UNGHERIA 2008
(testo di
Antero e Mary)
Inizia
il nostro viaggio
nella terra dei Magiari
29 settembre
Partiamo di buona ora e per tutta la giornata il sole ci
accompagna durante il nostro viaggio verso l’Ungheria.
Superiamo Venezia, ci dirigiamo verso l’Austria trovando
un panorama particolare, piccoli paesini con case basse
a tetti spioventi e con finestre colorate e piene di fiori.
Ogni piccolo paese ci accoglie con la sua insegna che ricorda
il luogo dove ci troviamo e da tutte le parti tanti e tanti
fiori.
Anche le fermate degli autobus sembrano giardini fioriti,
e quando arriviamo alla nostra meta, scorgiamo fiori anche
nei piccoli ponticelli utilizzati per attraversare minuscoli
torrenti.
Sono le diciassette quando arriviamo al campeggio dove trascorreremo
la serata. Ci sistemiamo nel campeggio di Klagenfurt, sulle
sponde del suo lago, in un bel prato. Prima di cena facciamo
una lunghissima passeggiata lungo lago aspettando il tramonto
del sole.
30 settembre
La mattina prima di partire ci vengono a salutare alcuni
leprotti che fotografiamo, poi partiamo per l’Ungheria.
Lungo la strada, prima di superare il confine, facciamo
una sosta per il caffè. Che errore – non lo
ripeteremo più-: due caffè lunghissimi con
pochissimo latte e alcuni biscotti del posto ma tanto duri
che ci son sembrati sassi. …e il prezzo ? 4 euro!
Quasi non ci accorgiamo di oltrepassare il confine tanto
il panorama è simile, solo che le case, sempre piccole
e con tetti spioventi, sono più modeste, senza fiori
e quasi tutte hanno piccoli annessi agricoli. Al primo distributore
facciamo il cambio così da poter pagare- da ora in
poi- con i fiorini ungheresi anziché con euro.
E’ ancora giorno alto, quindi abbiamo tutto il tempo
che vogliamo per visitare, prima di andare a cercare il
campeggio, il castello di Keszthely. Parcheggiamo proprio
davanti al castello e siamo anche vicinissimi al centro,
entriamo nei giardini ben curati infine andiamo a visitare
dentro la famosa biblioteca che comprende oltre 100.000
volumi. Si tratta di un grandissimo salone completamente
rivestito da librerie di legno finemente intarsiato. Una
custode del castello capisce che siamo Italiani e, sapendo
qualche parola, ci spiega l’importanza della biblioteca
accompagnandoci poi anche in altre stanze che altrimenti
non avremmo potuto vedere.
Sono le diciotto, andiamo a passare la notte nel bellissimo
campeggio proprio in riva al famosissimo lago termale di
Hèviz.
Davanti a noi, nel campeggio, c’è un piccolo
fiume di acqua radioattiva a trentotto gradi, completamente
ricoperto da ninfee coloratissime, attraversato in più
parti da piccoli ponti.
1 ottobre
La mattina ci dirigiamo verso l’ingresso delle terme
per trascorrervi una giornata ma, vista la profondità
e i cartelli che ricordano la radioattività delle
acque decidiamo, dopo aver chiesto spiegazioni, di guardare,
rimandando ad altra occasione il bagno nelle acque termali.
Questo è il maggior lago naturale termale del mondo
e le sue acque si rinnovano ogni due - tre giorni. L’acqua
scaturisce da due sorgenti ricche di sostanze minerali che
si trovano a 38 metri di profondità. La temperatura
dell’acqua – molto radioattiva- ha una media
di trenta gradi, mentre i fanghi, dai quali sale la radioattività,
sono efficaci per le malattie reumatiche e per la cura degli
organi motori, ma il bagno deve essere consigliato dai medici
che visitano anche nelle terme.
Lasciamo Hèviz e ci dirigiamo verso l’Abbazia
di Tihany il villaggio che la circonda, è molto caratteristico.
Ogni casa ha il tetto ricoperto da canne seccate al sole,
ogni piccola casa ospita un negozio di artigianato locale
e quindi si possono acquistare souvenir: tovaglie e vestiti
ricamati, ceramiche particolari e tappeti di pelle di vacca.
Costeggiamo il lago facendo, parzialmente, il periplo per
cercare un campeggio ove trascorrere la notte. La strada
è piccola (non prendiamo l’autostrada), vediamo
il divieto di transito per i carretti, per le carrozze,
le biciclette e i trattori che devono percorrere una stradina
a lato della strada; anche una ferrovia corre parallela
alla strada e notiamo che i treni sono tutti con la locomotiva
rossa e i vagoni verdi oppure blu. Dopo aver telefonato
ai nipoti andiamo a visitare la chiesa di Veszprém
famosa perché il figlio del re qui ha pronunciato
il voto di castità.
Visitiamo tutta la cittadina lasciando il camper proprio
fuori le mura. Proseguiamo costeggiando il lago fino ad
arrivare a Zamardi ma troviamo tutti i campeggi chiusi.
Decidiamo allora di fermarsi in una piccola piazzetta lungo
lago. Più tardi verso le 21 ci vengono a fare compagnia
una diecina di operai che, scesi dal loro furgone si mettono
a parlare e bere, facendo anche un po’ di chiasso,
poi verso le 22,30 riprendono il loro furgone e vanno via.
La notte poi trascorre tranquilla.
2 ottobre
Partiamo presto e ci dirigiamo al sud verso Pecs, superiamo
le nuove terme di Igal, poi deviamo per una strada provinciale
perché vogliamo andare a vedere le grotte di Abaliget
che sappiamo, essere molto belle e qui si trovano anche
alcuni campeggi. La strada è panoramica ci sono boschetti
attrezzati con tavolini e cestini per lo sporco veramente
ben attrezzati per i picnic. Notiamo, con soddisfazione
che anche lungo le strade più piccole ed anche nei
paesini piccolissimi regna la più completa pulizia.
Non ci sono carte per terra, e nemmeno sporcizia abbandonata,
ogni casetta ha un minuscolo giardino ben curato e pulito.
Arrivati alle grotte di Abaliget, notiamo che il campeggio
è chiuso. Davanti a noi un bellissimo laghetto dove
è possibile pescare, noi ci incamminiamo verso l’entrata
delle grotte che aprono a ogni ora. Facciamo il biglietto,
ci copriamo bene bene ed entriamo: in queste grotte fa veramente
freddo, ci sono stalattiti e stalagmiti, il ragazzo, la
guida che ci accompagna con la torcia elettrica, ci spiega
la natura delle grotte e ci dice che ancora oggi queste
si modificano per effetto dello scorrere violento delle
acque al suo interno.
