo Stadhuis, municipio sempre in stile rinascimentale all’angolo del quale si trova l’antica prigione, con la pittoresca facciata del 1612- e infine il museo dello Zuiderzee (€ 12,00 persona) composto di 1 museo al coperto che ripercorre la storia della regione e 1 allo scoperto “villaggio-museo” con la riproduzione di 130 tra abitazioni , botteghe, laboratori della vecchia regione.

Noi abbiamo tralasciato la visita al museo per mancanza di tempo, infatti, questa cittadina ci ha talmente affascinato che abbiamo impiegato tutta la mattina a visitarla scoprendo molti angoli emozionanti e facendo anche shopping di aringhe e platessa. Abbiamo acquisto una buonissima platessa (da asporto) che addirittura ci hanno cucinato il tutto per € 2,00.
A questo punto della giornata abbiamo fatto un grosso errore, anziché restare al parcheggio della stazione per il pranzo abbiamo deciso di spostarci e raggiungere Hoorn, visto la vicinanza ma….
Arrivati, ci accorgiamo che questa è una cittadina ben più caotica della precedente, il parcheggio che avevo segnalato per AA camper era occupato dai giostrai, quindi siamo costretti a parcheggiare (a pag. € 1,10 l’ora) nel posteggio di fronte alla stazione e ad arrangiarci nella sistemazione, circondati di auto che vanno e vengono.
Peccato questo intoppo ci ha rovinato la bella mattinata trascorsa e il buon pranzetto, che ci serva da lezione per una prossima volta.

Il vantaggio di questo parcheggio è che è vicinissimo alla via principale della città.
Hoorn venne fondata da alcuni mercanti nel XIII sec, diventando municipio nel 1356, fu un importante porto attivo nella pesca delle aringhe.
La città possedeva anche una propria flotta che nell’ottobre del 1573 sconfisse quella spagnola catturando anche la nave ammiraglia.

Hoorn interruppe il suo sviluppo nel ‘800 quando fu costruito il canale che collega Amsterdam al mare del Nord ma la pesca restò l’attività principale per altri 100 anni poi con l’innalzamento della diga di Afsluitdijk il mare dello Zuiderzee si trasformò in un grande lago d’acqua dolce.
Tra i personaggi illustri della città vi è William Scheuten che doppiò la punta dell’America meridionale chiamandola appunto Capo Hoorn e il navigatore Jan Pieterszoon Coen governatore delle Indie olandesi che fondò Batavia, l’odierna Jacarta in Indonesia.

Prendiamo la via pedonale Niuwstraat che ci introduce nella città vecchia il cui cuore è la piazza Rode Steen. L’intera via è un susseguirsi di negozi, centri commerciali ma anche bellissimi palazzi e edifici risalenti al periodo d’oro della città tra il sedicesimo e diciassettesimo secoli.
In città c’è una grande fiera e un Luna Park, così la via che percorriamo e la piazza sono invase da bancarelle e persone e questo ci impedisce di godere a pieno della bellezza del luogo, anzi direi che tale situazione lo deturpa. Così stanchi di tale confusione, decidiamo di terminare la visita della città in piazza Rode Steen, dove oltre alla statua del già citato Pieterzoon, si trova il Waag del 1609 con una bellissima facciata e il Proostenhuis,del 1632, che in passato riuniva il consiglio delle città della Frisia occidentale e su la cui facciata sono conservati gli stemmi; adesso ospita un museo di storia locale.

Hoorn-piazza Rode Steen e il Waag


Tale decisione ci impedisce però di raggiungere il porticciolo della città che secondo quanto letto sulla guida è assai pittoresco e meritevole di visita, pazienza….
Ripreso il camper proseguiamo per Voledam che raggiungiamo intorno alle 16,30.
Molto facilmente troviamo AA per i camper, infatti provenendo dalla N.247 è ben segnalata, comunque basta seguire le indicazioni per la MARINA di Volendam.
L’AA offre belle piazzole erbose, corrente, scarico e carico, un bel panorama su di un vecchio mulino e sulla baia e dista appena 1 km. Dal centro.

Il costo è diviso in due fasce :
dalle 17,00 alle 10,00 € 13,00 a equipaggio
dalle 10,00 alle 17,00 € 1,00 l’ora a equipaggio
decidiamo di fermarci perlomeno 2 giorni e da qua con i mezzi pubblici visitare: Amsterdam, Edam dove Mercoledì ci sarà la fiera del formaggio e MARKEN.

Nonostante inizi a scoppiare un bel temporale, appena sistemati i mezzi armati di ombrelli ci dirigiamo a piedi verso la scoperta del paese.
Ci incamminiamo lungo la strada, così da verificare gli orari dei bus, e appena svoltati per il centro del paese incontriamo un supermercato ben rifornito (chiusura ore 19,00) quindi ne approfittiamo per fare spesa, poi sacchetti alla mano ci tuffiamo sul bel porticciolo di Volendam.
Volendam è la località più nota della costa dell’Ijsselmeer e originariamente fu il porto della vicina Edam, poi nel 1337 gli abitanti di Edam crearono un canale nello Zuiderzee per realizzare un suo porto separato. Così i contadini e pescatori di Volendam formarono una nuova comunità chiamata appunto “Volendam” cioè “ Diga Separata”.
La maggior parte della popolazione confessa la religione cattolica, in contrapposizione alla vicina Marken protestante e tale fede è profondamente radicata nella stessa cultura del paese, storicamente molti missionari e vescovi sono cresciuti e nati qua.

Volendam ha veramente un aspetto incantevole anche sotto una pioggerellina fine che ha fatto seguito al temporale.
Il villaggio è costruito lungo la diga e il porticciolo ben tenuto, conserva le case dei pescatori costruite su le palafitte. Sotto il porto si snoda un dedalo di viuzze, l’antico labirinto, con le casette dai piccoli zoccoli di legno appesi fuori.
Forse poiché rimasto completamente isolato per ben sei secoli, questo villaggio è riuscito a mantenere l’atmosfera e le caratteristiche di un tempo e vi posso garantire che passeggiando lungo il porticciolo tutto ciò si avverte profondamente, anche se numerosi sono i negozi di souvenir, pub e gli immancabili venditori di aringhe e pesce del MAR DEL NORD.

Un tempo l’attività principale era la pesca adesso il reddito primario è il turismo, numerose sono le B & B.
Ci lasciamo veramente incantare dal miscuglio di colori delle casette e i loro giardini, e l’odore di anguilla e aringa che nonostante la pioggia persistiamo a fotografare angoli e scorci.

Il ritorno verso il camper continua lungo un argine della diga sempre attorniati da queste casette che presentano delle enormi finestre senza imposte e ciò ci induce, maleducatamente, a sbirciare al loro interno. Si presenta con una grande stanza al pianterreno tutta aperta deliziosamente arredata e ornata di fiori tanto da dedurre che l’atmosfera tranquilla e ordinata che si respira nelle viuzze esterne persiste anche all’interno delle abitazioni.
Tramite questa scorciatoia in 10 minuti siamo al Camper e dopo una doccia bella calda e un buon pasto, preparo l’itinerario dell’indomani per la visita di Amsterdam.

11 AGOSTO 2009 – Martedì (tempo variabile con sole ma molto vento e fresca) - AMSTERDAM (KM. 30 in TRAM)
Intorno alle 9,00 ci dirigiamo verso la fermata del bus, sita proprio sulla strada principale, vicino al distributore di benzina, a 3 mm dal camper.
Il bus (linea n. 118 0 116 ambedue vanno bene) passa ogni 20 mm circa, costo del biglietto € 7,00 A/R a pers. valido tutto il dì e in circa 25 mm ci conduce in centro di Amsterdam dietro alla stazione.
A posteriori e valutando i commenti degli altri camperisti presenti nel AA, ritengo che la decisione di fermarsi a Volendam e raggiungere Amsterdam in tram sia perlomeno nel mese di Agosto la scelta migliore, perché a detta di quanto raccontatomi i campeggi sono stracolmi e non molto tranquilli e comunque per raggiungere il centro va preso sempre un mezzo pubblico (quindi un grazie a tutti coloro che prima di me ci sono stati e hanno evidenziato l’AA sul forum di COL).

Di comune accordo avevamo deciso di tralasciare nella visita di Amsterdam i musei per due motivi:
1° poiché quello che più interessava a tutti era il museo Van Goug e considerando che la visita al museo MULLER-KROLLER ci aveva appagato sia per qualità sia quantità nella visione delle opere del sopra citato pittore, potevamo escluderlo da visita.
2° una parte del gruppo non amava molto trascorrere del tempo nei musei e comunque in 1 giorno non potevamo farci rientrare tutto.
Considerando ciò la sera precedente avevo valutato un itinerario pedonale che attraversasse tutti i punti principali della città, compresa la visita al famoso mercato dei fiori e alla fabbrica di diamanti, percorrendo un anello con partenza dalla stazione, dove il bus fermava, per ritrovarsi la sera nuovamente alla stazione provenendo da una direzione opposta.

Amsterdam, il cui nome significa diga sul fiume Amstel è la città più popolosa dell’Olanda, è un grande centro finanziario e un notevole polo industriale, tradizione fin dal 1600 è la lavorazione dei diamanti. Amsterdam è considerata una città molto tollerante, basta considerare che qua le coppie omosessuali si possano sposare, la prostituzione è regolamentata e le droghe leggere sono legalizzate inoltre è città cosmopolita, sono presenti almeno 145 nazionalità, e vanta un gran Numero di musei, ben 48, gallerie e manifestazioni culturali.
Il nome di Amsterdam è citato per la prima volta in un documento del 1275 come borgo peschereccio e mercantile; nei secoli successivi entrò a far parte della lega Anseatica.

Si schierò contro l’oppressione spagnola e partecipò alla guerra di resistenza delle sette province del Nord, aderendo alla riforma del 1578. Ciò le dette fama di “città aperta” e la conseguenza fu l’arrivo in città di rifugiati ebrei scacciati dal Portogallo e dalla Spagna e poi con l’editto di Nantes l’arrivo di ricche famiglie protestanti francesi.
Questi, insieme ai mercanti emigrati da Anversa, formarono il nucleo più consistente della borghesia imprenditoriale e presero vita alle vicende più importanti della città.

Durante la metà del XVII sec. con Rembrandt nacque una fiorente scuola pittorica.
L’economia di Amsterdam subì un tracollo con Napoleone, quando eletta nel 1806 capitale del Regno D’Olanda pagò le spese del blocco continentale anti francese; poi nel XIX sec. con la costruzione di nuovi canali la città gradualmente ritrovò la sua prosperità.
Iniziamo il nostro tour prendendo dalla fermata del bus la via DAMRAK, una strada ricca di negozi e bar che in breve ci conduce alla piazza principale di Amsterdam chiamata DAM.
Dam significa diga e la piazza è stata creata nel XIII sec. sul sito della diga di Amstel, in passato la piazza era adibita a mercato centrale e si trova alla confluenza di due grandi arterie stradali: la Damrak e Rokin.
Su di essa si affacciano il PALAZZO REALE e la CHIESA NUOVA.
Il Palazzo Reale, oggi chiuso per restauro, fu costruito nel 1648 per diventare municipio e trasformato in palazzo reale da Napoleone nel 1808.

Guglielmo D’Orange ne fece la sua dimora ma adesso la Regina ci va solo raramente.
La chiesa di S. Caterina è detta CHIESA NUOVA (entrata € 7,00) perché è la seconda chiesa costruita ad Amsterdam. L’edificio fu commissionato nel 1408 e la Chiesa attuale in stile Flamboyart è il risultato di vari rifacimenti.
In questa cattedrale sono state incoronate la Regina Guglielmina, Giuliana e Beatrice.
Qui sono sepolte anche alcune personalità e ammiragli olandesi oltre al pittore Lievens e i Fratelli Hemony (i costruttori dei più famosi carillon d’Olanda).
Nonostante la visita sia a pagamento, possiamo entrare nel primo ingresso della Chiesa, dove sono presenti la biglietteria e un negozio di souvenir, ciò ci permette di dare una sbirciatina all’interno: la Chiesa ci appare elegante e luminosa grazie alla presenza di settantacinque finestre, particolarmente interessante la cancellata in oro.
Sempre su Piazza Dam, dalla parte opposta alla cattedrale, si trova il Museo delle Cere di
Madame Tussaud.