Valeva proprio la pena di arrivare fino a qui. Dobbiamo
andare a trovare un campeggio aperto e quindi partiamo.
Lungo il lago, nei pressi di Orfù ci deve essere
un campeggio…però è chiuso. Allora riprendiamo
la strada per andare a Pecs che non dista molto. Arriviamo
all’ingresso est della città, dove si trova
un campeggio ma anche questo è chiuso, sappiamo che
ce ne deve essere un altro, sulla strada per Budapest ma
dobbiamo attraversare tutta la città di Pecs e, causa
la mancanza di segnali, non sappiamo da che parte andare.
Antero si ferma a un chiosco vicino alla stazione degli
autobus per chiedere dove si trova il campeggio Familia.
Chissà come ha fatto a intendersi, qui nessuno parla
italiano, né tantomeno francese né inglese,
solo qualcuno il tedesco!
Comunque un giovane ungherese che lavora in Austria si offre
di farci la guida fino al campeggio ci dice che ha capito
dove è… e…. parte con la sua Mercedes
e noi lo seguiamo. Entriamo e usciamo dal centro di Pecs,
giriamo a vuoto per tanto tempo. Si sta facendo tardi ma
il nostro accompagnatore insiste: vuole accompagnarci fino
al campeggio, telefona più volte (a chi? Se non ha
voluto il numero del telefono del campeggio?). Antero dice
all’ungherese, mentre lo ringrazia per la sua cortesia,
che andrà a dormire da una altra parte ma il nostro
accompagnatore insiste poi, finalmente, accetta di vedere
la nostra cartina con l’indirizzo del campeggio.
Riprendiamo la strada e…ecco siamo arrivati al campeggio
Familia che troviamo aperto. Salutiamo e ringraziamo per
la cortesia il nostro accompagnatore e ci sistemiamo nel
camping. Sono le diciotto, il sole sta calando, noi ci troviamo
in un bellissimo e fitto noceto, abbiamo la luce ma il campeggio
è completamente al buio. Siamo in una stradina laterale
e parallela alla nazionale che conduce verso Budapest e,
appena fuori del campeggio si trovano: la fermata del bus
per il centro, un piccolo ma fornitissimo centro commerciale
e tanti altri negozietti. Guardiamo l’orario della
corriera per il centro così da visitarlo l’indomani.
Ci facciamo una bella passeggiata, alcuni acquisti al supermercato
e poi rientriamo nel buio del nostro campeggio. La notte
tira un po’ di vento e le noci ci cadono sul tetto
del camper accompagnando il nostro sonno.
3 ottobre
Ci alziamo con un bel sole caldo, andiamo a prendere il
bus per il centro. Tutti sono molto cordiali e gentili,
al minimo cenno di richiesta subito cercano di essere di
aiuto nonostante la lingua sia molto difficile- anzi incomprensibile
per noi. Il centro di Pecs è molto bello, la sua
piazza principale è costellata di palazzi importanti
e decorati. Ci sono anche palazzi antichi a ricordo delle
conquiste prima romane poi Turche. Andiamo a pranzo nel
più centrale dei ristoranti di Pecs. Mangiamo fuori
sotto un bel sole caldo ordiniamo il menù del giorno
( qui preparano una lista con un menù per ciascun
giorno della settimana esclusa la domenica). Oggi è
venerdì e c’è Gulasch con lenticchie
e verdure varie, poi, come secondo, un tortino di tagliatelle
impastate con uovo e uvetta e ricoperto da uno strato di
zucchero al velo. Come bevanda acqua con limone. Il prezzo
è modico - 6 euro per due persone- invece i due caffè
(ottimi) costano 3 euro.
Terminiamo il pomeriggio visitando bene tutta la città
antica che merita sicuramente una visita, poi all’imbrunire
riprendiamo il bus che ci conduce vicino al campeggio e
terminiamo la serata parlando con i nipoti che domani andranno
a fare una gara di scherma.
4 ottobre
Ci alziamo sotto la pioggia e fa un po’ fresco, lasciamo
Pecs per dirigersi prima a Harkany, Siklos,, visita veloce
di Mohacs e poi risaliamo il fiume Duna per Baja ; infine
ci dirigiamo verso Kalocsa per andare a vedere la sua stazione
completamente pitturata.
Quando arriviamo in città, notiamo che in tutte le
case sono appese reti piene di peperoncino tanto grandi
che paiono salami. Non riusciamo a trovare la stazione ferroviaria,
proviamo a chiedere, ma chi non capisce non risponde chi
capisce non sa dove si trova. Finalmente troviamo la persona
giusta, un signore in macchina con la moglie e la figlia
riescono a indicarci la strada e così riusciamo ad
arrivare alla stazione subito seguiti da quel signore che
gentilmente ci è venuto dietro , in macchina, per
controllare se avevamo capito bene. Ci salutano e noi ringraziamo
mentre guardiamo la stazione che – ora capiamo perché
non la conosce nessuno-, è in completo abbandono;
non funziona più come stazione; peccato è
veramente un piccolo gioiello antico, tutte le porte sono
decorate con fiori e completamente colorate, sono veramente
belle. Forse sarebbe opportuno recuperare il sito così
che i turisti possano godere di questa antica stazione che
merita maggiore attenzione.
Proseguiamo per andare a Szeged dove c’è la
possibilità di andare in campeggio. Arriviamo e ancora
una volta il campeggio è chiuso quindi ripieghiamo
per il centro dove sappiamo che la sosta breve è
tollerata. Riusciamo a posteggiare proprio davanti alla
zona pedonale di Szeged; sono le diciassette, ci dirigiamo
subito verso la piazza dove si trova la cattedrale. E’
immensa e bella, dentro è completamente dorata e
si sta svolgendo una messa cantata. Nella piazza antistante
c’è una fiera tipica Ungherese con banchi per
la vendita delle specialità del posto. Alle diciotto
siamo allietati da una musica che proviene dal vicino Palazzo
reale , sull’orologio della torre ci sono personaggi
che girano in tondo e segnano i secondi e i minuti. Davanti
al posteggio dove siamo fermi c’è l’isola
pedonale che attraversiamo per andare ad ammirare le fontane
musicali che allietano la serata degli ungheresi. Dopo cena
nuova passeggiata nel centro completamente illuminato, la
sera c’è abbastanza fresco ma il cielo è
sereno.
5 ottobre
Facciamo colazione in un bar del centro poi andiamo verso
Opusztaszer che dista pochi chilometri per vedere il parco
nazionale della memoria ungherese. Troviamo con difficoltà
questo grandissimo parco (pochissimi segnali, come sempre,
e poi nessuno è in grado di indicare dove si trova),
parcheggiamo all’ingresso e facciamo il biglietto
per la visita. Ci sono fattorie e villaggi con gente abbigliata
come nei tempi passati, capre, cavalli, maiali e mucche
pascolano liberamente.
Entriamo nella grande cupola dove è stato istallato,
in tondo, un mega affresco alto 15 metri e lungo 120 metri
– il diametro del cerchio è di 38 metri!.
I più noti pittori magiari hanno creato questa meraviglia
che è stata esposta nel 1894 in occasione del millennio
della conquista della Patria. In seguito fu esposto alla
fiera universale di Parigi del 1909. E’ veramente
una meraviglia vi è raffigurata tutta l’epopea
degli Ungheresi fino dalla venuta dai Carpazi nel 1099 dei
primi magiari con il loro principe Arpad; è stato
così che ha avuto termine il lungo nomadismo del
popolo magiaro; qui, nei Carpazi, hanno trovato la loro
patria definitiva, qui hanno costruito la nazione ungherese.
Nella cupola ci sono gli effetti sonori, cavalli che nitriscono,
voci di guerrieri che combattono , tamburi e pifferi accrescono
l’atmosfera assieme ai tuoni, e ai lampi di luce che
illuminano il cavallo bianco di Arpad il padre della Patria
e tutto è molto suggestivo.
Nel parco notiamo strane costruzioni di legno, si tratta
delle più antiche case dei magiari quando colonizzarono
questo territorio. In una parte del parco ci sono alcuni
magiari che si apprestano a fare uno spettacolo di tiro
con l’arco con i cavalli in corsa.
Subito dopo pranzo proseguiamo verso Gyula che, abbiamo
letto, trattasi di una bella cittadina termale con l’unico
castello rinascimentale dell’Ungheria. Arriviamo che
incomincia a imbrunire; siamo a soli 5 km dal confine con
la Romania, cerchiamo il campeggio (ce ne sono 2) ma risultano
entrambi chiusi. Non ci resta che posteggiare in una stradina
laterale vicino al laghetto del castello a meno di 100 metri
dalle terme. Andiamo a chiedere se domani sarà possibile
entrare alle terme ma ci spiegano che per entrare qui, in
queste terme, che sono medicamentose e principalmente utilizzate
dagli statali, occorre un certificato medico. La sera ci
godiamo lo spettacolo del castello illuminato e il cinguettio
degli uccelli che rientrano nei nidi sugli alberi del laghetto.
6 ottobre
Ci alziamo con un bel sole splendente e poiché è
impossibile entrare in queste terme decidiamo di partire
subito e di andare verso altre terme, che sappiamo aperte
a tutti.
Risaliamo lungo il confine della Romania, poi arrivati a
Derecske deviamo per andare a Hajduszoboszlò dove
hanno aperto le più grandi terme dell’Ungheria
con parco, piscine e giochi acquatici.
Quando arriviamo notiamo alcuni ungheresi intenti ad attingere
acqua da una fontana pubblica, poiché siamo rimasti
sprovvisti di acqua ci fermiamo per prenderne un po’.
Antero prende le taniche e si dirige verso la cannella ma
appena fa il gesto di aprire il rubinetto alcuni uomini
( in attesa di attingere anche loro l’acqua) urlano
e allontanano le mani di Antero dalla cannella; perché?
L’acqua esce a settanta gradi , per fortuna è
andata bene, solo una piccola scottatura per alcune gocce
uscite dalle taniche: se si bagnavano le mani sicuramente
le ustioni erano così importanti da dover ricorrere
alle cure di un medico al pronto soccorso.
Questo è il biglietto da visita di Hajduszoboszlò
: una città con acque caldissime - termali- e buone
da bere (da fredde). Impossibile riempire il serbatoio del
camper immediatamente,e decidiamo di mettere l’acqua
dentro al deposito la sera quando si sarà raffreddata.
Giriamo per il paese alla ricerca del campeggio che, come
sempre, rimane difficoltoso trovarlo, mancano le indicazioni
stradali ma dopo un po’ riusciamo a trovarlo.
E’ aperto, è grande e ben attrezzato ed ha
l’ingresso direttamente nel parco delle terme. Finalmente
possiamo provare a fare un bagno ristoratore nelle acque
termali. Dopo aver sistemato il camper e fatto il ticket
per due giorni di terme, direttamente alla direzione del
campeggio, (5 euro a testa per giorno e senza limite di
orario!) andiamo a vedere di cosa si tratta. Effettivamente
è un grandissimo complesso con dieci piscine termali
di vario tipo, calore e grandezza sono all’aperto
e altrettante al coperto dove si trovano anche le saune,
i bagni nei fanghi etcc etcc. Il tutto incorniciato da un’immensa
piscina con le onde (pagamento a parte), da giochi per ragazzi,
da campi da tennis, da ristoranti, discoteche.
Andiamo a vedere quali sono le piscine dove possiamo restare
senza obbligo di un controllo medico. Notiamo che in alcune
piscine l’acqua ha una alta radioattività e
quaranta gradi di calore, altre hanno il simbolo di radioattività
ma c’è la possibilità di bagnarsi per
un massimo di venti minuti.
Naturalmente noi le proviamo tutte, alcune hanno l’acqua
a trentasei gradi altre a trentotto, alcune hanno zampilli
per massaggi della schiena, altre hanno cascatelle, altre
ancora massaggiano lo stomaco e ci sono anche i vortici
, funzionano a intervalli precisi e si può passare
da una all’altra piscina senza problemi.
7 ottobre
Anche oggi sole caldo e via subito alle terme dove trascorriamo
tutta la giornata praticamente sempre a bagno, escluso il
momento del pranzo che consumiamo in un piccolo ristorante
self-service vicino alle piscine. Poi riprendiamo subito
il nostro bagno con acqua radioattiva e calda e, così
finisce la giornata.
8 ottobre
Siamo vicini alla Puszta ( la grande pianura) e così
andiamo a Hortobagy, prima ci fermiamo a Mata dove andiamo
a visitare l’allevamento dei cavalli Nonius poi, in
questa pampa sconfinata andiamo a vedere una fattoria. Capre
dalle corna particolari, i famosi buoi ungheresi, asini
bianchi, cavalli, e maiali che noi non abbiamo mai visto.