Dietro al palazzo Reale un famoso centro commerciale dallo stile Liberty, vale la pena entrarci anche solo per dare uno sguardo alla struttura interna.
Dalla Piazza Dam proseguiamo per la pedonale Kalverstraat, animata da negozi di ogni genere e molto popolata.
Raggiungiamo così il Museo Storico di Amsterdam, ex-orfanatrofio fino al XV sec, e riusciamo a visitare, senza pagare il biglietto (€ 6,00 a pers.) il cortile interno e la galleria delle guardie civiche, ornata di quadri del sec. XV, la quale ci conduce all’esterno in prossimità del Beghinaggio.
Appena entrati all’interno di questo luogo è come essere proiettarti in un'altra dimensione, qua il silenzio regna sovrano.

Il cortile interno fa da fulcro e intorno ad esso si ergono a cerchio case dalle alte facciate e tutte precedute da giardini propri. Ci sono due chiese: una riformata, l’altra cattolica appartenente alle Beghine (comunità semi-religiosa del XII sec.). Oggi le Beghine non abitano più qua ma le case sono abitate da anziani, studenti o donne sole. Tra queste case si trova la casa più antica di Amsterdam chiamata : HET HOUTEN HUYS (casa di legno).
Usciamo dal Beghinaggio attraverso una piccola porta che ci conduce nei pressi della Piazza SPUI. La piazza è formata da un delizioso giardino, al centro del quale si erge la statua in bronzo HET LIEVERGE (1960) che rappresenta un monello con atteggiamento canzonatorio. La statua è stata posta a ricordo del movimento dei Provos, i giovani contestatori degli anni ’60, che di questa piazza avevano fatto il loro punto d’incontro.
Costeggiando il canale Singel del XVI sec., un tempo era usato come via di comunicazione per il trasporto delle merci e racchiudeva la parte ovest del nucleo storico della città; ora bella zona residenziale costituita da palazzi e chiese e seguendo il suo corso raggiungiamo il Mercato dei Fiori

IL MERCATO ALL’APERTO DEI FIORI è posto all’estremità del canale ed è attivo dal XVII sec.
Aperto tutti i giorni fino alle 13,00.
Quasi tutti i negozi che vendono prevalentemente bulbi di fiori, sono ubicati su chiatte ormeggiate al canale.
È questo un luogo pieno di fascino, colori e profumi e per persone come noi amanti delle piante e del giardino è un vero paradiso, tanto che ci dobbiamo trattenere per non comprare in eccesso.
Riusciamo tuttavia a riportare a casa un numero consistenze di bulbi di tulipani di colori mai visti in Italia.
Così la mattina trascorre velocemente e usciamo dalla via del mercato solo quando i negozi iniziano a chiudere. La fame si fa sentire pertanto ci dirigiamo verso Piazza Rembrand attraverso una via animata di bar, ristoranti, pizzerie, self service. Scegliamo una pizzeria italiana e devo dire che la pizza è stata veramente ottima (2 pizze + 2 birre € 20,00).

Pranzare oltre che riempire le nostre pance, serve anche per rifocillare le nostre gambe e rilassarci, facciamo il punto della situazione e decidiamo che la prossima tappa sarà la fabbrica di Diamanti.
Prima di raggiungere la Gassan Diamonds House, attraversiamo Piazza Rembrandt, una deliziosa piazza con al centro la statua del pittore e circondata da bar e Coffe shop.

È qui che abbiamo il primo contatto con i famosi coffe shop, dove vendono come fosse normale tabacco, il fumo o erba che può essere usata all’interno dello stesso locale; passando vicino alle loro entrate percepiamo un odore molto strano e vediamo ragazzi seduti sui divani con l’aria molto stordita….. Continuiamo percorrendo incantevoli canali solcati dai battelli turistici fino a raggiungere Waterlooplein. È questa una vasta piazza rettangolare che ospita il mercato delle pulci e il mercato dell’antiquariato.

Proseguiamo fino ad attraversare la Jodenbreestraat, e su una stretta via a destra si trova la fabbrica di diamanti esattamente in Niuwe Uilenburgerstraat 137-175, aperta dalle 9 alle 17.
La centenaria Gassan è un edificio di mattoni rossi, il cui retro si affaccia su un canale, qua, si esegue il taglio dei diamanti ed è gestita dalla famiglia Gassan. La visita è gratuita e guidata. Appena entrati, ci rivolgiamo alla reception che ci dice di attendere la nostra guida in italiano, la quale molto gentilmente inizia il tour spiegandoci tutte le fasi della lavorazione: primo taglio, rifinitura, lucidatura. Le pietre provengono dalle miniere del Sudafrica e Australia, tra il minerale grezzo e il brillante si perde il 50% del volume, la lavorazione finita comporta dalle 25 alle 57 sfaccettature ma la Gassan è famosa per riuscire a fare ben 127 sfaccettature. Dopo questa prima parte della visita la Guida ci introduce in una stanza blindata dove dopo averci spiegato le classificazioni dei diamanti in base al peso, colore, purezza e luce, ci mostra alcuni brillanti che volendo possiamo anche acquistare. Noi signore restiamo abbagliate da tanta bellezza, specie di fronte a un brillante di ben 2 carati e giallo!!!!!!! Bellissimo ma purtroppo non alla nostra portata costo ben € 30.000 circa. Ringraziamo la nostra guida per l’interessante visita riservandoci l’acquisto alla prossima volta.

Continuiamo la visita alla città percorrendo caratteristiche vie attraversate da canali e da innumerevoli bici che creano scorci deliziosi, fino a ritrovarsi nel quartiere cinese.
Questo quartiere un tempo riservato ai marinai ora è pieno di negozi, librerie, supermercati, ristoranti, rosticcerie ecc… tutte cinesi. I cinesi sono arrivati nel 1910 a bordo dei vaporetti, dove lavoravano come meccanici e d’allora la comunità, è sempre aumentata. Il quartiere si trova vicino al NiuwmaarkT. È questo un luogo veramente multietnico si sente parlare il cinese, il creolo, l’olandese, l’arabo è veramente un puor-purry di razze.
In fondo alla piazza spicca un bellissimo monumento fiancheggiato da torri e torrette e risale al 1488. Nel 1617 dopo la colmatura dei fossi che lo circondavano divenne “De wagg” cioè la pesa del burro e formaggio che erano destinati alla vendita. Nella torre ottagonale dell’edificio si trovava l’Anatomisch Theater, ove si tenevano corsi di anatomia sui cadaveri dei condannati a morte, una di queste lezioni è stata immortalata in un dipinto di Rembrandt che si trova ora al museo dell’Aia. La piazza un tempo era, infatti, luogo di esecuzioni pubbliche, ora è un’animatissima piazza multietnica ricca di bar, pub e coffee shop e centro di congiunzione tra il quartiere cinese e quello a Luci Rosse.

Finalmente arriviamo nel tanto richiesto (da parte dei nostri mariti) il lussurioso quartiere chiamato a LUCI ROSSE.
Il quartiere si concentra in diversi angoli della città, ma le vie principali sono: Warmoesstraat, Oudezijds, Voorburgwal e Acterburwal.
Nelle vie è un susseguirsi di vetrine a luci rossi dietro le quali si trovano disponibili ragazze, relativi negozi a temi (sexy shop) , coffee shop, bar e locali di ogni genere (alcuni vendono prodotti esclusivamente a base di maiuriana (caramelle, the, birre, cioccolata, addirittura semi per creare le piantine), bar gay, cinema a luci rosse, hotel tutto a tema. È un vero luogo di perdizione e con un’alta concentrazione di persone, moltissimi turisti curiosi come noi.
Qua nel XVI sec., vetrina dopo vetrina le prostitute iniziarono a lavorare attirando i loro clienti.
Credo che qualsiasi descrizione non possa essere abbastanza colorita da saper rappresentare questo quartiere; ma noi che siamo abbassanti tolleranti e non molto moralisti ci siamo anche divertiti e consiglio a tutti i visitatori di Amsterdam di non perdere queste vie e viverle e scoprirle ognuno a modo proprio.
In questo quartiere esiste anche un importante monumento storico, la chiesa OUDEKERK, la chiesa vecchia della città.

La chiesa (€ 5,00 a pers. ) è dedicata a San Nicola,risparmiata da un incendio nel 1452, presenta un Battistero, un’antica sacrestia e alcune case del XVII e XVIII sec. all’altezza dell’abside. Adesso è impiegata per concerti d’organo e manifestazioni culturali o rappresentazioni.
Considerando che è completamente circondata da negozi con articoli erotici e da ragazze in vetrina è proprio il caso di dire che qua convivono il sacro e il profano.
Ci godiamo così gli ultimi scorci di questa città passeggiando lungo il canale che ci conduce alla stazione e osserviamo quelle che sono definite “ le case inclinate di Amsterdam”. Queste case con trave presentano una strana inclinazione e un gancio per le carrucole per tirar su le merci e la trave che sporge nella parte superiore serviva da paranco. A causa della ridottissima larghezza delle scale, per i traslochi e trasferimenti ci si doveva servire delle finestre, così i mobili o le scatole con la merce erano issati per mezzo della carrucola. L’inclinazione data all’abitazione serviva proprio a tenere il carico discosto dalla facciata.

Intorno alle 18,00 raggiungiamo la stazione, splendido edificio neo-rinascimentale che si eleva su tre isole artificiali e su 8700 palafitte. La costruzione risale al 1881 e si sono impiegati otto anni per realizzarla.
Il nostro tour di Amsterdam termina qua non ci resta che prendere il nostro bus e rientrare a Volendam.
Considerazioni: certamente impiegare solo 1 giorno alla visita di questa spumeggiante e splendida città è assai limitante, penso che come minimo si dovremmo impiegare 3 giorni, tuttavia in questa giornata siamo riusciti a percepire lo spirito libero che aleggia tra i canali, le vie e le piazze di Amsterdam e ad apprezzare la sua architettura sobria ma elegante al medesimo tempo. È una città da conoscere vivendola e un po’ noi l’abbiamo conosciuta, il resto alla prossima.

12 AGOSTO 2009 Mercoledì (tempo : mattina con pioggerellina ma pomeriggio con sole) - Volendam – Edam – Marken KM. 10 ( a piedi + battello)
Oggi è giorno di mercato a Edam, il paese è raggiungibile dall’AA con il bus oppure a piedi o in bici, poiché la distanza è circa km. 2,5.
Decidiamo di raggiungere il villaggio a piedi, tanto la fiera inizia alle 10,,00 per cui abbiamo tutto il tempo disponibile.

La vita di Edam è iniziata nel XII sec., quando coltivatori e pescatori si sono stabiliti lungo il fiume YE (da questo il nome al villaggio). La città ha continuato ad ampliarsi e tra il XVI e XVIII sec. Ha vissuto il suo massimo splendore grazie ai cantieri navali (ben 13), alla pesca delle aringhe e al commercio del formaggio.
Edam si presenta subito ai nostri occhi come una splendida e pittoresca cittadina, non solo per la presenza di abitanti che indossano abiti tradizionali ma perché la città conserva ancora l’architettura del XVII sec. Con vie, canali, ponticelli e bellissime case.

Da visitare :
la Grote Kerk – chiesa tardogotica con torre del XV sec. E splendide vetrate istoriate.
Il municipio settecentesco e la torre quattrocentesca su la cui sommità si trova il carillon più antico del paese.
Certamente la fiera è una riproduzione ad HOC per i turisti ma ciò non toglie fascino e curiosità a tutto l’insieme; essa si svolge nella piazza della pesa del paese, dove sono state anche montate delle piccole tribune, ormai stracolme al nostro arrivo.

Il formaggio perviene sulla piazza, come accadeva una volta, principalmente dalle barche che navigavano sul canale e poi portato sulla piazza e qua stabilito il prezzo settimanale in base al peso e alla qualità.
Con i carri sulla piazza arriva anche la birra.
Vista la grande presenza d’italiani, una gentile signora dell’organizzazione spiega la storia e lo svolgimento dell’avvenimento anche in italiano.
Nel frattempo inizia leggermente a piovere, così terminato lo spettacolo, si riversiamo verso le bancarelle per l’acquisto del formaggio.

Il formaggio di Edam è in piccole forme tonde dalla buccia gialla e si trova aromatizzato in vari modi: al pesto, alla cannella, alle erbe, al pomodoro oltre che al naturale e stagionato. HA UN SAPORE PARTICOLARMENTE DELICATO MA CON RETROGUSTO PICCANTE. A noi è piaciuto molto così ne acquistiamo diverse forme sia per noi sia per regalare.
Ma per eventuali acquisti (lo abbiamo scoperto dopo) si trova un caseificio all’ingrosso lungo il canale che conduce al porto, dove il formaggio può essere assaggiato, il costo è inferiore che al mercato e viene messo sotto vuoto. Qua abbiamo acquisto un buonissimo formaggio molto simile al nostro gorgonzola ma più cremoso e piccante.

Terminati gli acquisti, decidiamo di ritornare al camper a piedi nonostante scenda una leggera pioggia, così continuando la visita al villaggio ci dirigiamo verso il porticciolo di Edam, e da qua seguendo la ciclabile sull’argine della diga arriviamo a Volendam.
Questo itinerario è più lungo del precedente fatto all’andata ma molto più panoramico, infatti, costeggia tutto il mare interno con vista su Marken, Monnickendam fino ad Amsterdam, peccato che la foschia renda tutto più malinconico.

Tornati al camper, un buon pasto caldo ci permette di riscaldarci e rifocillarci per l’escursione pomeridiana a Marken.
Dal porticciolo di Volendam, partono ogni 20 minuti dei traghetti che conducono a Marken, costo € 7,00 A/R a persona. Per la visita di Marken questa è un’ottima soluzione, sia perché la vista sia si gode del porto di Volendam e di Marken dal mare, è assai suggestivo, sia perché a Marken esiste un parcheggio per camper il cui costo è di € 10,,00 al dì indipendentemente dal tempo che si parcheggia (quindi anche per 1 ora è sempre € 10,00).
Marken divenne in passato un’isola nel XII sec. Quando le onde del mare del Nord formarono un mare interno, da vari decenni è nuovamente congiunto alla terra ferma grazie ad una strada sopraelevata. I primi ad insediarsi in questo territorio furono i monaci Frisoni che vi costruirono alcuni poggi su cui edificarono delle case e fattorie, poi a causa delle inondazioni lasciarono l’isola. In seguito Marken divenne porto di pescatori che si dedicavano al commercio dell’olio di balena, ma agli inizi del XX sec. con la chiusura graduale dello Zuiderzee l’attività cessò e gli abitanti passarono alla coltivazione del fieno, considerato uno dei migliori della zona, ora vivono prettamente di turismo.

Dall’attività dei vecchi abitanti deriva l’architettura della zona: case alte e strette, un tempo appoggiate a palafitte su terrapieni artificiali, dipinte di verde e bianco dal tipico frontone triangolare che si aprono su prati e giardini fioriti.
La popolazione di fede protestante ha sempre costituito una comunità chiusa.
Per garantire l’integrità al villaggio è concesso di abitare ai soli discendenti diretti degli antichi abitanti che sono impegnati a conservare e salvaguardare quanto ereditato. Questo permette a noi turisti di visitare un paese “fermo nel tempo”.

Appena sbarcati oltre a un carino negozio di souvenir, si può visitare (gratis ) l’interno di una tipica casetta a due piani del luogo, l’interno di cui vediamo solo il PIANTERRENO ha le pareti in legno incerato e dipinto, ornate da stoviglie e soprammobili, caratteristico il letto incassato nell’alcova.
Da qua ci addentriamo nella parte vecchia del villaggio, non ci sono macchine e le strade sono tutte pulitissime, deliziosi i ponticelli in legno, la piccola chiesetta e la piazzetta centrale ornata da tante casette verdi e dalla chiesa riformata del 1904.

Il villaggio è talmente piccolo che in poco tempo si è fatto il giro e così ci soffermiamo a riposare lungo un canale, dove in fila indiana nuotano una famiglia di cigni, la madre, i piccoli e il padre a chiudere la fila. Per la prima volta abbiamo visto i piccoli dei cigni che assomigliano proprio a degli anatroccoli: ora capisco la fiaba del brutto anatroccolo!!!!!!

Nostra considerazione: per quanto Marken sia veramente caratteristico e dia proprio l’immagine di un luogo fermo nel tempo, devo dire che lo è fin troppo tanto da risultare un paese spento, quindi a parte l’architettura particolare delle case, nient’altro c’è da vedere, così forse è una tappa da poter saltare.
Rientriamo velocemente al camper, anche perché la stanchezza del giorno comincia a farsi sentire ma decidiamo di concederci uno sfizio per cena: grande impepata di cozze.

13 AGOSTO 2009 Giovedì ( bel tempo sole e caldo) - VOLENDAM- NAARDEN- DE HAAR – OUTEWATER- SCHOONHOVEN (KM. 113)
La mattina inizia con le operazioni di rito di ogni partenza, scarico e carico acqua e poi ci rechiamo alla reception della Marina per saldare : 3 notti e 2 giorni € 52,00 – si carta Visa.
Considerando che siamo vicini alla grande Amsterdam e memori del traffico incontrato con l’autobus, abbiamo deciso di saltare la visita delle cittadine di Harlem – Alkamar e Leiden (sarà per la prossima volta) e dirigersi verso Utrecht, aggirando così il nodo stradale di Amsterdam.
Valutando le indicazioni della Guida Michelin abbiamo preferito la visita di piccoli paesi, leggermente fuori dalla rotta turistica a parte De Haar.

Così intorno alle 9,30 ci mettiamo in marcia con direzione Naarden.
Naarden capitale del Gooi, bagnata dal fiume Zuiderzee, fu inghiottita dalle acque nel XII sec., ricostruita nell’entroterra durante il XV sec., fu un’ importante piazzaforte e fu conquistata dagli spagnoli nel 1572, dai francesi nel 1673 e dai prussiani nel 1787.
Naarden è una delle città fortezza meglio conservate d’Europa ed è nota soprattutto per la sua caratteristica forma a stella a sei punte.

La fortezza è composta da sei bastioni, una doppia cinta muraria (in terrapieno) e un doppio fossato riempito d’acqua. quello che noi vediamo oggi risale al XVII sec.
Lo sguardo d’insieme, visto dall’esterno, è notevole e interessante e inoltre pur essendo a soli 23 km. Da Amsterdam è veramente una perla di tranquillità e verde, ordinata e pulita.
Esiste un Posteggio camper al di fuori dei fossati, consiglio quindi di non entrare in città come noi abbiamo fatto, ma bensì fare il giro del fossato fino ad incontrare il posteggio.

Oltre ai Bastioni, da visitare all’interno:
Il municipio rinascimentale con frontoni a gradini del 1601
Grote Kerk (entrata a pagamento) chiesa gotica dedicata a San Vito, interessante la volta a botte in legno decolorata del XVI sec., si può intravedere anche dalla porta senza necessariamente entrare.
Basta circa un’ora per la visita della cittadina e così senza perdere altro tempo ci dirigiamo verso il CASTELLO DE HAAR, sito a pochi km. Da Utrecht.

Di fronte al castello si trova un grande parcheggio a pagamento (gettone € 3,00 da ritirare alla cassa) decidiamo di sistemare i camper e andare diretti alla visita del castello.
€ 8,00 parco + castello, ma ne vale tutti.
Questo castello in mattoni rossi e con imposte e decorazioni in legno rosse e bianche, è il più grande e fiabesco castello d’Olanda, l’esempio perfetto di un castello medioevale.

Circondato da fossati e costruito su un argine del fiume Reno (detto harr da qua il nome al castello) risale al XIV e XV sec. Fu incendiato dai soldati di Luigi XIV e iniziato a ricostruire nel 1890 quando VAN Nijevelt, sposato da pochi anni con la ricchissima Helene de Rothscild, ereditò le rovine di questo castello decidendo di farlo ricostruire senza badare a spese e dotandolo dei confort di ogni genere (elettricità, acqua corrente calda e fredda, riscaldamento). I lavori furono affidati all’architetto Pierre Cuypers che aveva già costruito la stazione centrale di Amsterdam e il Museo Nazionale, e che adottò uno stile neogotico come desideravano i proprietari.

Ai piedi del castello c’era un villaggio creatosi grazie all’uso dei manufatti del castello in rovina, per far posto al parco che avrebbe circondato il nuovo castello, gli abitanti del villaggio furono fatti sloggiare ma a loro furono costruite nuove abitazioni poco lontano su lo stile del castello stesso, dando vita all’attuale paese di Haarzuilens.
Questo castello restò sempre come residenza estiva di campagna e quest’usanza permane tuttora nei discendenti del barone, infatti, questi vi soggiornano l’intero mese di Settembre e in tal periodo il castello è chiuso al pubblico.
Il castello consta di due bellissimi edifici separati ma collegati tra loro da un lungo ponte coperto.
Al castello sono in atto dei restauri per arginare lo sprofondamento del castello stesso, causa appesantimento nei lavori del 1890, e termineranno nel 2012, ciò causa una variazione da periodo a periodo della visita delle stanze del castello.

Le visite sono obbligatoriamente guidate, divieto di foto all’interno, in olandese ma con depliant in Inglese, per fortuna la nostra guida, sapeva perfettamente l’italiano e molto gentilmente stanza per stanza le illustrava anche in italiano. Mille grazie alla gentile signora, anche perché non era minimamente obbligata a farlo.
La visita inizia dalla Sala principale, questa una volta era un cortile interno aperto, in seguito è stato chiuso con un tetto in ghisa decorato nella parte interna con legno di quercia, in questa sala c’è anche una grande vasca in marmo, sarcofago del XVI sec. Che durante le feste veniva riempita di ghiaccio per mantenere fresche le bottiglie.
Si attraversa poi la Sala del parrucchiere, dove si trovano bagni con acqua calda e fredda e un sistema di riscaldamento a vapore (consideriamo che siamo alla fine dell’800), per arrivare alla sala da ballo con decorazioni alle pareti raffiguranti la storia della musica e della danza, mentre sopra il camino è presente la “galleria dei menestrelli” luogo dove stavano i musici, il soffitto è a cassettoni e le pareti arredate con arazzi di Bruxelles del 1500.

Segue la sala dei cavalieri, usata dalla famiglia come soggiorno, i lampadari in ferro battuto pesano circa 450kg. ciascuno, si prosegue per la Biblioteca, stanza di lettura e studio del castello.
Infine visitiamo la camera del signore con un massiccio letto a baldacchino in legno, travi al soffitto con la presenza di acchiappa fantasmi, il tutto molto tetro e pesante mentre la camera della signora è un ambiente molto luminoso, ampio, lussuoso, arredato con tonalità bianche e la stanza da bagno adiacente è una vera chicca. Questa è l’unica stanza del castello che si dissocia per stile dalle altre rispecchiando i gusti della baronessa.
Per ultimo visitiamo la sala da pranzo con un immenso camino e un altrettanto immenso tavolo.

Tutta la visita dura quasi 2 ore e quando usciamo, siamo talmente affamati che diamo solo una rapida occhiata al parco. Il parco, la cui visita secondo me occuperebbe almeno un’altra ora, è molto grande con una parte adibita a giardini fioriti (rose, pergolati, aiole colorate) nella prossimità del castello e un’altra parte a parco con alberi secolari, laghetti e ruscelli.

Vicino al castello si trova anche una chiesetta sempre in stile neogotico ma chiusa.
Sono ormai le 14,00 passate quando rientriamo al camper per il pranzo e dopo un pasto frugale e un piccolo riposino siamo già pronti per la prossima meta: Outewater- il paese delle streghe.

Outewater è una delle città più antiche dei Paesi Bassi, patria del pittore primitivo Gerar David (1460-1523) che in seguito si stabilì a Brugges. Ma è la sua fama è legata soprattutto alla bilancia delle streghe, sulla quale nel XVI sec. erano pesate tutte le donne sospettate di stregoneria. Le donne alla presenza del Borgomastro erano poste su la bilancia e se il loro peso era troppo grande rispetto all’altezza, si riteneva che non potessero cavalcare la scopa, per cui non erano streghe, in caso opposto erano bruciate sull’adiacente piazza.