Noi conosciamo i maiali senza peli, rosati magari anche
neri ma questi hanno il pelo e lungo che sembrano capelli
ricci di un bel colore avorio, nero, marrone; anche le colombe
hanno le ali ricce o la coda con i riccioli, altre hanno
anche il collare come gli antichi nobili. Le capanne della
fattoria hanno tetti fatti con il canniccio. Il campeggio
è chiuso, c'è la possibilità di sostare
nel parcheggio del ristorante che si trova in paese ma decidiamo
di proseguire per andare a Tokay percorrendo strade secondarie
per fare prima. E così attraversiamo paesini caratteristici
e piccoli laghetti dove Antero prova a pescare (senza alcun
risultato) poi, proseguendo arriviamo in riva al fiume………..non
c’è alcun ponte è impossibile attraversarlo
(in effetti, all’inizio di questa stradina c’era
un cartello, per noi strano) ci vediamo costretti a ritornare
indietro e percorrere la strada principale (pensare che
abbiamo preso questa stradina per accorciare le distanze!)
Dall’altra parte del fiume sentiamo delle voci, guardiamo
più attentamente e vediamo che un barcone si allontana
dalla sponda opposta e viene verso di noi. Meraviglia, traghettiamo
il fiume sopra questa chiatta e possiamo riprendere il nostro
percorso che ci conduce a Tokay passando da Nyiregyhaza
e da Tiszalok.
Tanto per cambiare tutti i campeggi sono chiusi, solo uno
ha i cancelli aperti e un biglietto alla direzione -scritto
in ungherese che riusciamo a decifrare: telefonare al numero
xyz del gestore che viene ad attaccare la luce etcc etcc.
Andiamo via subito, riusciamo a malapena a capirci a gesti,
figurarsi con il telefono! Entriamo nella minuscola cittadina
e sostiamo davanti ad un supermercato. E’ già
sera ma ci sono tantissime botteghe per la degustazione
e la vendita del famoso vino ungherese e sono tutte aperte.
Alcuni ristoratori della piazza principale si sgolano a
chiamarci per andare a mangiare il loro piatto tipico altri
ci invitano a entrare nei loro fondi, scantinati dove hanno
la mescita e la vendita diretta del vino Tokay.
Entriamo in un bel negozietto di vini per vedere e ne usciamo
con diverse bottiglie che regaleremo ai nostri amici e ai
nostri figli. Infatti è impossibile non comprare
il vino, la signora che gestisce l’attività
ci fa assaggiare- a piccole dosi (meno male) tante varietà
di vino che quasi ci ubriachiamo. È buio e non sappiamo
dove andare a dormire ma poiché siamo nel parcheggio
del supermercato- che resta aperto fino alle 24- decidiamo
di sostare per la notte proprio qui. Dopo cena, verso le
22 facciamo spesa al supermercato per fare provviste di
pane, carne e frutta.
9 ottobre
Abbiamo riposato veramente bene, siamo a pochi chilometri
da Sarospatak e il suo famoso castello proprio al confine
con l’Ucraina e con la Slovacchia. Arriviamo e troviamo
una cittadina colorata e con tanti fiori e, come sempre,
pulitissima. Non riusciamo a trovare il castello (ma quanti
ce ne sono in questa città che nessuno ci sa indicare
la strada per arrivarci!), poi entrando in una piccola strada
riusciamo ad arrivare in un minuscolo parcheggio a ridosso
del castello. Quadrato e alto, non molto bello da fuori
ma veramente da vedere nel suo interno sia nel cortile sia
nelle varie stanze reali e poi il parco ben tenuto con alberi
che già prendono il colore dell’autunno. Lasciamo
il castello per andare verso Aggtelek dove si trovano le
grotte più lunghe d’Europa e che arrivano bel
oltre il confine con la Slovacchia. Ora il panorama cambia
e diventa più variegato lasciamo dietro le nostre
spalle le immense pianure della Putsza e troviamo dolci
colline e boschi, attraversiamo paesini di montagna e ci
pare di non arrivare mai ; la strada è stretta ma
troviamo pochissimo traffico, poi finalmente arriviamo,
davanti a noi tantissimi grandi parcheggi per bus turistici
e tanti negozi chiusi… ma non c’è nessuno!.
Arriviamo al campeggio ubicato all’ingresso delle
grotte, in un grandissimo parco , bello e ben curato, andiamo
nel prato ma le ruote slittano sull’erba e facciamo
fatica a uscirne, quindi ci sistemiamo nella stradina di
sassi poiché siamo gli unici abitanti di un così
grande campeggio. Andiamo al ristorante per informarci sull’orario
di visita delle famose grotte e poi riposiamo nel silenzio
più assoluto: siamo completamente soli, il ristorante
chiude, gli addetti delle grotte sono già rientrati…insomma
non c’è proprio nessuno!
10 ottobre
Alle dieci in punto siamo davanti all’ingresso delle
grotte, unici visitatori. Un giovane ci accompagna nella
visita, scendiamo nelle profondità della montagna
e troviamo un fiume sotterraneo –ora asciutto- ma
che consente in marzo la visita delle grotte in barca. Le
grotte sono lunghissime, le più lunghe d’Europa
con i suoi 28 km e hanno uscite anche in Slovacchia. Man
mano che ci addentriamo notiamo che si accendono lampade
per illuminare stalattiti bellissime che formano anche figure
di persone. Arriviamo, in mezzo a tanta meraviglia in una
enorme sala utilizzata per i concerti estivi per le sue
caratteristiche di sonorità eccellenti e la nostra
guida si mette a una pianola e incomincia a suonare mentre
le luci, stimolate dalla musica si accendono e spengono,
illuminano alcuni particolari….uno spettacolo che
ci è rimasto nel cuore e negli occhi tanto ci ha
emozionato e tanto è bello. Terminiamo il nostro
viaggio nelle viscere della terra dopo un’ora (ci
sono itinerari di due e di quattro ore arrivando fino oltre
il confine con la Slovacchia). Ancora prima di pranzo decidiamo
di proseguire il nostro viaggio andando verso Lillafured
dove sappiamo esserci un magnifico castello nascosto in
mezzo a boschi e vicino a un laghetto.
Il castello è veramente bello è situato in
un ambiente da favola, il fiume lambisce le mura mentre
gli alberi prendono il colore dell’autunno. Antero
prova anche a pescare nel lago senza riuscire a prendere
niente. Prima che faccia buio decidiamo di proseguire per
trovare il campeggio a Eger- che ovviamente troviamo chiuso.
Decidiamo allora di dormire nel piazzale di un supermercato
(Telso) che rimane aperto ventiquattro ore. Infatti, notiamo
che anche alle ventitré e alle due di notte pur con
casse ridotte il mercato è aperto e vengono a fare
spesa anche alcune persone.
11 ottobre
La notte è trascorsa tranquilla, alle 8,30 siamo
già in centro a Eger per visitare la città,
il suo castello, la basilica e i giardini del centro; ovunque
regna la pulizia e l’ordine, i giardini sono pieni
di fiori e le strade sono pulitissime.