Adesso la bilancia si trova nella pesa pubblica, edificio rinascimentale con frontone a gradoni che ospita appunto il museo delle streghe (€ 3,00 orario 11-17 ) e tutt’oggi per il piacere dei turisti le donne vengono pesate e poi a loro rilasciato un attestato che indica se sono streghe oppure no.
Molto tempo lo abbiamo perso nella ricerca di un posteggio e alla fine abbiamo parcheggiato nel posteggio situato tra il Comune nuovo e la palestra, vicinissimo al centro, ma la conseguenza di ciò è stata arrivare al museo alle 17,30, quando ormai era chiuso. La situazione ci ha molto deluso giacché eravamo proprio curiose di sapere chi di noi tre è una strega!!!!!!!!

Tuttavia la cittadina è veramente incantevole con i suoi canali, ponticelli e piccole piazze alberate merita veramente una fermata.

Oltre al museo di notevole interesse è lo STADHUIS, un bellissimo edificio rinascimentale con frontone a gradoni preceduto da una scalinata e la Chiesa con un bel campanile.
Passeggiamo per circa un‘ora tra i canali della cittadina incerti sul dar farsi, cioè se cercare un campeggio qua vicino e ritornare al paese domani alle 11,00 quando apre il museo oppure procedere per la nostra direttrice? Siamo molto tentati a restare ma alla fine la decisione è: proseguire.

Cerchiamo di avvicinarsi il più possibile alla zona dei mulini (Kinderdijk)così da esserci presto l’indomani onde evitare ingorghi. Il tratto di strada (N228) che da Outerwater conduce a Gouda è veramente deliziosa, l’itinerario segue il corso del canale e si incontrano bellissime fattorie dal tetto in paglia, alcune edificate al di sotto del livello dell’argine, enormi prati verdi dove pascolano capre, pecore e mucche e cavalli.

Arrivati a Gouda ci dirigiamo per la N207 verso il fiume Reno con l’intento di trovare un ponte per passarlo ma osservando meglio la cartina notiamo che gli unici ponti sono a Nord (ROTTERDAM) O A Sud (UTRECH) rispetto alla direzione da noi presa, notiamo tuttavia la presenza in questo tratto di fiume di battelli che compiono la traversata, uno di questi attracchi è a Schoonhoven, così considerando, l’ora circa le 19,00, decidiamo di fermarci al campeggio del paese proprio sito su le rive del fiume.

Il campeggio “Wilgerak” è ben tenuto, con un porticciolo privato, bar, ristornate, servizi puliti anche se un po’ vecchiotti € 20,00 (corrente compresa) – doccia € 0,50 – pagamento contante.

Dopo esserci sistemati su un grandissimo prato, ci accingiamo a preparare la cena, riservando al dopo cena una passeggiata verso l’imbarco per verificare la possibilità e il prezzo del traghetto. L’imbarcadero è vicinissimo al campeggio, i camper possono traghettare e il costo a equipaggio è € 3,30, ci sembra un’ottima soluzione per raggiungere velocemente la zona dei mulini.

14 AGOSTO Venerdì ( bel tempo) - Scoonhoven – Kinderdijk- Delft KM. 86
Peccato che ieri sera siamo arrivati tardi perché il paese di Schoonhoven, avrebbe meritato una visita. La guida, infatti, mi dice che è un’affascinante cittadina, abbellita da graziose abitazioni e da un pittoresco canale. Sorge alla confluenza del fiume Vlist e del Lek ed è nota per la tradizione nel campo dell’oreficeria (argento soprattutto) perpetuata nel tempo da abili artigiani.

Noi possiamo ammirare solo una piccola panoramica dalla strada che conduce al traghetto. Una breve attesa di 5 minuti e altrettanti per traghettare che ci ritroviamo sulla sponda opposta. Da qua prendiamo la prima strada alla nostra destra, strada posta sopra l’argine del fiume, costeggiamo alla nostra destra il fiume mentre alla nostra sinistra si trovano sotto all’argine bellissime fattorie sempre con il tetto in paglia. Attraverso questo bucolico panorama reso ancora più bello dal sole splendente in meno di 40 minuti troviamo le indicazioni per Kindedijk.
Il posteggio per i camper è ben segnalato, proprio all’inizio del sito dei mulini, costo € 5,00 tutto il dì, fermatevi subito poiché non ci sono altre alternative se volete visitare la zona dei mulini.

Il nome KINDERDIJK significa letteralmente “diga del bambino”, la leggenda, infatti, narra che il giorno di Santa Elisabetta del 1420 durante l’alluvione più pesante mai avvenuta in Olanda una culla con un bambino e un gatto, trasportata dalle acque, andò a depositarsi sulla diga.

In questo territorio della zona dell’Alblasserwaard, a soli 15 km. a Rotterdam, vennero in passato costruiti dei canali per controllare il livello delle acque ma presto il livello del terreno si abbassò nuovamente così si resero necessari la costruzione dei mulini per disciplinare l’afflusso delle acque.

Il complesso composto da19 mulini, i più antichi di essi risalgono ai primi del 1700 e sono 9 a base circolare e 10 a base ottagonale disposti su due file , offre una visione molto suggestiva e particolare e dal 1997 i mulini di Kinderdijk sono entrati nel Patrimonio dell’UNESCO.

La passeggiata attraverso i mulini si può compiere sia a piedi sia in bici, io personalmente la consiglio a piedi specialmente in una giornata di sole come abbiamo avuto noi, infatti, solo percorrendo lentamente il lungo canale dei mulini si possono percepire sensazioni e scorgere scorci tipicamente olandesi che v’indurranno a scattare numerose foto.

Un’altra possibilità è percorrere il canale in battello, il cui attracco è vicinissimo al posteggio dei camper.
Solo un mulino è visitabile anche all’interno (€ 3,00 a pers.).
Sono ormai le 11,30 quando ritorniamo ai nostri camper e ci rendiamo conto che l’afflusso dei camper è notevolmente aumentato tanto da ingolfare l’ingresso del parcheggio, fortuna che siamo arrivati presto, decidiamo pertanto di lasciare spazio ad altri e ci apprestiamo ad affrontare il traffico di Rotterdam.

Di comune accordo già dalla sera precedente avevamo deciso di non fermarci a Rotterdam ma di recarci direttamente a Delft, onde trascorrere il fine settimana di Ferragosto anche se in Olanda essendo paese prevalentemente Protestante il 15 Agosto (giorno dedicato alla Madonna) non viene celebrato.
Da Kinderdijk ci dirigiamo verso l’autostrada A15 per attraversare Rotterdam, per fortuna il traffico è scorrevole e senza difficoltà superiamo Rotterdam imboccando l’E19 direzione Delf. Da questa autostrada ormai in prossimità della città ,prendiamo l’uscita 10 e ci dirigiamo verso Delfgauw (Sobborgo di Delf ), dove è ubicato il campeggio Uylenburg , consigliato da molti camperisti.

Facilmente troviamo il campeggio che si presenta molto alla Fermè ma estremamente tranquillo, pulito e accogliente, immerso nel verde e circondato da animali (cavalli, mucche, galline) a soli 2 km. Dal centro di Delft. Come infatti ci spiega la Signora, il centro si può facilmente raggiungere o a piedi ( circa 20-30 )mm o in bici (10 mm), oppure raggiungere l’Ikea a circa 1 km dal campeggio e da là prendere l’autobus per Delft.
Campeggio UYLENBURG a Delfgauw www.uylenburg.nl
Costo € 21,00 al dì (camper + 2 persone + elettricità) – si carta Visa ma con maggiorazione
Doccia 0,50

Zona servizi campeggio
piazzola campeggio

È ormai ora di pranzo quando terminiamo di sistemare i camper nelle loro relative piazzole e vista la bellissima giornata, decidiamo di pranzare, Finalmente!!!, col tavolino fuori.
È questa la seconda volta in tutto il viaggio che possiamo sistemare il tavolino fuori e pure
Pranzare all’esterno.

Il primo pomeriggio viene impegnata dai componenti del gruppo a vari lavoretti personali, quali fare il bucato, lavarsi i capelli, rassettare il camper o semplicemente riposarsi. Ma verso le 16,00 decidiamo di muoversi anche perché le nostre cambuse necessitano di essere rifornite, così noi che siamo forniti di bici decidiamo di raggiungere il centro per fare una prima perlustrazione mentre gli altri ci raggiungeranno più tardi.
Raggiungere Delf in bici è un vero sballo, attraversiamo un bellissimo parco, attraversato centralmente da una sola strada asfaltata, mentre all’interno ci sono numerose piste ciclabili e per cavalli o sentieri pedonali, punti di ristoro, un bellissimo lago il tutto immerso in un fantastico bosco.

il parco di Delftse Hout

Attratti dal parco cominciamo a esplorarlo aggirandoci attraverso le numerose piste ciclabile, fino a risbucare sulla via principale in prossimità del campeggio “Delftse Hout”,
per curiosità mi soffermo a chiede se hanno posto per camper e il costo : € 32,00 al dì (camper + 2 persone + elettricità). Il campeggio sembra almeno esternamento molto carino ma estremamente internazionale e grande e detto ciò non rimpiango minimamente il nostro campeggio alla natura.
Il primo impatto con la cittadina di Delft è eccitante, secondo noi uno dei luoghi più belli e pittoreschi di tutta l’Olanda. Con i suoi canali alberati, le sue case dalle facciate a gradoni, i ponti, i negozi che vendono ceramiche: è un susseguirsi di scorci da cartolina.

Rimandiamo però all’indomani la visita della città e raggiunti i nostri amici al parcheggio della stazione (sono arrivati col bus preso all’Ikea) ci dirigiamo verso un grande supermercato del centro che avevamo scoperto durante la precedente perlustrazione.
Questo supermercato, molto grande e ben fornito, si trova praticamente nel centro di Delft è aperto fino alle 19,00 e anche il sabato e la domenica resta aperto anche se in orario ridotto.
A questo punto della serata non ci resta che rientrare al nostro campeggio, così terminiamo la serata con un'altra bellissima passeggiata nel parco.

 

15 AGOSTO sabato DELFT ( bellissima giornata sole e caldo) km. 10 in bici
Anche stamani, noi decidiamo di raggiungere Delft in bici, mentre i nostri amici su nostro consiglio hanno deciso di arrivare attraversando il parco a piedi, punto di ritrovo la piazza principale.

Le origini di questa città risalgono al 1075, la sua ricchezza inizialmente era legata alla tessitura degli arazzi e alla produzione della birra. Nel 1246 la città divenne municipio e nel 1580 Guglielmo D’Orange la scelse come sua residenza. Il massimo splendore per la città si ebbe nel XVII sec. soprattutto grazie all’industria della ceramica azzurra che si sviluppo sotto l’influsso della ceramica cinese importata dalla Compagnie delle Indie Orientali che qua avevano sede. Sono di quel periodo la costruzione dei bellissimi edifici del centro storico. Una grave esplosione dell’arsenale nazionale nel 1645 distrusse quasi tutta la parte medioevale della città e il centro ricostruito alla fine del 1600 è quello che tutt’oggi si presenta ai nostri occhi.

Delft è famoso nel mondo per la ceramica blu e per aver dato i natali al pittore Vermeer, che qua nacque e passò quasi tutta la sua vita, trovando ispirazione per i suoi dipinti.
Entriamo nel centro storico attraverso la Porta dell’EST, Anticamente Porta Santa Caterina, è l’unica porta che resta dell’antica cinta muraria, e risale ai sec. XV e XVI, è una bellissima costruzione in mattoni rossi fiancheggiata da due torrette.

Porta dell’Este
Mark e lo Stadhuis

Arriviamo così al cuore della città la piazza o Mark. Questa ampia piazza si sviluppa tra la Chiesa nuova (Nieuwe Kerk) e il municipio (Stadhuis).
Quest’ultimo fu costruito nel 1620 e ha finestre a crociera e vetrate con graticcio in piombo; la parte della facciata che da sulla piazza è ornata di conchiglie mentre sulla parte posteriore si erge un torrione del XV.

La Nieuwe Kerk è una basilica del 1400, con un campanile gotico alto 108 mt, con un bellissimo carillon. La visita della chiesa è a pagamento (€ 3,30 a persona compresa anche la visita alla chiesa VECCHIA) ma vale la pena. Nell’interno, nel coro, si trova il barocco mausoleo di Guglielmo I il Taciturno, costruito tra il 1614 e il 1621, nella cripta sottostante il mausoleo sono sepolti 41 principio e principesse della casata degli Orange Nassau.

Ricongiunta la compagnia, iniziamo il giro della città, dove oggi, lungo i canali è presente un bellissimo e grande mercatino delle pulci, mentre nella piazza dietro il Municipio c’è un mercato alimentare, è inoltre in corso un Festival di Jazz (14-15-16 Agosto) quindi in molte piazze o slarghi sono allestiti palchi per i concerti che iniziano già dal primo pomeriggio fino a notte inoltrata.

Ci dilettiamo a passeggiare lungo i canali, fotografando angoli tipici e assaporando l’atmosfera raffinata e antica della città, soffermandoci di volta in volta presso i monumenti più significativi come:
-la Chiesa Vecchia (Oude Kerk)che si specchia nel Canale vecchio e risale al 1250 ma è stata più volte rimaneggiata, da apprezzare soprattutto il suo pulpito intagliato del 1548; inoltre all’interno numerosi sono i monumenti funebri di personaggi illustri, tra cui l’ammiraglio Piet Heijin, che sconfisse l’armata spagnola nel 1558 , Antonie Van Leeuwenhoek, inventore del microscopio,e il pittore Vermeer, la cui lapide tombale è coperta di fiori freschi.

-Il Prinsenhof antico convento femminile che fu trasformato da Guglielmo d’Orange in residenza. Fu qui che nel 1584 per ordine del re Filippo II di Spagna, fu assassinato Guglielmo il Taciturno. Oggi è sede del museo civico di Delft.
Così passeggiando e osservando arriviamo all’ora di pranzo e incuriositi dal mercato alimentare, ci dirigiamo verso di esso con l’intenzione di mangiare qualcosa di sfizioso e tipicamente olandese. In realtà qualcosa di sfizioso e particolare troviamo: ad una bancarella del mercato vengono vendute aringhe fresche, spellate e mangiate crude, in un sol boccone……Quasi sarei tentata dal provare ma la paura che il mio organismo non possa essere abituato a tale cibo mi frena così assieme a mio marito e a Simonetta preferiamo dei bellissimi filetti di platessa appena fritti accompagnati da un fresco panino.

Il resto della compagnia invece si ferma in un bar per mangiare un semplice panino imbottito al salmone.
Terminato il pranzo, ci immergiamo nel mercato facendo vari acquisti, dopo di che solo io e mio marito decidiamo di restare ancora in città mentre il resto della compagnia fa rientro al campeggio.

Rimasti soli, lasciamo le bici posteggiate assieme a altre decine e vagabondiamo attraverso i canali e il mercatino delle pulci, visitiamo la Chiesa Vecchia, il quartiere, dove abitava Vermeer e dove si trova l’unica Chiesa cattolica di Delf, facciamo acquisti in uno dei tanti negozi di ceramica blu e infine ci riposiamo ascoltando musica jazz.
Ci sentiamo veramente attratti e affascinati da questa pittoresca città, dove contemporaneamente si respira aria antica e moderna.

Sono circa le 16,30 quando riprendiamo le nostre bici e decidiamo di andare a visitare il giardino botanico ma quando arriviamo, riusciamo solo a fare un giro veloce poiché la chiusura è alle 17,00.
Ci dirigiamo così verso il campeggio e data la bellissima giornata decidiamo di percorrere i sentieri all’interno del parco costeggiando il bellissimo lago scoperto il giorno precedente.
Arriviamo al campeggio ormai a tarda sera ma felici di aver trascorso un sereno, tranquillo e caldo ferragosto.


16 AGOSTO 2009 – Domenica (tempo variabile e fresco )-DELFT- AIA KM. 30 in tram
La giornata si presenta ventosa e non molto soleggiata ma siamo abbastanza euforici di recarci all’Aia: finalmente vedremo il famoso quadro “la ragazza dall’orecchino di perle”.
Visto la breve distanza che intercorre tra Delft e l’Aia decidiamo di avvalerci dei mezzi pubblici per raggiungere la capitale dell’Olanda. Per prima cosa ci dirigiamo verso la piazza della Stazione, poi decideremo se prendere il treno oppure il tram la cui fermata è proprio in Piazza; in realtà per anticipare i tempi avremmo voluto prendere il bus all’Ikea che porta direttamente alla stazione ma oggi giorno festivo, il bus passa di rado e avremmo dovuto aspettare quasi 45 minuti prima del suo arrivo, pertanto pieni di energia mattiniera decidiamo di fare tutto il tragitto a piedi.

Arrivati alla Stazione, vediamo che il tram sta per passare, optiamo per esso: biglietto sul bus € 3,30 a/r a persona e in circa 20 minuti ci troviamo in pieno centro dell’Aia.
La città è sede del governo olandese, residenza della regina e sede di numerose ambasciate, è inoltre protetta dal mare da imponenti dighe.

Il suo nome olandese Den Haag significa “recinto di caccia “ in quanto re Guglielmo II (re della GERMANIA) qua aveva la sua tenuta di caccia e attorno alla residenza, sorse la città, intorno al 1248. È in questa città che nel 1586 si riunirono tutte le province olandesi per formare la loro unione.

Nel XVII sec. l’Aia crebbe d’importanza diventando uno dei principali centri diplomatici e intellettuali d’Europa. Lo status di città fu garantito a Den Haag da parte delle forze di occupazione francese nel 1806, quindi diversi secoli dopo rispetto alle altre città d’Olanda da qui il detto che “Den Hagg non è una vera città ma un semplice villaggio”, tuttavia nel 1815 Guglielmo I (primo re D’Olanda) istituì la sede della monarchia costituzionale proprio
All’Aia, dove tutt’oggi ancora risiede.
A causa di questa storia peculiare, l’Aia non ha un vero e proprio centro storico anche se dopo il 1850 notevoli furono le estensioni urbanistiche che vi furono effettuate.
Nel 1913 furono ultimati i lavori al Palazzo della Pace e oggi è anche sede della Corte di Giustizia Internazionale e dei Tribunali Penali Internazionali.

L’Aia si trova su di un terreno pianeggiante, ricca di giardini, viali e parchi e subito ai nostri occhi ci appare come una città diversa dalle altre città olandesi: assai più moderna, tipicamente europea, elegante e mondana; va comunque considerato che buona parte di essa è stata ricostruita dopo la seconda guerra mondiale a causa degli ingenti bombardamenti subiti, infatti qua i tedeschi avevano innalzato il cosi detto “Muro Atlantico”. Esso era un vasto sistema di fortificazioni costiere ideato come difesa contro l’anticipata invasione dal continente da parte delle truppe anglo-americane.

Il centro storico occupa una piccola parte intorno al Binnenhof ma noi decidiamo di dedicare la visita alla città nel pomeriggio, nostro primario obiettivo è il museo “Mauritshuis”.
Questo museo il più importante dei Paesi Bassi e uno dei più prestigiosi musei d’Europa al pari del Louvre e dell’Ermitage di San Pietroburgo, è situato in una splendida casa fatta costruire nel 1640 nel più autentico stile classico, dal ricco mercante Johann Maurits.

Egli oltre che ricco mercante era anche un fine e colto collezionista di preziose opere d’arte, quelle che noi oggi vediamo. L’importante collezione comprende dipinti dei più famosi pittori olandesi come Vermeer, Rembrandt, Potter, Frans Hals. Le opere più famose e conosciute: Ragazza coll’orecchino di perle di Vermeer e Lezione di anatomia del dottor Tulp di Rembrandt.
COSTO MUSEO : € 10,50 compresa audio guida in italiano, ma il costo del biglietto ne vale tutto e grazie all’audio guida si possono ammirare e apprezzare le più importanti opere esposte; il museo si sviluppa su due piani, quindi non è dispersivo ed eccessivamente grande tuttavia tanti sono i dipinti che usciamo dal museo alle 13,45, sazi di quadri ma affamati di cibo.

Ignari di dove poter trovare un locale per pranzare ci dirigiamo verso la zona pedonale, appena dietro al museo. La via è ricca di negozi e centri commerciali che pur essendo domenica, sono aperti, così decidiamo di pranzare presso un self-service di un centro commerciale dove prendiamo una pizza e un pezzo di torta di mele ciascuno, non era proprio il massimo ma passabile.
Rifocillati, iniziamo il tour della città partendo dal Binnenhof.
Questo luogo è la parte più vecchia dell’Aia e anche il cuore del potere politico
dell’ Olanda, peccato che le visite turistiche guidate non ci siano così dobbiamo accontentarci di osservare il complesso solo dall’esterno.

Quella che ai nostri occhi sembra l’entrata di una chiesa in realtà è l’entrata che conduce alla SALA DEI CAVALIERI (Ridderzaal), una delle due Camere degli Stati Generali. Ultimata nel 1280, essa era concepita in origine come sala delle feste del conte Guglielmo II d’Olanda, oggi è destinata all’incontro dei membri delle due Camere in occasione del discorso annuale della regina. Altri splendidi palazzi si affacciano su questa prima corte, tutti risalenti dal XV al XVII sec. e tutte sedi di uffici governativi.

Binnenhof

Usciti dal Binnenhof ci dirigiamo verso il laghetto della Corte “ la Korte Vijverberg” da dove si gode una superba veduta sul laghetto di forma rettangolare nelle cui acque si specchiano le finestre delle sale delle Tregue e della prima Camera nonché il Mauritshus.

Al Centro si trova un isolotto ricoperto di alberi con una fontana a zampillo ciò è molto, molto spettacolare.
Proseguiamo raggiungendo una grandissima piazza alberata “Plein” dove ha sede il Ministero della Difesa, oggi la piazza è animata da un vivacissimo e interessante mercato dell’Antiquariato, per cui ci dilettiamo a passeggiare all’interno della Piazza osservando i palazzi che la circondano, sedi di ambasciate, e ammirando lungo il viale “Lange Voorhout”, con un po’ di sconcerto e un po’ di ammirazione la mostra dello Scultore messicano Javier Marin.

La Corte Vijverberg
SCULTURE DI Javer Marin

Proseguiamo la visita della città dirigendoci fino al Palazzo Noordeinde del XVI sec. e XVII sec., costruito per essere residenza della vedova di Guglielmo Il Taciturno è oggi sede degli uffici della regina Beatrice; continuiamo lungo una via ricca di negozi di antiquariato fino a raggiungere Groenmark. È questa la piazza principale dell’Aia, dove si affacciano il Municipio e la Grande Chiesa, da qua si diramano numerose via pedonali con bellissimi negozi.
Così mentre i nostri uomini si riposano su di una panchina, noi ne approfittiamo per fare un po’ di acquisti poiché i negozi qua già vendono abiti autunnali.

Dopo circa mezz’ora recuperiamo i nostri mariti e continuiamo a passeggiare fino ad incontrare una bellissima galleria commerciale in stile liberty chiamata “De Passage”, proprio perché passaggio da una via all’altra, attraversatala ci ritroviamo alla fermata del nostro tram.
Sono circa le 18,00 quando siamo nuovamente alla Stazione di Delft e anche per il ritorno decidiamo di rifare tutta quanta la strada (circa 3 km) a piedi poiché superata l’lkea il sentiero attraversa un bucolico paesaggio ricco di stagni e volatili, il tutto molto suggestivo e rilassante.
Arriviamo al campeggio ormai in tarda serata, commentando che abbiamo trascorso una bellissima giornata, varia ed interessante, ora non ci resta che fare una bella doccia e una deliziosa cenetta.

17 AGOSTO 2009 lunedi – (Tempo variabile al bello ma ventoso ) KM. 224 da DELF a BRESKENS Attraverso tutto lo Zeeland
La giornata di oggi sarà impiegata alla visita dell’ultima parte dell’Olanda, la regione dello Zeland.
Partiamo da Delf, verso le 09,00 dopo aver compiuto le solite operazioni di scarico e carico; prendiamo l’E19 e poi l’E25 direzione Vlaaeding, prima di raggiungere questo paese, imbocchiamo l’A4 per poter effettuare l’attraversamento del fiume, dopo di ché prendiamo l’A15 direzione Rozenburg, fino ad imboccare la N57, con direzione Hellevoetsluis. La statale N57 sarà la strada che seguiremo per attraversare lo Zeeland.