Andiamo verso Egerszalok dove ci sono nuove terme radioattive
con piscine all’aperto e che dicono facciano bene
anche all’ulcera. Arriviamo e notiamo un grandissimo
stabilimento nuovo nuovo con bellissime piscine al coperto
e grandi vasche all’aperto. Alla biglietteria ci legano
al braccio un orologio di plastica che memorizza l’orario
di entrata e funziona anche come cerca persone. e come chiave
per aprire il mobiletto che ci è assegnato.
Dopo aver visto come fanno gli altri anche noi riusciamo
ad aprire i nostri mobiletti, ci cambiamo, mettiamo il costume
e via dentro le piscine con acqua a quarantadue gradi. Proviamo
tutte le piscine anche quelle con acqua fredda a quattordici
gradi facendo la sauna da quarantadue a trentasei a quattordici
gradi.
Davanti a noi, mentre siamo in acqua possiamo vedere l’acqua
caldissima che esce dalla terra formando una grossa cascata
bianca di calcare . Sembra di essere a Pamukkale in Turchia.
Sono le sedici e riprendiamo il viaggio per andare a Matrahaza
la montagna più alta di tutta l’Ungheria (1014
metri!).
La montagna è attrezzata anche per sciare a riprova
che qui l’inverno cade molta neve.
Troviamo tantissima gente che è venuta a fare lunghe
passeggiate, gli alberi prendono sempre più il colore
dell’autunno.
Andiamo a cercare il campeggio ma, naturalmente lo troviamo
chiuso, allora cambiamo itinerario ed andiamo verso Parad
ma anche qui troviamo il campeggio chiuso e quindi decidiamo
di dormire nel posteggio dei bus , vicino all’ingresso
del campeggio stesso.
12 ottobre
Lungo la strada vediamo tanti carretti trainati da cavalli
e addobbati con i tralci di vite e quando arriviamo a Holloko
troviamo il posteggio pieno di auto e calessi: oggi qui
si svolge la festa dell’uva. Il villaggio, patrimonio
dell’umanità, è stato conservato come
era ai primi dell’ottocento. Il minuscolo paese ha
case tipiche della zona, tutte ben restaurate mentre le
piccole strade di tutto il villaggio sono acciottolate e
bisogna stare attenti a dove camminiamo perché corriamo
il rischio di slogarsi un piede.
In ogni casa c’è un piccolo laboratorio artigiano
di prodotti tipici del posto. Essendo oggi giornata di festa
nella piccola chiesetta del villaggio è celebrata
una messa in ringraziamento del buon raccolto di uva e,
al’uscita della chiesa, alcune donne con vestiti tipici
e antichi consegnano ai fedeli e ai curiosi presenti un
chicco di uva benedetta. Le donne anziane del posto hanno
indosso vestiti tradizionali così carini che sembrano
tutte piccole bamboline di ceramica.
Qui non c’è possibilità di sostare per
la notte pertanto, di primo pomeriggio, riprendiamo il cammino
verso Godollo a vedere il palazzo dove ha abitato per più
di sei anni la regina Sissi. Il palazzo è molto bello
e le stanze sono tutte decorate ma la parte più bella
è sicuramente il parco, grandissimo, con piante ad
alto fusto e molto ben curato. Anche al posteggio del palazzo
non è possibile sostare per la notte, andiamo allora
al supermercato –aperto ventiquattro ore- dove passiamo
una notte tranquilla. E domani…Budapest.
13 ottobre
L’autostrada ci conduce proprio dentro Budapest, stiamo
attenti perché se sbagliamo l’uscita, male
segnalata, la supereremo e dovremo andare più avanti.
Nonostante il traffico caotico Antero riesce a imboccare
l’uscita giusta che ci conduce proprio nel centro
di Budapest. Costeggiamo il Danubio in mezzo al traffico
molto veloce fino ad arrivare alla stazione di Moszkvar
Ter posta sotto le mura di Buda. Qui chiediamo informazioni
su dove si trova il campeggio ma troviamo gente che non
capisce, non sa o ci suggerisce di ritornare indietro.
Decidiamo di andare avanti perché Antero aveva localizzato
il campeggio di Budapest proprio in questa direzione, arriviamo
a un semaforo e finalmente troviamo una freccia che indica
il campeggio.
Ci inoltriamo in questa strada e incominciamo a salire in
collina, dopo circa dieci chilometri pensiamo di aver sbagliato.
Ma va bene così e….arriviamo al campeggio .
E’ gestito da una signora che parla anche italiano,
ci dice subito che hanno variato il servizio di bus che
portava direttamente in centro a Pest, comunque potremo
prendere il bus 291 per la stazione di Moszkvar Ter e poi
da li proseguire con la metro oppure con il bus 22 o il
tram 4 e 6.
Per questo motivo ha diminuito (di poco) il prezzo della
sosta-compresa la prima colazione. Dopo aver sistemato il
camper ci attrezziamo per andare subito a visitare Budapest.
All’uscita del campeggio a meno di 300 metri si trova
la fermata del bus 291 che ci porta a una stazione di smistamento
pulmann (Budagyongye) e qui ne prendiamo un altro per il
centro.
Proseguiamo a piedi per visitare il Parlamento che purtroppo
troviamo chiuso ( è in corso una seduta dei parlamentari
Ungheresi), non importa lo vedremo domani, quindi per una
gita in battello sul Danubio. Arriviamo all’imbarcadero,vicinissimo
al Ponte delle Catene, facciamo tante fotografie e poi,
con il battello risaliamo il Danubio fino a raggiungere
l’isola Margherita. Il servizio nel battello è
impeccabile, ci accolgono signorine che paiono hostess,
carine e molto gentili, ci spiegano come fare per ascoltare
la registrazione, la spiegazione, dei monumenti che andiamo
a vedere mentre risaliamo il fiume.
Il Danubio è circondato da bellissimi palazzi, anche
il parlamento ci appare in tutta la sua bellezza: è
tutto un trinato … sembra un palazzo veneziano. Arrivati
all’isola sbarchiamo e facciamo un bellissimo giro
nel parco, completamente verde con alberi giganteschi, un
piccolo zoo, discoteca, bar e ristoranti, mentre tantissimi
ungheresi praticano la corsa. Dopo circa una ora riprendiamo
il battello che ci riporta all’imbarcadero, prima
di scendere ci viene offerto un aperitivo e, insieme al
capitano brindiamo. Il pomeriggio lo trascorriamo in giro
per il centro di Pest a vedere i vari monumenti e le cose
più importanti.( come riporta la guida che ci hanno
offerto alla stazione centrale)
Rientriamo tardi, e vediamo Budapest di sera, con i palazzi
completamente illuminati. Siamo al campeggio dove, nel silenzio
più assoluto, trascorriamo la notte.