Zelanda, ovvero “terra del mare” è situata nella parte sud-occidentale dell’Olanda e fino agli ultimi decenni era rimasta una zona isolata, le cui cittadine e porti erano continuamente sferzati da forti venti e gigantesse tempeste.
Questa regione è conosciuta anche come la “regione del Delta” poiché situata alle foci del fiume Reno, della Mosa e dello Schelda, quindi una zona ricca d’isole ed estuari esposti verso il Mare del Nord. È chiaro che tale posizione geografica e morfologica facesse sì che i terreni fossero spesso inondati ma fu l’inondazione, enorme e drammatica, del 1953 a determinare le costruzioni di dighe sui bracci del Delta.

A tutt’oggi essa resta una zona selvaggia e naturale, nonostante che le costruzioni delle dighe abbia fatto aumentare il turismo e quindi i porti.
Il turismo, prevalentemente composto di Belgi e Tedeschi, oltre che da Olandesi si proietta sulle lunghe e assolate spiagge del Mare del Nord, protette da alte dune e ben attrezzate per i villeggianti.
Altra ricchezza della regione è l’agricoltura e soprattutto la produzione di patate.
Questa zona assieme all’isola di Texel, secondo noi, sono le più belle e affascinati dell’Olanda e certamente dove sarebbe opportuno impegnare più giorni.

Giunti a Hellevouetsluis, ci soffermiamo ad ammirare la fortezza, ben conservata, posta proprio sul porto della cittadina ma il forte vento e l’aria quasi fredda ci scoraggia a uscire dal camper; proseguiamo quindi verso la prima diga del Delta, chiamata “ dell’Haringvliet”. Innalzata tra il 1955 e il 1971, per costruirla si attrezzarono delle isole artificiali, è lunga 5 km. e conta di 17 chiuse, con uno scarico centrale atto a mantenere l’equilibrio tra acqua salata e dolce.

Superata la diga, usciamo momentaneamente dalla Statale per dirigerci verso la spiaggia, curiosi di osservare questo litorale. Troviamo un ampio parcheggio ai piedi di alte dune (da notare che qua ovunque vige il divieto di sosta notturna camper ed è ben evidenziato) ma per raggiungere la spiaggia dobbiamo ben faticare a salire le alte dune ma una volta in alto, ai nostri occhi ci appare una bellissima spiaggia, infinitamente lunga e larga di sabbia chiara e fine e certamente sfruttata dai bagnati poiché è attrezzata di paravento e lettini.

Dopo circa 45 minuti riprendiamo nuovamente la via imboccando la N57, verso la seconda diga e Port Zelande.
Questa cittadina è dotata di una bellissima e grande marina e sicuramente questa è la zona più turistica , notiamo, infatti, che qua i parcheggi sono tutti a pagamento e quelli situati in prossimità dell’accesso alle spiagge sono molto pieni. Decidiamo pertanto di proseguire raggiungendo in breve la terza e più importante diga: “Stormvloednering Oosterschelde” .
Questa diga iniziata nel 1976, nello Schelda orientale, fu terminata 10 anni più tardi e la strada che lo attraversa inaugurata nel 1987.

Quest’opera idraulica lunga 3 km. È l’unica al mondo e permette la comunicazione tra l’estuario e il mare. La diga antitempesta è costruita su enormi pilastri dall’altezza di 38 mt, tra i quali in casi d’emergenza, scorrono paratie d’acciaio larghe 40 mt. In condizioni climatiche normali le paratie restano aperte permettendo così le attività di pesca, ostricoltura e miticoltura ma in caso di necessità possono essere calate in meno di 1 ora.
La sala operativa è posta sull’isola artificiale, collocata a metà diga, qua, si trova anche il centro visitatori e il centro espositivo relativo alla costruzione della diga.

Ovviamente ci fermiamo in uno dei posteggi in prossimità della sala operativa ma dalla parte che dà sul Mare. Il vento è fortissimo tanto che dobbiamo addirittura coprirci la testa con un cappello, ma ci facciamo coraggio e usciamo dal camper, decisi a sfidare il freddo pur di osservare da vicino la diga e scattare alcune foto.
Nel frattempo si è fatta ora di pranzo, se fosse stato meno ventoso questo posteggio sarebbe stato l’ideale per fermarci ma preferiamo proseguire a cercare un luogo più riparato.
Superata la diga, troviamo un parcheggio di un centro sportivo, riparato dal vento del mare da alte siepi di nocciolo e ci fermiamo per il pranzo.

Mentre pranziamo il vento ha spazzato totalmente le nubi e un caldo sole ha scaldato l’aria, così ci ritroviamo fuori a sorseggiare il caffè e nel frattempo facciamo incetta di nocciole.
Riprendiamo il viaggio proseguendo per N57 fino all’incrocio con la N287, direzione Oostkappelle.
Attraversiamo una campagna ben coltivata e ordinata fino a raggiungere prima Ooostetkapelle, paese posto di là dalle dune e circondato da boschi, poi Domburg.

A Domburg, oggi Lunedì è giorno di mercato e sembra anche un bel mercato ma ciò ci impedisce di trovare posteggio per i nostri camper, peccato perché avevo letto cose interessanti su questo paese.
Domburg è un paese ricco di storia, abitato fin dai tempi più antichi (circa 1000 a.c.), è una nota località balneare fin dalla fine del 19° sec. ed ha accolto molti artisti tra cui i più famosi: Mondrian e Jan Toorop, i quali in molti suoi quadri hanno riprodotto immagini di questa cittadina. Ma è soprattutto la natura che lo circonda ad affascinarci: alte dune si mescolano a boschi di latifoglie, le sue lunghissime spiagge sono considerate le più pulite e le più belle dell’Olanda e le acque del suo mare considerate terapeutiche e le più sicure del Mare del Nord.

Impossibilitati a sostare siamo costretti a proseguire, la strada adesso costeggia le alte dune e proseguiamo per alcuni km. Attraverso un bellissimo paesaggio, fino a giungere al paese di Westkapelle.
Facilmente troviamo da parcheggiare lungo mare di là dalla diga, poco prima dell’inizio del paese.
Westkapelle, estrema punta occidentale del Walcheren, è conosciuto soprattutto per il suo faro, ben visibile dalla città, perché costruito su di un campanile di una chiesa distrutta da un incendio nel 18° sec. Nel 19° sec. una luce fu aggiunta sulla sommità del campanile rendendolo così un faro.

Anche un triste episodio avvenuto durante la 2° Guerra Mondiale ha fatto conoscere questo paese.
Il 3 ottobre del 1944, la diga a sud del paese fu bombardata dagli Inglesi al fine di alluvionare il Walcheren e così inondare le truppe di occupazione tedesca. Circa 180 abitanti furono uccisi dai bombardamenti e il paese quasi completamente cancellato dalla faccia della terra; l’1 novembre 1944 truppe alleate a bordo di anfibi arrivarono dal mare e dalla diga ma ci volle quasi 1 anno per liberare la zona.

Questo paese fino a pochi anni fa era particolarmente chiuso in se stesso, tanto che i Cognomi esistenti erano pochissimi, così a fine di riconoscersi gli uni con gli altri, iniziarono a darsi dei Soprannomi , tutt’oggi quest’ usanza esiste, anche se grazie al turismo la città si è aperta anche all’esterno.
Lasciato il camper, ci dirigiamo verso il paese per raggiungere il famoso faro, il paese si presenta formato da casette nuove, ordinate e con dei fioriti giardini.

La cosa che ci ha incuriosito era la presenza di cestini, fuori dalle porte di alcune case, con ortaggi vari,patate, porri, bietole,cipolle ecc. come se fossero in vendita ma non c’era nessuno; alla fine, assai incuriosite, ci siamo avvicinate e abbiamo notato la presenza di una cassetta chiusa con un foro per infilare i soldi, quindi potevamo servirci da soli e mettere il corrispondente denaro (ogni fornitura aveva il prezzo scritto) nella cassetta.
Abbiamo acquisto le patate e posso garantirvi che erano buonissime, gustose, leggermente salate e friabili forse non proprio adatte per fare fritte ma assolutamente da acquistare.

Arriviamo al famoso faro: è veramente impressionante e spettacolare,al di là del campanile un cimitero dei morti della Seconda Guerra Mondiale. Continuiamo la visita imboccando la strada principale , dove si trovano diversi negozi, forse gli unici della cittadina, e in fondo alla via, vicino alla diga il Museo della Seconda Guerra Mondiale, dove in ricordo del triste episodio è conservato all’esterno un mezzo anfibio che possiamo tranquillamente visitare anche all’interno.

Immagini di Westkapelle

Molto tranquillamente e godendoci la serena atmosfera che regna in questo particolare paese, rientriamo ai nostri camper, ponendoci come obbiettivo finale della giornata di raggiungere la costa di fronte a dove siamo adesso, ma un braccio di mare ci separa perciò analizzando la cartina notiamo che le possibilità sono 3:
-Arrivare fino ad Anversa, ma l’ itinerario è troppo lungo e quindi subito scartato
- attraversarlo usufruendo del nuovo tunnel sotterraneo a Ellewoutsdijk
- provare a vedere se a Vlissingen i traghetti fanno anche trasporto auto

Decidiamo di provare da Vlissingen , tanto male che vada l’ allungheremo di poco.
In breve arriviamo al paese che dobbiamo attraversare dall’interno per raggiungere il porto, ci appare immediatamente come una bella cittadina, dotata di un bel lungomare con un’antica fortezza e mura vecchie, sicuramente varrebbe una fermata.
Improvvisamente ci perdiamo tra le stradine sempre più strette della centro ma grazie all’aiuto di un signore con quale comunichiamo in francese riusciamo ad arrivare al porto ,ma sorpresa: i traghetti esistono ma da quando hanno costruito il tunnel sottomarino il trasposto è solo per le persone e le cose ma no auto.
Primo tentativo fallito, ci dirigiamo allora verso il tunnel in località Ellewoutsdijk ma poichè nel forum un camperista mi aveva detto che non era economicamente conveniente , decidiamo di informarci sul prezzo prima di accedere al tunnel.

In circa 20 minuti siamo in prossima del tunnel e i cartelloni indicano che il costo per i camper è € 17,30, direi che il costo è più che accettabile considerando che in 10 minuti siamo già dalla parte opposta.
Il Westerscheldetunnel è lungo 6,6 km. , raggiunge i 60 mt sotto il livello del mare e conduce nelle Fiandre Olandesi alla città di Terneuzen; viene considerato uno dei più sicuri tunnel d’Europa.

Poiché l’obbiettivo dell’indomani è Brugges, arrivati a Terneuzen prendiamo la N61 direzione Oosterburg.
Qua il paesaggio è molto noioso, con paesi assai distanti tra loro, e una campagna spoglia quindi a Schoondijke prendiamo una stradina che ci conduce verso il mare con la speranza di trovarvi un campeggio, ma in realtà ci perdiamo tra i campi e troviamo solo fattorie fino a che non raggiungiamo il paese di Breskens, nota località balneare e sita sulla costa opposta di fronte a Vlissingen, il paese dove ci trovavamo poco tempo prima.

I campeggi sono numerosi ma noi ci fermiamo al BEACHPARC Schoneveld, un bellissimo campeggio internazione, con piscina, piazzole erbose enormi e servizi nuovissimi.
Costo : € 26,50 camper + 2 persone corrente compresa ,carico e scarico
€ 0,65 gettone doccia (no carta visa )
Inoltre come scopriremo l’indomani è situato a 50 mt dal mare.
Un’alta duna, fornita di scaletta, separa il campeggio dalla bellissima spiaggia tanto che con mio marito abbiamo pensato che un posto così piacevole e accogliente avrebbe valso un soggiorno di almeno 2 giorni, ma ancora sono tante i luoghi da visitare prima di rientrare, così ci accontentiamo di averlo scoperto e chi sa che in un futuro si possa ritornare.

Oggi è stata una lunga e intensa giornata, dopo una calda doccia desideriamo solo una buona cena e un buon sonno.

18 AGOSTO 2009 Martedi’ – BRENKENS (OLANDA)-GENT (Belgio)- ARLON (Francia) KM. 300 - Tempo : sole e caldo
La giornata comincia con molta calma e con alcune variazioni sul tema: esattamente c’è un cambio di programma , l’obbiettivo della giornata non sarà più Brugges ma Gent, in quanto quelli della compagnia che non sono mai stati a Brugges, ci dicono che non gli importa visitarla. Valutando tale risposta ma anche delusi da tale risposta, optiamo per una città del Belgio che la maggioranza di noi non ha visto e che ci permetta anche di abbreviare la strada per l’Alsazia, obbiettivo dell’ domani.