14 ottobre
La nostra prima colazione in campeggio. La signora ha preparato,
per gli ospiti, una tavola imbandita con marmellate, burro,
crepes, formaggi, salumi, latte, caffè, frutta, poi
bibite e succhi di frutta. Dopo aver fatto una lauta colazione
riprendiamo il bus 291 fermandoci alla stazione della metropolitana
che prendiamo per andare all’Opera. Questa linea della
metropolitana è la più antica ed ha vagoni
piccolissimi ma è velocissima, puntuale e…pulitissima.
Per visitare l’Opera è necessario prenotare,
quindi dobbiamo ritornare alle 15 (ora di apertura delle
casse) e pagare il biglietto per la visita delle sedici.
Andiamo allora a vedere il grande mercato coperto, che merita
senza dubbio una visita.
Si compone di tre piani, nel seminterrato ci sono i supermercati
e negozi per la vendita del pesce; Nel centro ci sono macellerie
e negozi con prodotti gastronomici, al piano superiore tantissimi
negozi artigianali, con vestiti riccamente ricamati, vendita
di ricami e merletti, etcc etcc. Andiamo a cercare una chicca…il
palazzo delle poste, quello antico, ora adibito a museo;
non ci sono visitatori, solo noi, quindi ci godiamo con
tutta calma gli stucchi e gli arredi di questo palazzo.
Non poteva mancare la visita alla cattedrale, da fuori è
bellissima seppur circondata da alti palazzi Entriamo perché
è aperta al pubblico cosi la possiamo visitare con
tutta calma. Dopo pranzo andiamo al teatro dell’Opera,
riusciamo a prenotare la visita e alle sedici in punto,
divisi per nazionalità possiamo entrare.A ogni gruppo
viene assegnata una guida che parla a lingua dei visitatori,
noi, unici italiani abbiamo a disposizione, tutta per noi,
una signorina che, con tutta calma ci fa vedere e ci spiega,
con dovizia di particolari, il teatro.
Veramente un teatro molto bello e importante (secondo solo
a quello di Vienna, capitale dell’impero Austro-Ungarico).
La scalinata riservata all’imperatore e ai nobili
è impressionante; coperta da grandissimi tappeti
rossi, con parapetti e colonne di marmo pregiato il tetto
è sorretto da colonne di legno siciliano finemente
intarsiato. Il grande salone dove si svolgono le rappresentazioni
ha poltrone di velluto, mentre un grandissimo lampadario
sovrasta la sala che è a forma di U. Finita la visita
decidiamo di prendere la metropolitana per andare alla stazione
ferroviaria di Nyugati dove , nei pressi si ferma il bus
291 che ci riporta direttamente al nostro campeggio.
Facciamo per uscire dalla metropolitana e, invece di andare
fuori dove ci sono i bus, sbagliamo e ci ritroviamo nel
nuovissimo edificio “ Il Millenium” una piccola
città, sopra la metropolitana, ma sotto il livello
stradale. Decidiamo di trascorrere il resto della serata
per visitare questo posto dove ci sono negozi, bar, ristoranti,
fontane, insomma una vera e propria città sotterranea
e veramente bella e…pulita. Mangiamo piatti tipici
Ungheresi e poi, vista l’ora tarda, ritorniamo …in
superficie per prendere il bus che ci riporta al campeggio.
Attraversar la città di notte è veramente
bello; i palazzi sono illuminati e vedere il ponte delle
catene, il Parlamento e la fortezza e il palazzo reale di
Buda di sera ci lascia un fantastico ricordo di questa città.
E’ tardi, arriviamo alle ventitré ma non ci
sono problemi per i mezzi di trasporto : sono sempre funzionanti
fino alle due di notte per poi riprendere alle sei del mattino.
15 ottobre
Stessa ricca colazione e poi di nuovo a visitare la città.
Oggi andiamo a Buda sulla collina. Bello il bastione dei
pescatori, dal suo porticato è possibile vedere dall’alto
tutta Pest. La chiesa di Natia è in restauro ma possiamo
visitarne l’interno che è veramente bello.
Proseguiamo nella nostra visita della città, le strade
sono completamene acciottolate, arriviamo al castello reale
ora adibito a museo, è immenso, grandioso ma non
ci sembra poi tantissimo bello, tant’è che
decidiamo di andare a Pest. Non prendiamo la teleferica
ma a piedi, attraversando un boschetto, arriviamo proprio
davanti al ponte delle catene, lo attraversiamo ammirando
il Danubio che scorre sotto i nostri piedi. Andiamo a prenotare
la visita del parlamento, sono le dodici, la visita inizierà
alle 16,30.
Nell’attesa riprendiamo il nostro itinerario, vediamo
in una chiesa una effige della madonna nera identica a quella
di Cracovia.
Finalmente è giunta l’ora di andare a visitare
il Parlamento. Siamo sei italiani contro venti tedeschi
,quindici inglesi e dieci Spagnoli perciò veniamo
aggregati agli spagnoli e ci viene assegnata una guida che
parla correttamente lo spagnolo ma per nostra fortuna lo
parla molto lentamente in modo da farsi capire.
La sala dell’assemblea del parlamento è tutta
decorata con stucchi in oro e con grandi dipinti che ricordano
la storia dell’Ungheria tutt’intorno alle statue
degli eroi nazionali e di coloro-magiari- che costituirono
la Nazione più di mille anni fa.
Visitiamo tutte le stanze utilizzate dai parlamentai ungheresi
fino ad arrivare nella stanza dell’attuale presidente
dove ammiriamo un tappeto di 150 mq tutto lavorato a mano
…una opera d’arte Ungherese.
Finita la visita riprendiamo il tour della città
che ci affascina con i suoi bellissimi palazzi, piazze e
monumenti.
La sera andiamo di nuovo al Millenium (che è vicino
alla fermata del bus) per mangiare in un piccolo locale
caratteristico.
Tiriamo tardi anche stasera e poi rientriamo, stanchi, ma
contenti.