Quindi studiamo la cartina e ci dirigiamo verso Gent: da Brenkens prendiamo la N58 fino ad imboccare la N253 e a Draaibrug deviamo per la N261 che lasceremo a Maldegem per la N9 che ci condurrà dritti a Gent.
Trovare il parcheggio a Gent non è cosa facile, l’importante è non fare come noi che nella speranza di trovare un parcheggio più vicino possibile al centro storico, poiché alcuni di noi avevano difficoltà a camminare molto, ci siamo letteralmente infognati nella zona pedonale e riuscirne fuori non è stato facile. Conviene restare un po’ al di fuori del perimetro prettamente centrale , noi abbiamo parcheggio, a pagamento, vicino al centro universitario.
Sono circa le 10,30 passate quando ci dirigiamo verso il centro storico di Gent e IMPIEGHIAMO CIRCA 20 MINUTI A RAGGIUNGERE IL MERAVIGLIOSO CENTRO STORICO.

Cittadella delle Fiandre, secondo porto del Belgio, centro industriale e universitario, Gent è posta alla confluenza del Lys e dello Schelda, quindi percorsa da numerosi canali.
Il termine Gent deriva dal celtico GANDA cioè confluente.
Gent è una città ricca di storia, ha dato i natali nel 1500 a Carlo V e numerosi sono i monumenti di notevole rilevanza artistica, soprattutto di epoca medievale.

Se non ci fosse stata Parigi, Gent sarebbe stata la più grande città medievale d’Europa.
Seguendo il canale arriviamo dritti al ponte ST. MICHESBURUG da dove si ha una bellissima prospettiva d’insieme su monumenti e le facciate della città vecchia.
Da qua si vedono le torri di San Nicola (bellissima chiesa del XIII e XVI sec. in gotico fiammeggiante) le torri campanarie di San Bavone (la cattedrale) , l’abside di SAN Michele, in stile gotico tardivo, giustapposta all’antico convento dei Domenicani del XV sec; si vedono il muro merlato del Castello dei Conti e in primo piano le case sulle banchine delle ERBE e del GRANO.

Qui nel Medioevo vi era il porto, ora il molo delle ERBE è fiancheggiato da case del XII e XVII sec.
Passeggiamo lungo il vecchio molo e ci immergiamo in un’atmosfera che ci ricorda molto del medioevo ma coscienti che il tempo a nostra disposizione è limitato poiché il ticket del posteggio scade alle 13,00, ci dirigiamo verso il fulcro della città , cioè la piazza della cattedrale.

Passiamo attraverso la vecchia piazza del mercato, il municipio ma i lavori pubblici che stanno fervendo proprio nel centro guastano l’immagine dei palazzi e delle vie, che in condizioni normali devono essere proprio magiche. Ecco è proprio una sensazione di magia e di fatato che trasmette questa cittadina.

Arriviamo alla torre campanaria , BEFFROI, alta 91 mt e dominata da un dragone che simboleggia la potenza delle corporazioni di Gent nel Medioevo; il suo carillon è composto da 52 campane. I lavori a questa torre iniziarono nel 1313 e durarono fino al 1380. Arriviamo finalmente alla Cattedrale di San Bavone che è stata edificata su un sito di una chiesa romanica dedicata a San Giovanni (XII sec.) e i cui resti si trovano solo nella cripta Cattedrale.
Costruita in più tappe dal XIV al XVI sec presenta diverse influenze del gotico:
scaldico (coro), brabantino (torre) e fiammeggiante (navata).

All’interno particolarmente degni di nota sono :
il Polittico dell’ADORAZIONE DELL’AGNELLO MISTICO di Jan Van Eyek
il pulpito in stile roccoccò
il retablo di “Gesù tra i Dottori “ DI f.Pourbus il Vecchio
“la VOCAZIONE di San Bavone “ di Rubens.

Quando usciamo dalla Chiesa sono ormai le 13,00 e così gli uomini per timore di una multa per tichet scaduto, allungano il passo verso i camper mentre noi donne ci dirigiamo con la solita calma.
Devo dire che è un vero peccato abbandonare questa splendida cittadina senza averla apprezzata a pieno ma ciò sicuramente sarà motivo per ritornarci.
Arrivati ai camper constatiamo che tutto è a posto, quindi riprendiamo la via dalla quale siamo pervenuti e ci fermiamo prima ad un LID a fare un po’ di spesa ( soprattutto birra belga che è buonissima) e poi nel parcheggio di un grande supermercato per pranzare.

Dopo pranzo altra sosta all’interno di questo supermercato per l’acquisto di altra birra e alle 15,30 siamo in marcia direzione Alsazia, non ancora certi che la raggiungeremo in serata.
In Belgio le autostrade sono gratis, cosi da Gent imbocchiamo la A10 direzione Bruxelles e poi la A4 direzione Namur, il traffico non è eccessivamente caotico neppure intorno alla capitale , superata essa diviene molto tranquillo a parte alcuni camion che si stanno dirigendo sicuramente verso il Lussemburgo, infatti già iniziamo a incontrare i cartelli per il confine del Principato.

Inizialmente pensavamo di uscire dall’Autostrada e dirigersi verso Dinant per la sosta notturna ma considerando che il pomeriggio è ancora giovane decidiamo di proseguire ancora un po’.
Alle 17,30 però optiamo per l’uscita dalla A4 per trovare un campeggio per la notte, campeggio che sulla carta ho visto segnato al paese di Habay, dove si trova un castello. Presa l’uscita Habay ci dirigiamo verso il borgo ma con nostra grande delusione il campeggio non esiste e stanchi ed accaldati imbocchiamo la N40, direzione Arlon, con la speranza di trovare una sosta idonea.

Ma niente. Controllando il portolano leggo che Arlon è fornito di area attrezzata camper , così rinfrancati ci apprestiamo a fare gli ultimi km. che ci dividono dal paese.
Arrivati alla grande rotonda prima di Arlon, notiamo alla nostra sinistra un grande parcheggio di un ex-supermercato, così decidiamo di fermarci là per la notte senza ulteriori perdite di tempo.
Sono le 19,30 e da Gent ABBIAMO PERCORSO BEN 252 KM., siamo abbastanza stanchi per i km percorsi e per il caldo della giornata, così decidiamo di cenare e fare un bel sonno ristoratore. Poco dopo un ‘altro camper francese si unisce al nostro gruppo.

19 AGOSTO 2009 mercoledì – (ARLON – COLMAR –UNGERSHEIN ECOMUSEO KM 323) - Tempo : sole e caldissimo
La mattina inizia intorno alle 8, la notte è stata tranquilla e abbastanza fresca.
L’itinerario della giornata prevede l’ingresso in ALSAZIA e anziché fermarsi per la visita a Strasburgo o Colmar, ci dirigeremo verso ECOMUSEO ALSACE, dove sappiamo esserci un grande parcheggio ottimo anche per la sosta notturna e la possibilità di fare scarico e carico.
Cercheremo di macinare più km. possibili durante la mattinata in modo a essere al Museo nel primissimo pomeriggio.

Da Arlon prendiamo la N81 direzione Metz, poi seguiamo per la A31 direzione Nancy.
Da qua imbocchiamo la A33 fino a prendere la N59 per Saint-Die’ Des Vosges. Infine imbocchiamo la D415 con direzione Colmar. A Colmar ci immettiamo su la A35 per Mulhouse fino all’uscita 30, dove seguiamo per Ensisheim e da questo paese le indicazioni per ECOMUSEO ALSACE. Parcheggiamo, per fortuna sotto alcuni alberi, alle 15,30 dopo aver sostato per un pranzo frettoloso intorno al paese di KAUSERSBERG.

I km. non erano tantissimi, ma una parte dell’itinerario si svolge su strada statale che attraversa numerosi paesini turistici ed una parte è assai tortuosa e montana inoltre il caldo oggi è quasi asfissiante, il termometro segna 38°.
Da segnalare che le autostrade fatte fino ad adesso sono gratuite.
Appena sistemati i camper, senza perdere ulteriore tempo, ci dirigiamo verso l’entrata del museo:
biglietto costo € 13,00 a persona – ma ne vale tutti
orario : dalle 10 alle 19,00.
Situato nel cuore della regione dell’Alsazia è composto da 70 case contadine, minuziosamente smontate e meticolosamente rimontate, le quali dal 1984 creano un museo dell’Alsazia a cielo aperto che si estende per circa 100 ettari.
Raggruppate a seconda della loro regione d’origine, ci permettono di scoprire l’organizzazione sociale del paese nei sec. XIX e XX.

Entrare in questo museo è come fare un viaggio nel tempo, non è solo un museo da vedere ma un museo soprattutto da vivere e gustare.
Si rivivono i lavori e si riassaporono i sapori di un tempo che fu.
Partecipiamo alla mungitura delle mucche con tanto di assaggio di latte, assistiamo alla preparazione del burro e di un tipo di formaggio fresco, tipo ricotta, con tanto di degustazione ; alla fattoria assistiamo alla battitura del grano con l’aiuto del cavallo e poi visitiamo molte altre botteghe di artigiani quali: il fabbro, il fabbricante di zoccoli, il vasaio, il carbonaio, il bottaio, il tessitore, la fabbricatrice di capelli e parrucche. Inoltre ci addentriamo nella visita di molte altre abitazioni, quali : la scuola, la casa del pescatore di fiume e di lago, le stalle, e anche ricche abitazioni dei Signori del paese.

Per concludere una visita al vecchio cimitero, il frutteto con buonissime mele, l’officina con vecchi modelli di bici e moto e la stazione con vecchia locomotiva.

Due immagini della vita nell’ECOMUSEO

Simbolo dell’Alsazia è la cicogna che essendo quasi totalmente scomparso nel 1980 è stata rintrodotta tanto che qua nell’Ecomuseo ci sono circa 40 coppie di cicogne ormai stanziali che richiamano altri loro simili.

Tetti Alsazia con nido di cicogna

Restiamo all’interno del parco fino a chiusura, poi soddisfatti e allegri ci dirigiamo verso il camper per una ricca doccia.
Dopo cena ci intratteniamo un po’ fuori dal camper tutti assieme a parlare e a frascheggiare ma presto tutti a nanna perché domani ci aspetta una lunga tappa.

20 agosto 2009 Giovedì – UNGERSHEIM – PASSO DEL PICCOLO SAN BERNARDO KM. 559 - Tempo : caldissimo e sole
Cerchiamo di iniziare il viaggio di trasferimento verso l’Italia, prima possibile al mattino, in quanto ci rendiamo perfettamente conto che la tappa di oggi sarà molto stancante sia per i km. che dovremo percorrere sia per il caldo.

Sono circa le 8 quando accendiamo i motori e ci dirigiamo verso Mulhouse attraverso la superstrada fino ad immettersi su A36 direzione Besançon; all’innesto con A39 seguiamo questa autostrada con direzione Bourg-en-Bresse fino a prendere la A40 direzione Ginevra. CI fermiamo in un’area di sosta di questa autostrada per il pranzo intorno alle 13,00, ma anche oggi è assai frugale perché il caldo ci impedisce di sostare a lungo e noi non abbiamo voglia di pranzare con il condizionatore acceso. Abbandoniamo questa autostrada all’uscita per Annecy e con la statale facciamo quasi tutto il giro del lago che è bellissimo. Le rive erbose del lago sono invase da moltissime persone ma anche le acque del lago sono prese d’assalto: oggi è veramente caldissimo e non vediamo l’ora di arrivare al passo del Piccolo San Bernardo per trovare un po’ di refrigerio. Da Annency seguiamo le indicazioni per Albertiville e poi per Bourg Saint-Maurice, ultimo paese della valle dell’Isère e ai piedi del passo.

Arriviamo al bellissimo paese intorno alle 16,30 abbastanza stanchi soprattutto per il caldo e decidiamo di fermarci al grandissimo supermercato per rifornire le nostre cambuse, visto che dovremo sostare 3 giorni alla Thuile.
Desidero sottolineare che all’interno il supermercato è ben rifornito e assai conveniente , abbiamo trovato anche la torta tropeziene, la famosa torta farcita di buonissima crema che avevamo gustato a Sant Tropez. NON PERDETELA.
Verso le 17,00 iniziamo i tornanti che ci condurranno verso il colle del Piccolo.
È questa una strada e un valico che amiamo molto fare, sia per la facilità e la brevità della salita,( la discesa in parte italiana è un po’ più impegnativa) sia per la bellezza dei paesaggi e infine perché ci conduce al paese della Thuile, paese che noi letteralmente adoriamo.