16 ottobre
Oggi, dopo la solita, ricca colazione andiamo, con la metropolitana
nei posti più lontani possibili di Budapest per vedere
le zone fuori centro. La nostra prima visita la dedichiamo
alla meravigliosa Sinagoga (è la seconda più
grande del mondo). Dopo accuratissimi controlli ci permettono
la visita e veniamo accompagnati da un ebreo che parla correttamente
l’Italiano, siamo noi due soli e possiamo godere della
guida con calma. Dopo aver visitato l’interno, bello
e importante (si tratta dell’unica sinagoga progressista
dell’Europa che permette anche alle donne di partecipare
alle funzioni religiose), andiamo a vedere il famoso albero
di metallo dono dell’attore americano Toni Curtis
e sul quale sono appese tante foglie con sopra scritto il
nome degli ebrei uccisi durante la repressione tedesca prima
e russa poi. Riprendiamo la metropolitana e andiamo verso
nord per vedere la piazza degli eroi; una gigantesca piazza
circondata da enormi statue, nel bel mezzo della piazza
un complesso monumentale di statue raffiguranti il Re Arpad
e altri eroi. Nelle vicinanze della mega piazza c’è
un laghetto dove gli ungheresi trascorrono alcune ore al
sole, un circo con parco giochi per bambini, uno zoo e,
non ultimo, il più grande e famoso stabilimento termale
di Budapest.
17 ottobre
Subito dopo aver fatto la consueta colazione partiamo per
andare a visitare l’Abbazia di Esztergom , costeggiamo
l’ansa del Danubio, passiamo Szentendre, Visegrad
.
Il cielo si è leggermente velato e minaccia pioggia,
fortunatamente, mentre risaliamo lentamente tutta l’ansa
del Danubio, ritorna il sole che ci accompagna per tutto
il tragitto. Lungo la strada possiamo vedere tanti alberi
carichi di vischio ed anche cartelli sulla strada che segnalano
divieto di transito per le mucche dalle ore10 alle ore 19!!
Posteggiamo sotto la grande Abbazia costruita in memoria
di Santo Stefano (primo re Ungherese) visitiamo l’interno
e poi ci gustiamo il panorama dalla cima della cupola dell’Abbazia
ammirando tutta la città sotto di noi.
Abbiamo fatto abbastanza presto e possiamo andare avanti
per visitare un’altra abbazia, quella di Pannonhalma
tanto più che nei pressi sappiamo esserci un campeggio.
Quando arriviamo nel piazzale davanti all’abbazia
e facciamo sosta, ci viene incontro un signore che ci fa
dei segni facendoci capire che l’abbazia chiude e
che ora (sono le15,30) è l’ultimo turno per
la visita. Ringraziamo e, di fretta ci avviciniamo alla
biglietteria e…ma è lo stesso signore….lui
lavora qui e fa i biglietti!
Passano pochi minuti e via con una guida (parla solo ungherese)
che ci accompagna attraversiamo un boschetto e una piccola
collinetta prima di arrivar all’entrata dell’Abbazia
benedettina.
La guida parla- siamo in sei persone- ma riusciamo a seguirla
perché alla biglietteria ci hanno consegnato una
dispensa in Italiano (da restituire alla guida). L’abbazia,
dopo Esztergom, la più importante di tutta l’Ungheria
ha al suo interno anche il più famoso liceo del Paese,
l’interno è enorme ed è a quattro livelli,
il sotterraneo- la cripta- è sicuramente quello più
bello. Sono le diciassette e dobbiamo trovare il campeggio,
seguiamo le indicazioni e finalmente lo troviamo, si trova
proprio sotto la grande Abbazia e vicino potremo usufruire
del bus per andare su in cima alla collina. Ma è
chiuso!Anche questo campeggio è chiuso..che fare?
: dormire in paese lungo la strada o seguitare a camminare
e andare a Papa dove ci sono anche le terme?. Si spera che
ci sia anche un campeggio e.. che sia aperto!.
Quando arriviamo a Papa notiamo i cartelli che indicano
il campeggio; la nostra speranza di trovarlo aperto viene
confortata proprio da questa vista.
Seguiamo le indicazioni e arriviamo a un mega campeggio,
nuovo, certificato dall’ADAC (campeggiatori Tedeschi),
con splendidi servizi igienici, con luci automatiche nei
cessi e nelle docce, con parco giochi per bambini, lavanderia
etcc etcc e a meno di 50 metri le terme. Entriamo, ci sistemiamo,
non facciamo in tempo a registrarci che già è
sera. Domani vedremo di cosa si tratta.
18 ottobre
Di prima mattina facciamo una bella passeggiata nel centro
di Papa e scopriamo che è proprio una bella cittadina.
Notiamo tante persone vestite in modo elegante ma alla moda
degli zingari.
Rientriamo presto al campeggio e ancora prima delle undici
siamo già entrati nelle piscine delle terme a goderci
il calore delle acque a trentanove gradi. Le terme sono
veramente ben organizzate, ci sono piscine grandi dove ci
possiamo tuffare, altre per i più piccoli anche con
scivoli per bambini, altre all’aperto mentre nelle
vasche grandi, sia all’aperto sia dentro le terme
l’acqua non supera 1,50 metri così che tutti
possono godere del calore delle acque termali. In alcuni
punti è anche possibile andare sotto piccole cascatelle
che rigenerano i muscoli delle spalle, in altre vasche ci
sono sedili con forti getti all’altezza dei lombi
e sotto le natiche, altre hanno una corrente forte che permette
di muovere tutte le parti del corpo senza fatica.
All’ora di pranzo andiamo, in costume, nel ristorante
delle terme e qui mangiamo i loro piatti tradizionali, poi
ritorniamo nelle vasche dove trascorriamo tutto il resto
della giornata. Mentre siamo qui a goderci il sole caldo
e le acque a trentanove gradi telefoniamo ai figli e ai
nipoti dicendo loro che, forse, il prossimo anno, potremo
ritornare qui con loro per passarci almeno una settimana.
19 ottobre
Lasciamo il campeggio con le terme di Papa e proseguiamo
nel nostro itinerario che ci conduce a Fertod. Arriviamo
e notiamo che il campeggio è chiuso; lì vicino
c’è un albergo con ristorante che talvolta
permette ai camperisti di sostare per la notte.
Chiediamo autorizzazione che ci viene accordata ma ci dicono
che funziona solo il ristorante e perciò a una certa
ora chiudono tutto, decidiamo di rimanere e via subito a
visitare il castello dove ha abitato per nove anni la principessa
Sissi.
In realtà si tratta di un palazzo molto grande, bello
con un grande giardino all’ingresso e un meraviglioso
parco posto nel retro del palazzo, che ha moltissime stanze
tutte arredate in stile. E’ giunta la sera quando
terminiamo la visita e andiamo al camper per la cena.
Sono le ventitré e il ristorante chiude, spenge le
poche luci che aveva nel piazzale e noi piombiamo nel buio
più assoluto.
20 ottobre
Lasciamo Fertod con la nebbia che scompare quando arriviamo
a Sopron. Visitiamo il centro che ci è sembrato una
chicca, poi decidiamo di andare a Vienna perché dista
solo cinquanta chilometri. Arriviamo alle quattordici al
camping Wien West ben segnalato, il gestore del campeggio
ci regala due biglietti del bus per andare in centro. Partiamo
subito alla volta della splendida capitale Austriaca. Come
la ritroveremo dopo quaranta anni ? (si! qui avevamo passato
alcuni giorni durante il nostro viaggio di nozze che ci
ha visto girare per l’Europa dell’est.)
Subito la visita della cattedrale di S. Stefano e poi in
riva al Danubio (al ramo del Danubio) dove ci sono i battelli
che collegano Vienna con Bratislava e con Budapest. Andiamo
a chiedere il prezzo per un giorno a Bratislava (ci volevamo
andare con il camper ancora prima di arrivare qui, ma sapendo
che il campeggio era chiuso avevamo pensato di andarci via
Danubio) ma lo troviamo esoso (250 euro in due con partenza
alle 10,30 e ritorno alle 17,30 per due ore di traversata)
e rinunciamo.
Trascorriamo la sera in centro, le luci di Vienna ci affascinano
ma …sembra diversa, 40 anni fa nelle strade del centro
e ad ogni angolo c’erano orchestrine, violinisti che
allietavano le serate con tanta musica mentre in ogni albergo,
anche il più piccolo, c’era un musicista che
suonava il suo pianoforte. Oggi è molto commerciale
molto meno romantica sarà perché allora eravamo
giovani ?
21 ottobre
Alle 9,45 prendiamo il bus che ci conduce in centro e andiamo
a visitare il Palazzo Reale, tutto veramente fastoso, però
la storia ufficiale di Sissi, (è così riportata
dagli organi Austriaci) ci delude parecchio. Ha un caratterino
per niente fascinoso, ha sempre vissuto fuori della vita
del regno perché insofferente agli obblighi della
monarchia e insomma rompeva e mica poco e solo l’imperatore
suo marito, che ne era innamorato, riusciva a tollerare
le sue “trovate”. E quando venne uccisa da un
Italiano, quasi tutti non ne furono dispiaciuti se non per
estetismo.
Il cinema invece ci ha fatto conoscere una storia dove tutto
era bello, lei era allegra e gioiosa (ma dove? Perfino una
figlia la ripudia) e vive una straordinaria storia d’amore
con l’imperatore Francesco Giuseppe ma tutto questo
non corrisponde alla realtà e questa realtà
ci delude parecchio; avevamo creduto a una storia d’amore,
fantastica e affascinante.
Usciamo e abbiamo la fortuna di vedere che nelle scuderie
del Palazzo è in preparazione un allenamento di cavalli
spagnoli della famosa scuola Viennese.
Paghiamo il biglietto e vediamo i cavalli che danzano al
suono della musica mentre i cavalieri, tutti in divisa,
ricevono dai presenti calorosissimi applausi l’uscita
finale dei cavalieri è con la marcia di Radetzky
che ci fa venire la pelle d’oca.
Proseguiamo nel nostro itinerario di visita per vedere più
cose possibili, poi giunti all’Opera , scopriamo di
non poter entrare perché oggi e per cinque giorni
c’è un concerto diretto da MUTI. E quindi dobbiamo
rinunciare alla visita…sarà per una altra occasione.
Prendiamo più volte la metropolitana che ci consente
di andare a vedere anche palazzi fuori del centro fino a
quando non si fa ora di cena e ci ritroviamo nuovamente
vicini alla chiesa di Santo Stefano per assaporare una cenetta
tipica austriaca. Ritorniamo al campeggio che è molto
tardi e…siamo veramente molto stanchi.
22 ottobre
Oggi visita del Rataus veramente splendido. Con la guida
abbiamo la possibilità di vedere tutte le più
belle stanze fino ad arrivare al grande salone di rappresentanza
che è allestito per una cena.
Andiamo a vedere il tesoro degli Asburgo, corone, spade,
vesti tempestate di pietre preziose etcc etcc.
Prima che faccia buio decidiamo di andare al Prater, come
in viaggio di nozze e vedere la città che si illumina,
e saliamo sulla grande ruota …ma è quella di
quaranta anni fa e dimostra tutti gli anni…proprio
come noi!). Assistiamo comunque al rito della città
che si illumina ma ora ci sono tanti palazzi che accorciano
la vista sul centro e solo alcuni palazzi in lontananza
sono illuminati. Ritorniamo al campeggio che è notte
fonda e…indovinate…siamo stanchi.
23 Ottobre
Oggi il cielo è grigio e fa un po’ fresco ma
noi decidiamo di andare a vedere due meraviglie: il Castello
di Schonbrunn e il palazzo del Principe di Savoia. Prendiamo
il bus e la metropolitana ( servizi eccezionali, puntuali,
e pulitissimi) e arriviamo davanti alla residenza estiva
di Maria Teresa, dentro è tutto bello ma somigliante
a quello che già abbiamo visto, poi visitiamo il
parco fino ad arrivare alla “ gloriette”, tante
foto ricordo e poi di nuovo in metro per andare a vedere
il Belvedere e cioè il Palazzo che il principe Eugenio
di Savoia si fece costruire ( avendo sconfitto le armate
di Solimano il magnifico è quindi un eroe austriaco:
ha salvato l’impero Austroungarico dalle orde Turche
) qui e che a noi è parso più bello e più
grande di quello di Schonbrunn.
Andiamo poi a vedere la chiesa di San Bartolomeo che merita
sicuramente una visita e poi mentre andiamo a piedi verso
il centro, passeggiamo dentro il mercato all’aperto
che pare un mercato orientale, asiatico ed anche africano.
Rientriamo al camper veramente stanchi, domani lasceremo
questa meravigliosa città per rientrare piano piano
verso casa.
24 ottobre
Partiamo molto presto ci separano 900 km da casa e vogliamo
rientrare entro due giorni. Non troviamo tanto traffico
è tutta autostrada, presto arriviamo nei pressi del
lago di Klagenfurt dove facciamo una breve sosta, poi perché
ce la possiamo fare riprendiamo il cammino per arrivare
a casa nella serata. Il traffico lo troviamo in Italia,
anzi tra Bologna e Arezzo ( tanto per cambiare!),ceniamo
in una area di servizio e quando ripartiamo, per colpa di
un cretino che, con il camion, fa manovra in senso proibito
Antero è costretto a sterzare bruscamente e va a
sbattere la porta del camper in un battistrada…si
sgraffia lo scalino ma per fortuna non si rompe niente.
Riprendiamo la nostra strada del rientro e alle ventitré
arriviamo a casa dove ci aspettano i figli e i nipoti.
E così è finito anche questo
viaggio.
A casa prepareremo il nostro prossimo viaggio in Marocco.
Questa volta arriveremo al Tropico del Cancro.