L’altezza del Colle, 2188 mt., lo rende il colle meno elevato del nord dell’Arco Alpino e il valico più facile tra le vallate Savoiarde e Valdostane.
Esso risulta essere frequentato fin d’antichità come testimoniamo numerosi reperti storici e archeologici che sono stati rinvenuti.
Tracce di EMOMLECH (vasti cerchi di pietre) e DOLMEN sono stati trovati e sono tutt’oggi in parte visibili, inoltre si dice che Annibale con la sua armata attraversasse qua le Alpi.
I romani vi costruirono la strada “Alpis Gaia” utilizzata fino al 1858, un Mansio destinato a ospitare i viaggiatori e fornir loro cavalli freschi e un Tempio.

Intorno all’anno 1000 d.c. San Bernardo di Mentone, patrono degli Alpinisti, sale al colle per scacciare i demoni e i briganti, così crea il primo ospizio per assicurare protezione ai pellegrini contro i briganti e le bizzarrie del clima.
Il colle è anche frontiera naturale tra Italia e Francia , lo spartiacque coincide.
Adesso che la dogana non c’è più, al suo posto è rimasto solo l’edificio in pietra abbandonato, al passo troviamo un piccolo Albergo che funge anche da Bar e al mattino vende baghette, un negozio di souvenir, il vecchio Ospizio, il giardino botanico creato e curato dai monaci dell’ospizio (visitabile a pagamento) e la stazione dell’impianto sciistico.

Infatti gl’impianti della Thuile e della Rosiere sono collegati tra loro per mezzo di SEGIOVIE E SKILIFT , creando un comprensorio detto Spazio San Bernardo, di 3000 ettari e 150 km. di piste con 38 risalite meccaniche.
D’estate da qua partano numerosi sentieri per trekking o biki.

Il Colle generalmente resta chiuso da Ottobre a Maggio ovviamente causa neve.
Sono circa le 17,30 quando terminiamo di sistemare i nostri camper nel piazzale acconto alla vecchia dogana francese. Il sole è ancora alto, l’aria è leggermente fresca e le marmotte le sentiamo fischiare vicino a noi, così rilassati da questa’atmosfera decidiamo di concederci una breve passeggiata prima di cena.

veduta di Bourg Saint Maurice dal passo
Sosta per notte presso la vecchia dogana francese
in cima al passo

Dopo cena nuovamente fuori dal camper per ammirare uno spettacolare cielo stellato e salutare due nostri compagni di viaggio che domani mattina presto rientreranno a casa.


21 AGOSTO 2009 – Venerdì (Passo del Piccolo San Bernardo- LA THUILE) km. 13 - Tempo : caldo e sole
La mattina inizia con molta calma, la notte è stata tranquilla e fresca, no fredda, considerando che siamo a 2200 mt d’altitudine abbiamo dormito senza trapuntino.
Prima delle 9,00 iniziamo la discesa verso al Thuile, godendoci la spettacolare natura di questi luoghi.
Appena raggiunto il paese ci dirigiamo verso l’area attrezzata AZZURRA:
situata sulle rive del torrente, vicinissima al paese, alla funivia , pavimentata, recintata
€ 13,00 al dì compreso di corrente e carico e scarico.

Devo inoltre aggiungere che il proprietario è gentilissimo e disponibilissimo, fornisce tutte le informazioni utili ad un gradevole soggiorno, ci offre cartine per sentieri trekking e biki, e inoltre su ordinazione per cena porta la pizza o la polenta (buonissima).
Dopo aver ben sistemato i camper decidiamo che questi due giorni dovranno essere impostati sul relax più completo, purtroppo domenica mattina noi dovremo rientrare a Firenze mentre i nostri amici rimarranno ancora per alcuni giorni.

La mattina trascorre nel disbrigo di varie faccende: riordino del camper, bucato, lavaggio dei capelli.
Ma dopo un gradevole pranzo, sentiamo la necessità di fare una passeggiata.
Dall’area camper partono numerosi sentieri trekking. Così studiando la cartina che il gestore ci ha dato, decidiamo di prendere il sentiero” 9 A” che conduce alle SUCHES, attraverso il bosco ma seguendo il versante esterno della montagna così da vedere man mano che si sale le tre cascate del ghiacciaio del Rutor.

Il sentiero è piacevolmente fresco ma forse a causa del nostro mancato allenamento, risulta un po’ impegnativo poiché la salita anche se non molto pendente è costante e perenne senza offrire periodi di tregua.
Tuttavia lo spettacolo che si apre ai nostri occhi è meritevole della fatica e impieghiamo circa 2 ore per raggiungere il delimitare del bosco.
Qua si trovano i primi impianti di risalita e il sentiero continuerebbe la salita verso le SUCHES, che secondo i cartelli raggiungeremo in almeno 1,30 ora.

veduta del ghiacciaio durante il trekking

Valutando ciò decidiamo di tornare indietro ma anziché rifare lo stesso sentiero, imboccheremo un sentiero visto poco prima della fine del bosco che conduce in fondo valle verso il paese di LE JOUE, permettendoci così di raggiungere i nostri camper facendo un anello.
La discesa è piacevole sempre attraverso il bosco e arrivati nel fondovalle prendiamo un sentiero che costeggia il torrente e in breve raggiungiamo l’area camper.

Dopo aver fato una calda doccia, non contenti della passeggiata fatta, ci dirigiamo verso il paese per fare shopping.
È sempre gradevole e divertente passeggiare in paese e mi viene spontaneo pensare che nonostante sono passati ben 27 anni dalla prima volta che siamo stati alla Thuile tutto sommato niente è cambiato, soliti negozi, solito mercato di sabato, solita tranquillità. Certo adesso ci sono impianti sciistici più moderni e inoltre il nostro albergo non c’è più al suo posto hanno fatto un BED & BREKFAST, ma a noi cosa importa abbiamo il nostro camper.
Passeggiamo fino a tardi gustandoci il fresco della sera poi ci rechiamo nei nostri camper per una bella cena e una partita a carte.

22 AGOSTO 2009 SABATO – LA THUILE KM. O – TEMPO : SOLE E CALDO
La giornata inizia presto poiché decidiamo di andare al mercato prima che arrivo l’amico del nostro amico che abita a Morgex e che molto gentilmente oggi sarà la nostra guida trekking.
Quando arriva ci informa di aver scelto un sentiero che parte dalla strada che conduce al Passo, per cui con la sua auto ci condurrà in gruppi di due all’attacco del sentiero.

OGGI FAREMO IL SENTIERO N. 12 nel VALLONE DES ORGERES, per raggiungere chi se la sente il colle a MT 2800.
Sarà per l’allenamento di ieri, sarà per la bellezza dei luoghi, sarà per la compagnia fatto stà che il percorso ci sembra meno arduo di quello di ieri anche se sulla carina viene indicato come più impegnativo.
Arriviamo in una vallata spettacolare dove centinaia di mucche pascolano liberamente, incontriamo numerosi piccoli laghetti circondati da piante di cotone, riusciamo a vedere un falco che volteggia in cerca di preda, una marmotta uscita dalla sua tana, diverse caprette abbarbicate su le rocce e per finire dei ciuchi allo stato brado.

Ci fermiamo vicino ad un laghetto per il pranzo e la nostra guida ci dice che chi se la sente dopo aver mangiato può andare verso il passo, ma tener presente che l’arrampicata al passo è assai impegnativa e che alle 15,00 massimo dovremo essere nuovamente al campo base.

Curiosi come sempre io e mio marito assieme ad altri del gruppo decidiamo di arrivare alla meta. La prima parte di sentiero è tranquilla, bellissima e in leggero Sali e e scendi, troviamo addirittura le stelle alpine, bellissime, ma la parte che si inerpica attraverso il ghiaione per raggiungere la forcella del passo è estremamente difficile, soprattutto per chi come me soffre un po’ di vertigini.

Il primo ad arrendersi sulla salita è un signore che si sente oppresso dalle vertigini, io che fino a quel momento non avevo pensato a ciò, tanta era l’euforia di arrivare, improvvisamente mi rendo conto del vuoto attorno a me e a quel punto a 20 mt dall’arrivo mi arrendo. Non solo non riesco ad andare più avanti ma neppure a scendere, così mi accuccio ben bene nell’erba nell’attesa che mio marito riscenda e da giù gli grido: “ fai una foto per me al panorama!!!!!”

sentiero per raggiungere il colle
Vista al di là del colle

Quando mio marito arriva con molta calma scendiamo, ormai l’attimo di panico è passato e allegramente ci dirigiamo al punto d’incontro dove arriviamo alle 15,00 in punto. Ma….. non c’è nessuno, come mai ?
Mi viene da pensare che forse il nostro amico, che nella notte non si era sentito bene , forse causa l’altitudine ha avuto altri problemi, così come se avessimo le ali ai piedi scendiamo verso le auto e il percorso che in salito avevamo fatto in 2 ore per scendere impieghiamo solo 45 minuti.

Arrivati alle auto constatiamo che la mia ipotesi era esatta comunque adesso la crisi è passata e ringraziamo con sincerità la nostra guida per i bellissimi posti che ci ha fatto scoprire.
Rientrati ai camper, altra doccia e poi nuovamente in centro per gli ultimi acquisti, tanto oggi per cena abbiamo prenotato la polenta, quindi non dobbiamo cucinare.

Questa è l’ultima sera che trascorreremo assieme ai nostri cari amici, così dopo la polenta un bel dolce e un sorso di spumante da gustare assieme ci vuole proprio.
Brindiamo alle nostre bellissime ferie vissute assieme, alla nostra amicizia e ai viaggi futuri che già nella nostra testolina si stanno creando e poi tutti a nanna.


23 AGOSTO 2009 DOMENICA ( LA THUILE – FIRENZE KM. 544 (tempo : caldo e sole)
Prima delle 7,00 siamo già in marcia perché abbiamo deciso di pranzare a casa e abituarci all’aria di Firenze, prima del rientro di domani a lavoro.
Prendiamo l’autostrada ad Aosta, vogliamo ancora gustare con calma queste belle montagne, superiamo Alessandria, Bologna ed eccoci alle 13,00 a Firenze.
Il viaggio di ritorno è stato tranquillo e con traffico scarso e felici di rivedere i nostri figli, genitori, fratelli e nipoti apriamo la porta di casa, tanto sappiamo che prossimamente altre avventure ci aspettano.

CONSIDERAZIONI:
per le informazioni turistiche abbiamo consultato:
sito online OLANDA- Guida verde Michelin per l’Olanda – Guida Turing per il Belgio
I Diari di viaggio letti su COL e Camperlife ci hanno molto aiutato per la scelta dei luoghi da visitare e scelta campeggi e aree di sosta, come utile è stato il Forum di COL che mi ha aiutato nella scelta dell’itinerario d’andata e di ritorno e nella scelta dell’itinerario da seguire in Olanda.

Per le indicazioni stradali : EUROCART – BENELUX 1:300.000
Spesa intorno € 1800,00

Riconsiderando tutto l’itinerario devo dire che sono solo due i luoghi che ritengo si potrebbero anche saltare: la città di NARDEN e MARK e lasciare così tempo per maggiormente approfondire e gustare è l’isola di TEXEL e la regione della Zelanda.

È un viaggio e un itinerario che io ritengo assai gradevole, vario e interessante dove si può unire la passione per la natura con quella dell’arte e dell’architettura e il clima è gradevole.

Quasi integralmente l’itinerario di massima fatto prima della partenza è stato rispettato ad esclusione di un paio di tappe saltate perché, dovendo scegliere per mancanza di tempo, risultavano essere meno confacenti alle esigenze della compagnia.

Comunque essere riusciti a mantenere un programma stillato prima della partenza, ignari dei luoghi , ci rende assai contenti.

Nel nostro giro ci è mancata la visita di alcune graziose città, quali Haarlem, UTRECH,LEIDEN, DORDRECH, BREDA e molte altre ancora ma ritengo che in ogni viaggio sempre qualcosa dobbiamo tralasciare così da avere uno stimolo per ritornarci.



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